Mazara del Vallo, rete da pesca abusiva di 200 metri nella Colmata B: scatta il sequestro

redazione

Mazara del Vallo, rete da pesca abusiva di 200 metri nella Colmata B: scatta il sequestro

Un 55enne sanzionato dalla Guardia Costiera. L’uomo aveva trasformato lo specchio d’acqua dell’area portuale in un vero e proprio bacino di pesca

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domenica 20 Settembre 2026 - 09:13

Una rete da pesca lunga oltre 200 metri era stata posizionata abusivamente all’interno della vasca di colmata B del porto di Mazara del Vallo. A scoprirla sono stati i militari della Guardia Costiera, intervenuti dopo la segnalazione di un cittadino.

Protagonista della vicenda un 55enne, individuato dai militari mentre tornava sul posto per recuperare il pescato. La rete era stata sistemata sull’intero specchio d’acqua formatosi all’interno della Colmata, mantenuta in posizione attraverso un articolato sistema di galleggianti. Dopo una prolungata attività di osservazione, la Guardia Costiera è riuscita a cogliere l’autore in flagranza.

All’uomo è stata contestata una sanzione amministrativa di 1.000 euro, mentre la rete è stata posta sotto sequestro in vista della successiva confisca e distruzione.

La Colmata B, un’area ancora irrisolta

L’episodio riporta però l’attenzione anche sulla particolare situazione della Colmata B, un’area che avrebbe dovuto essere utilizzata per il deposito dei fanghi “bonificati” provenienti dai lavori di dragaggio del porto di Mazara del Vallo.

Secondo quanto riferito dalla Capitaneria, i lavori, avviati nel 2024, non sono ancora stati portati a termine, lasciando l’area in una situazione di stallo. La zona è interdetta e fisicamente recintata, essendo considerata un’area di cantiere.

Nel frattempo, lo specchio d’acqua formatosi all’interno della Colmata ha assunto anche un interesse naturalistico, diventando periodicamente una zona umida frequentata da diverse specie di uccelli migratori. Un’area che, nel corso del tempo, è stata inoltre interessata da una precedente inchiesta della Guardia Costiera per la presenza di rifiuti di diversa natura e provenienza, alcuni dei quali risultavano ancora da rimuovere.

È proprio sfruttando la particolare conformazione dell’area e la sua interdizione che, secondo la ricostruzione della Capitaneria, il pescatore avrebbe realizzato quello che viene descritto come un vero e proprio “bacino di pesca” abusivo.

L’intervento della Guardia Costiera ha così impedito che l’attività proseguisse indisturbata, portando al sequestro della lunga rete e all’identificazione del responsabile. Una vicenda che, oltre all’aspetto strettamente legato alla pesca abusiva, riaccende i riflettori sulle condizioni e sul destino della Colmata B, ancora in attesa di una definitiva soluzione.

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