Il rendering del progetto per il nuovo Corso Martiri della LibertàCorso Martiri della Libertà a...
“Un parco abitato”. Questa la parola chiave che descrive la nuova filosofia alla base della visione che la nuova proprietà delle aree di Corso Martiri della Libertà a Catania, la Halifax srl, intende realizzare in ciò che resta del vecchio quartiere di San Berillo, sventrato alla fine degli anni Cinquanta e rimasto un vuoto doloroso da colmare.
Abbiamo intervistato questa mattina il progettista, l’architetto Marco Casamonti, in occasione della presentazione del nuovo Masterplan al Consiglio comunale e alla città. “C’è una convenzione del 2012 che stabilisce i criteri quantitativi – sottolinea l’architetto – ma cambia l’impostazione anche perché cambiano i tempi”. Che oggi chiedono non solo socialità ma anche verde e isole di ombra che permettano di abbassare la temperatura delle città. Oltre all’accoglienza con alberghi di lusso e una grande sala congressi fino a 3000 persone.
Il nuovo progetto per corso Martiri della Libertà a Catania
“È un progetto di rammendo, non è autoreferenziale ma cerca di ricostruire l’identità della città”, che deve essere inclusiva, attirare e non respingere. L’idea è procedere per tre step, con un orizzonte temporale di massimo tre anni, che potranno essere anche sovrapposti nei tempi, e di avviare i cantieri appena possibile. “Le unità minime di intervento possono partire anche in contemporanea – sottolinea l’architetto Casamonti – per cui non necessariamente ci vorranno 9 anni. Non posso dire che sia la volta buona, non ho la sfera di cristallo ma noi ce la mettiamo tutta”.
Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, saluta con favore il nuovo progetto che dovrebbe, il condizionale resta un obbligo, dare un nuovo volto al corso Martiri della Libertà, la grande incompiuta della città etnea che da oltre sessant’anni attende la riqualificazione.
“Ricordiamoci che questa è un’iniziativa che proviene dai privati e in cui il Comune si limita a fare da interlocutore, non passivo ma che sollecita il proprio modo di vedere la città a chi poi deve realizzare il progetto. Ecco perché noi abbiamo chiesto che si diminuissero le cubature destinate all’area commerciale e che si immaginasse una nuova area eventi fino a tremila persone da connettere alle vicine Ciminiere”. E ancora, alberghi di lusso “per attirare turismo alto spendente”, parcheggi e botteghe per il commercio di vicinato. Insomma, un nuovo inizio, una nuova visione che il sindaco ha voluto che la città condividesse, che si raccorda con gli interventi nelle zone limitrofe, a partire dalla Civita, in una visione unica.



