Palermo, rinvenuti proiettili e una pistola nei tombini dello Zen 2: si cercano i responsabili

Marco Cavallaro

Palermo, rinvenuti proiettili e una pistola nei tombini dello Zen 2: si cercano i responsabili

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Marco Cavallaro |
sabato 01 agosto 2026 - 8:23
Palermo, rinvenuti proiettili e una pistola nei tombini dello Zen 2: si cercano i responsabili

Marco Cavallaro 1 Agosto 2026, 10:23 I Carabinieri della Stazione San Filippo Neri, con il...

1 Agosto 2026, 10:23

I Carabinieri della Stazione San Filippo Neri, con il supporto del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno effettuato un capillare servizio di controllo del territorio nel quartiere “Zen 2”, che ha portato alla luce un ingente quantitativo di munizionamento e componenti per armi, occultati in diversi punti del padiglione di via Fausto Coppi.

Le indagini dei carabinieri allo Zen 2: scovati circa 150 pezzi occultati oltre a bossoli e materiale esplosivo

​L’attività di ricerca dei militari si è concentrata sugli spazi comuni dell’area, permettendo di scovare una serie di involucri nascosti in posti insospettabili. Nelle intercapedini, tra cunicoli, tombini e vani dei contatori, erano infatti occultati circa 150 pezzi tra proiettili di vario calibro, bossoli già esplosi e numerose ogive, pronti per essere riassemblati per il confezionamento manuale delle munizioni.

​Tra il materiale recuperato figura anche una pistola a salve sprovvista del tappo rosso di sicurezza e con la canna modificata tramite piombatura.

C’è il sequestro e si cercano i responsabili: al via gli accertamenti

​Durante le medesime ispezioni all’interno del padiglione, l’attenzione dei Carabinieri è stata attirata anche da una motocicletta da cross. Dai successivi accertamenti il mezzo è risultato oggetto di un furto denunciato appena il giorno prima; il veicolo è stato così prontamente restituito al legittimo proprietario.

​Tutto il materiale balistico e la pistola a salve sono stati sottoposti a sequestro a carico di ignoti. Sono ora in corso ulteriori accertamenti per risalire all’identità di chi avesse disponibilità dei luoghi e del materiale sequestrato.

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Fonte: QdS.it