Sacchi rifiuti, foto di ALTEREGOINTELIGENCIA da Pixabay Emanuela La Mela 20 Settembre 2026, 19:15 Per...
Per i Comuni delle isole minori siciliane la gestione dei rifiuti ha un costo aggiuntivo che nasce dalla geografia. Prima ancora del trattamento e dello smaltimento, infatti, c’è un passaggio che sulla terraferma non è chiaramente contemplato: quello via mare. Il trasferimento comporta una complessa organizzazione logistica e costi maggiori, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso turistico.
A settembre 2026 la Regione Siciliana ha aggiornato il quadro con il nuovo riparto delle risorse destinate proprio a questa voce. I dati relativi al 2025 mostrano che i Comuni delle isole minori hanno dichiarato complessivamente 6.903.388,41 euro di spese per il trasporto dei rifiuti via mare. A fronte di questa cifra, il contributo regionale disponibile è stato di 6 milioni di euro, ripartiti tra gli enti sulla base delle spese sostenute.
Il dato restituisce la dimensione di un costo strutturale: nel 2025 la spesa rendicontata ha superato di circa 903 mila euro la dotazione regionale destinata al contributo.
Nel 2025 le isole minori hanno speso 6,9 milioni per il trasporto dei rifiuti
Il nuovo riparto regionale consente di rilevare quanto pesa il trasferimento dei rifiuti dalle isole minori verso la terraferma. Se osserviamo le rendicontazioni relative allo scorso anno trasmesse dai Comuni, la spesa complessiva attestata ammonta a 6.903.388,41 euro. Il coefficiente utilizzato per il riparto è stato fissato a 0,87, così distribuire i 6 milioni di euro stanziati in proporzione alla spesa dichiarata.
La differenza tra il costo complessivamente sostenuto e la dotazione regionale è quindi di circa 903mila euro. Non significa che la Regione abbia coperto integralmente il costo del servizio: il contributo rappresenta una quota del totale sostenuto dai Comuni. La misura è prevista dall’articolo 3, comma 10, della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 e viene ripartita annualmente sulla base della spesa rendicontata dagli enti. Il 7 settembre 2026 il Dipartimento regionale delle Autonomie locali ha pubblicato il D.D.G. n. 490/2026 con il riparto e l’assegnazione del contributo.
Lipari, il conto più pesante: 3,66 milioni di euro
A concentrare la quota maggiore della spesa è il Comune di Lipari, che comprende le isole dell’arcipelago delle Eolie. Per il 2025 l’Ente ha attestato una spesa di 3.666.156,76 euro per il trasporto dei rifiuti via mare. Dal riparto regionale gli sono stati assegnati 3.186.397,64 euro.
Il dato di Lipari rappresenta da solo oltre la metà dell’intero contributo regionale di 6 milioni di euro e poco più della metà della spesa complessivamente rendicontata dai Comuni. La dimensione del costo è quindi particolarmente evidente per l’arcipelago eoliano, dove il trasferimento dei rifiuti rappresenta una componente strutturale della gestione del servizio.
Sindaco Lipari: “Serve area di stoccaggio”
Il servizio di gestione dei rifiuti nelle isole minori è fortemente condizionato dal numero delle presenze. A spiegarlo, interpellato dal QdS.it, è il sindaco di Lipari Riccardo Gullo che evidenzia come la programmazione debba necessariamente essere effettuata sulla base di previsioni che possono poi essere superate dall’effettivo afflusso turistico. “Anche se in un determinato mese registriamo una percentuale maggiore, i piani sono comunque commisurati a una previsione che poi diventa definitiva. Tutta l’organizzazione, sia per quanto riguarda le attrezzature sia per i dipendenti – che non si trovano da un giorno all’altro – potrebbe non essere sufficiente. Quindi diventa complicato”.
Una difficoltà che, secondo il sindaco, si è manifestata in maniera evidente nel corso dell’estate appena trascorsa, con conseguente aumento della produzione di rifiuti. “Abbiamo avuto un cospicuo aumento e abbiamo dovuto fronteggiare una situazione che è stata oggettivamente critica. Per un Comune come Lipari, composto da sei isole con esigenze diverse, è necessaria un’organizzazione particolare”.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto la quantità di rifiuti prodotti, ma anche la necessità di coordinare il conferimento con i collegamenti marittimi e con la disponibilità dei cassoni. “Bisogna combinare le quantità di rifiuti che si producono con una nave che deve fare un giro continuo: deve andare a conferire a Milazzo e poi ritornare riportando i cassoni, che a volte sono già pronti e altre volte no. Questo fa sì che si creino complicazioni enormi, che in futuro potrebbero essere superate con aree di trasferenza più attrezzate e più ampie e, soprattutto, con un’area di stoccaggio dove poter effettuare una prima selezione in modo da standardizzare i quantitativi e organizzarli meglio in termini di trasporto”.
