Rapporto benessere equo e sostenibile, in Sicilia alto rischio povertà. Cisl: “Isola è terra del vorrei ma non posso”

Edoardo Ullo

Rapporto benessere equo e sostenibile, in Sicilia alto rischio povertà. Cisl: “Isola è terra del vorrei ma non posso”

Condividi su:

Edoardo Ullo |
lunedì 26 ottobre 2026 - 15:00
Rapporto benessere equo e sostenibile, in Sicilia alto rischio povertà. Cisl: “Isola è terra del vorrei ma non posso”

Leonardo La Piana, segretario generale Cisl SiciliaLeonardo La Piana, segretario generale Cisl Sicilia Edoardo Ullo...

26 Ottobre 2026, 16:00

I dati sono dell’Istat, l’allarme è della Cisl. Il rischio povertà in Sicilia è del 38,4% a fronte della media nazionale del 18,6%. I neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano, nell’isola sono il 22,8% della popolazione mentre il raffronto nazionale è del 13,3%.

Ma non finisce qui: è preoccupante anche il dato relativo alle donne. In Sicilia, infatti, la mancata partecipazione femminile al lavoro arriva al 33,1%, superando di 4,4 punti percentuali la media del Mezzogiorno, che è pari al 28,7%. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto Bes (Rapporto sul benessere equo e sostenibile in Italia) dell’Istat presentato stamattina.

La Piana: “Non mancano le risorse ma il modo per impiegarle e valorizzarle”

Il segretario generale della Cisl Sicilia Leonardo La Piana commenta: “Una fotografia che mette in evidenza sempre più gravi criticità strutturali e infrastrutturali. E che soprattutto racconta di come nell’isola non manchino le risorse ma l’efficace e corretto modo per impiegarle e valorizzarle”.

E aggiunge: “Quello che gli indicatori rivelano è che una quota molto elevata di giovani rimane fuori dai percorsi di studio e lavoro, che molte donne restano escluse dal mondo del lavoro e che cresce la povertà molto più che nel resto del Paese. Eppure si registrano anche margini di miglioramento nella qualità dei servizi essenziali e nella valorizzazione delle risorse culturali e territoriali. Sono tutti fattori che, se adeguatamente analizzati e rielaborati attraverso politiche di sviluppo, infrastrutture, servizi e lavoro di qualità, potrebbero produrre crescita e coesione sociale. Il problema della Sicilia, dunque, non è soltanto quanto cresce, ma quanto del suo potenziale riesca effettivamente a trasformare in opportunità per le persone e per i territori”.

“Non ci si può occupare soltanto di otturare le falle”

“Si continua a dare risposta alle emergenze – prosegue La Piana – ed è pure comprensibile, ma non ci si può occupare soltanto di turare falle senza indagarne la causa e soprattutto senza cercare di risolvere in maniera definitiva il problema”.

“Sicilia ha bisogno di progetto che trasformi suo potenziale in opportunità concrete”

Il sindacato confederale nei giorni scorsi ha richiamato governo e parlamento regionali ad agire per priorità.

“Ci sono – ha detto La Piana – direttrici principali su cui muoversi: lavoro di qualità, occupazione e capitale umano, welfare, sanità e inclusione sociale, politica industriale, investimenti, infrastrutture e innovazione, transizione ecologica, territorio, aree interne e coesione. Punti essenziali che non possono, però, essere soltanto parole da mettere in fila o titoli da richiamare nei programmi, rinviando poi ogni volta a un momento successivo le scelte necessarie. Come noi ribadiamo, è il momento di aprire il confronto e di costruire un piano condiviso, con obiettivi, tempi e responsabilità precise. La Sicilia ha bisogno di un progetto che trasformi il suo potenziale in opportunità concrete e restituisca alle persone una prospettiva per il futuro, superando definitivamente la logica del ‘vorrei ma non posso’”.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

Condividi su:

  • Economia

Fonte: QdS.it