Prosecco Doc: export in Cina oltre il 30% nel primo semestre 2026

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Prosecco Doc: export in Cina oltre il 30% nel primo semestre 2026

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venerdì 09 ottobre 2026 - 13:34
Prosecco Doc: export in Cina oltre il 30% nel primo semestre 2026

Redazione 9 Ottobre 2026, 15:34 Milano, 9 ott. (askanews) – L’export di Prosecco Doc in...

9 Ottobre 2026, 15:34

Milano, 9 ott. (askanews) – L’export di Prosecco Doc in Cina è cresciuto di oltre il 30% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il mercato cinese, che assorbe circa un milione di bottiglie all’anno, rappresenta ancora una quota limitata delle esportazioni della Denominazione, ma registra un andamento positivo sul quale il Consorzio di Tutela intende investire. In questo contesto si collocano due masterclass organizzate nelle università di Pechino, dove oltre cento studenti hanno approfondito la conoscenza del Prosecco Doc e sviluppato proposte per comunicarlo ai consumatori cinesi.

La crescita delle vendite in Cina riguarda una Denominazione che nel 2025 ha prodotto 667 milioni di bottiglie, per un valore al consumo stimato in 3,6 miliardi di euro. L’area produttiva si estende tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia e comprende 12.322 viticoltori, 1.110 aziende vinificatrici e 350 case spumantistiche. Il mercato cinese, pur rappresentando una destinazione ancora secondaria rispetto ai principali sbocchi internazionali, offre al Consorzio nuove possibilità di sviluppo commerciale.

“Il mercato cinese, che nel primo semestre 2026 ha registrato un ottimo +30%, è per noi uno sguardo nuovo su un contesto in cui la nostra denominazione vuole crescere con rispetto, curiosità e visione di lungo periodo” ha dichiarato Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di Tutela della Doc Prosecco, sottolineando che “il Prosecco DOC parla un linguaggio universale, fatto di gioia e convivialità: vederlo reinterpretato dai giovani cinesi con tanta freschezza, ci conferma che la strada del dialogo culturale è quella giusta”.

L’iniziativa ha coinvolto l’Università di Commercio Internazionale ed Economia (Uibe) e l’Università di Lingue e Culture di Pechino (Blcu), che hanno collaborato con il Consorzio all’organizzazione dei due incontri. Le masterclass, condotte dal sommelier dell’Associazione italiana sommelier (Ais) David Cheng, hanno affrontato la storia della Denominazione, il Metodo Martinotti, la degustazione e la preparazione dello “Spritz”, uno dei cocktail più conosciuti a base di Prosecco.

Durante i seminari sono stati presentati i vini di 13 Cantine della Denominazione: Borgo Molino, Bosco del Merlo, Bottega, Brilla!, Cantina Trevigiana, De Stefani, La Gioiosa, Masottina, Martellozzo, Paladin, Piera 1899, Tenuta Sant’Anna e Valdo. Gli assaggi hanno accompagnato le lezioni, offrendo agli studenti un’esperienza diretta dei vini prodotti dalle aziende coinvolte. Una parte degli incontri è stata dedicata alla comunicazione, con gli studenti chiamati a elaborare proposte per rendere il Prosecco Doc più riconoscibile sul mercato cinese. Il lavoro ha riguardato anzitutto la possibile traduzione del nome attraverso caratteri cinesi capaci di evocare la gioia, l’effervescenza e la convivialità. Tra le interpretazioni proposte figura anche l’immagine dell’ospite che arriva da lontano, richiamo alla tradizione cinese dell’accoglienza e riferimento simbolico al vino italiano.

Le idee hanno riguardato anche le attività promozionali, dalle collaborazioni con programmi televisivi dedicati al benessere e agli stili di vita al coinvolgimento di testimonial locali. Gli studenti hanno suggerito inoltre iniziative di co-branding ispirate al “guochao”, la tendenza che valorizza elementi della cultura cinese reinterpretandoli in chiave contemporanea. Tra le nuove occasioni di consumo è emersa la possibilità di proporre il Prosecco Doc anche nei momenti di relax pomeridiano, oltre che durante i pasti e le occasioni conviviali.

Le docenti Wang Ying, dell’Uibe, e Zhang Yuan, della Blcu, hanno evidenziato l’interesse delle proposte elaborate dagli studenti e il valore dell’incontro tra cultura enogastronomica italiana e abitudini locali. Il confronto ha fornito al Consorzio indicazioni sulle preferenze e sui linguaggi di un gruppo di giovani universitari cinesi, che potranno essere valutate nella preparazione delle prossime iniziative promozionali.

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Fonte: QdS.it