A pesare è anche il rapporto tra le risorse disponibili e l’aumento della quantità di rifiuti da gestire. “I soldi stanziati sono fissi, mentre la quantità di spazzatura è aumentata in tutte le isole. Chi opera nei servizi lo fa in situazioni molto complicate, perché un aumento della spazzatura comporta inevitabilmente maggiori sforzi organizzativi”. Sul tema delle risorse, il confronto con la Regione Siciliana, assicura il sindaco, non si è mai interrotto: “È sempre aperto e lo continuerà a essere. Ora la necessità è che l’ammontare stabilito venga un po’ rivisto sulla base delle nuove esigenze che si sono manifestate”.
Gestione dei rifiuti, servizio idrico e bilancio comunale sono legati da vincoli che non consentono di intervenire con risorse aggiuntive. “Vengono inseriti nel bilancio perché sono conti economici e finanziari autonomi, come prescritto dalla legge. Sappiamo qual è la spesa e l’entrata viene dai cittadini, che devono pagare la spazzatura. Una parte può venire dalla tassa di sbarco. Noi non possiamo mettere nessun’altra risorsa di bilancio su questo settore, perché le norme non lo consentono. E questo crea un’ulteriore grande difficoltà, perché le tariffe sono condizionate”.
Una gestione complessa, dunque, che si intreccia anche con il tema della sostenibilità economica del servizio e con la capacità dei cittadini di sostenere i costi. “Sono argomenti complicati, tra i più discussi. Poi, per la gente, ciò che conta è sostenere i prezzi delle bollette ma per noi gestire questo servizio richiede tanta pazienza e impegno. Viviamo in un Paese molto delicato”.
Sul fronte delle possibili alternative per migliorare il servizio, il sindaco richiama la possibilità di implementarlo evidenziandone però anche i costi. “Mantere ciò esiste già con gli impianti di compostaggio ma avere anche la possibilità di smaltire l’umido riutilizzandolo. Tuttavia servono macchinari, impianti e persone addette: sono soluzioni costose, quindi non so, dal punto di vista economico, quanto possano rappresentare un miglioramento tangibile”.
Pantelleria e Lampedusa sopra il milione
Dopo Lipari, sono soprattutto Pantelleria, Lampedusa e Linosa a incidere sul totale. Il Comune di Pantelleria ha dichiarato per il 2025 una spesa di 1.129.908,40 euro, ricevendo dal riparto regionale 982.046,79 euro. A Lampedusa e Linosa la spesa attestata è stata invece di 1.105.495,44 euro, con una quota assegnata pari a 960.828,54 euro.
Lipari, Pantelleria e Lampedusa e Linosa hanno quindi rendicontato oltre l’85% della spesa complessiva considerata dalla Regione per lo scorso anno.
Favignana, Ustica e le altre isole: tutti i numeri
Il quadro regionale comprende anche gli altri Comuni interessati dal contributo. A Favignana la spesa dichiarata per il trasporto via mare è stata di 536.696,98 euro, con un contributo regionale di 466.463,96 euro. A Ustica sono stati rendicontati 205.415,64 euro, a fronte di un’assegnazione di 178.534,62 euro. Per Santa Marina Salina la spesa attestata è stata di 109.969,12 euro, mentre il riparto ha riconosciuto 95.578,39 euro.
A Malfa il Comune ha dichiarato 95.766,06 euro, con un’assegnazione di 83.233,96 euro. Infine, Leni ha rendicontato 53.980,01 euro, ricevendo 46.916,10 euro. Il prospetto mostra una distribuzione fortemente concentrata: la parte più consistente della spesa riguarda le isole che, per dimensioni, popolazione, produzione di rifiuti e caratteristiche dei collegamenti, devono sostenere i costi maggiori per trasferire il materiale verso gli impianti di destinazione.
Sei milioni dalla Regione, ma la spesa supera la dotazione
Il punto centrale del nuovo riparto è proprio il rapporto tra la spesa effettiva e le risorse regionali. Nel 2025 i Comuni hanno dichiarato 6,903 milioni di euro di costi. La Regione ha messo a disposizione 6 milioni di euro, arrivando quindi a coprire una quota pari a circa l’87% della spesa rendicontata. È lo stesso coefficiente, arrotondato, utilizzato nel riparto ufficiale.
La differenza, circa 903mila euro, rimane fuori dal contributo regionale e restituisce la misura del fabbisogno che eccede lo stanziamento. Non è, peraltro, la prima volta che il conto supera la dotazione. Anche il precedente riparto aveva mostrato una situazione analoga: per il 2022 i Comuni avevano dichiarato oltre 6,17 milioni di euro di spese, mentre la dotazione regionale era di 6 milioni. Nel 2023 il contributo è stato poi completato fino alla concorrenza dello stanziamento complessivo, dopo le verifiche sulla documentazione degli enti.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram
