Peculato e corruzione: maxi sequestro da quasi mezzo milione ad avvocato a Taormina

Daniele D'Alessandro

Peculato e corruzione: maxi sequestro da quasi mezzo milione ad avvocato a Taormina

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Daniele D'Alessandro |
martedì 04 agosto 2026 - 7:54
Peculato e corruzione: maxi sequestro da quasi mezzo milione ad avvocato a Taormina

Sequestro a TaorminaSequestro a Taormina Daniele D'Alessandro 4 Agosto 2026, 09:54 Tre immobili per un...

4 Agosto 2026, 09:54

Tre immobili per un valore complessivo di oltre 485 mila euro passano allo Stato dopo l’esecuzione di un ordine di confisca disposto nei confronti di un avvocato coinvolto in una vicenda giudiziaria legata alla riscossione dei crediti per il servizio idrico del Comune di Taormina. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina, su disposizione della Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina – Ufficio Esecuzioni Penali. Il professionista, che tra il 1993 e il 2018 aveva ricevuto incarichi dall’amministrazione comunale per il recupero delle somme dovute dagli utenti morosi, era stato condannato in via definitiva per i reati di peculato e corruzione. La condanna, emessa nel 2020 dal Tribunale di Messina e successivamente confermata dalla Corte d’Appello nel 2021 e dalla Corte di Cassazione nel 2023, aveva previsto anche la confisca dei beni fino alla concorrenza delle somme ritenute profitto dei reati contestati.

Il professionista si sarebbe appropriato di 924 mila euro

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il professionista si sarebbe appropriato di oltre 924 mila euro, somme che avrebbe dovuto riversare nelle casse comunali dopo averle riscosse dagli utenti del servizio idrico. Tra le contestazioni anche l’emissione di fatture per prestazioni professionali ritenute non eseguite e la mancata trasmissione al Comune dei prospetti riepilogativi delle somme incassate. La vicenda avrebbe coinvolto anche un ex esponente dell’apparato comunale, accusato di aver favorito il meccanismo attraverso condotte contrarie ai propri doveri d’ufficio, omettendo i controlli sull’attività di riscossione in cambio, secondo l’accusa, di denaro e altre utilità.

Sequestro preventivo nel 2019

I beni confiscati erano già stati sottoposti a sequestro preventivo nel 2019. Gli accertamenti patrimoniali sono stati condotti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina, che ha ricostruito la disponibilità degli immobili anche attraverso le quotazioni di mercato e gli annunci pubblicati sulle piattaforme di prenotazione turistica. Una delle abitazioni, infatti, sarebbe stata utilizzata come struttura ricettiva tipo bed and breakfast. Oltre ai tre immobili, per un valore stimato in 486 mila euro, l’Erario aveva già acquisito circa 210 mila euro relativi a disponibilità finanziarie presenti su conti correnti riconducibili al soggetto. Complessivamente, l’attività ha consentito allo Stato di recuperare beni e somme per un valore vicino ai 700 mila euro.

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  • Messina

Fonte: QdS.it