Schifani al bivio, riunione a Palazzo d’Orleans: ore di tensione

Mauro Seminara

Schifani al bivio, riunione a Palazzo d’Orleans: ore di tensione

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Mauro Seminara |
martedì 06 ottobre 2026 - 20:42
Schifani al bivio, riunione a Palazzo d’Orleans: ore di tensione

Riunione in corso a Palazzo d'Orleans Mauro Seminara 6 Ottobre 2026, 22:41 Laconico, quasi stringato...

6 Ottobre 2026, 22:41

Laconico, quasi stringato il messaggio che Renato Schifani affida ad un post sui social dopo le otto di ieri sera. Non un comunicato stampa della Regione Siciliana ma un post firmato “Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana” che recita: “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con grande senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”. Le parole sono poche ma molto ben misurate, il canale di diffusione non è quello istituzionale consueto, l’effetto è dirompente. Poco più tardi a Palazzo d’Orleans le luci erano ancora accese in attesa dei collaboratori più vicini al presidente per una riunione dal clima molto pesante.

Il caso Armao e l’indagine della Commissione antimafia

Al mattino la stampa siciliana aveva reso ulteriori dettagli sulle risultanze investigative che sono emerse sul caso del consulente giuridico della Presidenza della Regione: Gaetano Armao. Non un semplice burocrate, anche già capo del Comitato tecnico scientifico ed ex vicepresidente della Regione, ma un uomo che convocava e gestiva riunioni con vertici della Regione Siciliana. Un uomo di potere che gestiva il potere. Una gestione di cui è difficile non accorgersi, se non per grave negligenza. Il post di Renato Schifani, diverso dai soliti, pubblicato in un orario che lascia intuire una dura quanto difficile e lunga giornata, arriva dopo qualche ora dalla nota della Commissione antimafia ed anticorruzione dell’Ars presieduta da Antonello Cracolici che annuncia l’avvio di una indagine conoscitiva in cui il primo chiamato in audizione è il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

La credibilità politica della legislatura e le decisioni attese

Gli ultimi mesi di legislatura – considerando l’ampia incognita derivata da legge elettorale in itinere e data delle elezioni da stabilire – stanno vergando date ed eventi che raggiungono livelli di credibilità politica fortemente minati alle sue radici. Il presidente della Regione chiamato dalla Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia per relazionare “sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell’ambito dell’amministrazione regionale” per “approfondire il quadro complessivo” e per “verificare l’efficacia dei sistemi di prevenzione, controllo e trasparenza adottati dalla Regione” sono indice di un fallimento nella gestione della cosa pubblica con il Parlamento che chiede conto e ragione all’esecutivo. A fronte di tale sequenza di eventi, le “decisioni da assumere, che comunicherò a breve” potrebbero voler dire tutto ed il contrario di tutto.

Le parole di Minardo e il messaggio di Forza Italia

Le parole di Nino Minardo, emissario di Forza Italia nazionale, oggi non in buone acque dal segretario Antonio Tajani – cui ci si attende che verranno chieste dimissioni a breve – fino alle fughe di esponenti di spicco su tutto il territorio nazionale, sulla credibilità politica pronunciate all’interno di una relazione politica con cui ha aperto a Palermo la riunione dei segretari provinciali e delle grandi città del partito, non lasciano ampio margine interpretativo e non arrivano quale commento a caldo sull’ennesimo scandalo corruttivo che ha travolto i gangli della Regione Siciliana. Il partito deve rinnovarsi. Questo è il messaggio che arriva da casa Berlusconi. Questo è il messaggio che rilancia Nino Minardo da Palermo. Gli altri messaggi sono invece meno velati annunci di assedio a Palazzo d’Orleans.

Le reazioni politiche e la richiesta di dimissioni

Qualunque siano le decisioni che Renato Schifani, “con grande senso di responsabilità” ha deciso di assumere e che comunicherà a breve, siano verso un passo indietro oppure improntate ad una rivoluzione dell’assetto della Regione Siciliana dopo quattro anni di legislatura, il post ha scatenato reazioni da smottamento tellurico in tutta la Sicilia. Silenzio, nell’immediato, da parte del centrodestra siciliano. Dall’opposizione il dito più veloce sulla tastiera è quello di Ismaele La Vardera che pochi minuti dopo la pubblicazione del post di Renato Schifani scrive: “Apprendiamo che Schifani, alla luce delle dichiarazioni di Minardo, sta riflettendo sulle decisioni da prendere. Credo che la strada sia una ed una sola quella delle dimissioni immediate”.

La Vardera: “La peggiore legislatura di sempre”

Per il leader di Controcorrente quella di Schifani è “la peggiore legislatura di sempre, fatta di arresti e inchieste” ed oggi il presidente della Regione “ha la possibilità di liberare finalmente la Sicilia”. E sul criptico contenuto delle parole del presidente circa le decisioni da assumere La Vardera lo invita a tagliare corto: “Lo faccia senza avere tentennamenti e ci risparmi la suspense, non serve che salga al Colle, al massimo faccia una salita a Montepellegrino”.

Il Movimento 5 Stelle e il rischio assuefazione agli scandali

Tornando indietro di qualche ora, prima di pranzo, dell’abbandono dei lavori in Commissione Bilancio da parte dell’opposizione, in conferenza stampa il coordinatore regionale del Movimento 5 stelle aveva risposto sul caso di presunta corruzione imputata a Gaetano Armao rammaricandosi del rischio che la sequenza di scandali di tale natura che rischia di assuefare i siciliani rendendo tale condizione una triste normalità. “Questa è l’ennesima inchiesta sulla corruzione – ha detto Nuccio Di Paola riferendosi al caso Armao – e ripeto: in questi anni, come Movimento 5 stelle abbiamo proposto protocolli anticorruzione ma è chiaro che se si fanno norme all’interno dell’Ars che sono troppo verticali è normale che la corruzione si può infiltrare nei meandri di queste norme”.

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Fonte: QdS.it