Rendering stadio Renzo Barbera di Palermo Edoardo Ullo 30 Luglio 2026, 13:57 Europei sì, Europei...
Europei sì, Europei no. Stadio sì, stadio no. L’attesa sta per terminare: approda in consiglio comunale la questione dello stadio Renzo Barbera. Si deve fare in fretta: domani, 31 luglio, scadono i termini perentori e tassativi per presentare la candidatura di Palermo alla Figc e alla Uefa e si deve approvare la delibera che dà l’ok. E c’è un aggiornamento: atto prelevato e seduta sospesa, ripresa dei lavori in aula alle 18. In mattinata è stata votata la prelazione dell’atto riguardo la convenzione ma devono essere aggiunti degli emendamenti.

Il capoluogo siciliano è in lizza per essere una delle sedi italiane della kermesse continentale del 2032 che si volgerà anche in Turchia. Dieci in totale gli stadi per la competizione che si svolgerà tra otto anni, quindi solo cinque città italiane ospiteranno alcuni match. Ma chiaramente non si tratta soltanto della ribalta internazionale ma di una eccezionale opportunità per riammodernare lo stadio, diventato vetusto nel corso del tempo al punto di poter diventare un “freno” alle ambizioni del club calcistico, e di riqualificare una zona della città.
Tanto quanto successe per i Mondiali del 1990 che videro il sorgere di alcune opere che ormai fanno parte del tessuto urbano. In primis piazza De Gasperi (oggi piazza Giovanni Paolo II), l’ammodernamento della zona di via Resuttana, vicino all’impianto, ma anche la metropolitana che permetteva ai tifosi di spostarsi dalla stazione centrale fino in via Imperatore Federico, a due passi da viale del Fante e il rifacimento di viale Autonomia Siciliana col relativo ponte.
I dubbi del Palermo e nodi da sciogliere
Ma oltre a essere una corsa contro il tempo, potrebbe essere una corsa a ostacoli. Perché c’è un grande nodo sciogliere ed è quello del Palermo Fc che nei giorni scorsi attraverso una nota si è detto pronto a mollare il progetto per il nuovo Barbera parlando di “proposta stravolta” per voce dell’amministratore delegato del club rosanero Giovanni Gardini.
Tra i nodi da sciogliere in tempi da velocista, c’è quello dei tributi: gli sconti fiscali su Imu e Cup per il Palermo Fc sono di 300mila euro all’anno per 27 milioni nei 90 anni della durata della convenzione. Questi benefici secondo il segretario generale e ragioniere generale, Raimondo Liotta e Paolo Bhouslav Basile, vanno esclusi dall’accordo. Perché gli sconti sui tributi non possono essere inseriti in una convenzione. Questo, tuttavia, non esclude che in un secondo momento il Consiglia possa approvare esenzioni e quindi portare le cose come da accordi ma non possono essere previste nella delibera.
L’altro punto focale è sui potenziali ricavi dal progetto stadio: se questi dovessero superare del 20% i conti previsti dal piano economico finanziario, una parte dovrebbe andare nelle casse del Comune che potrà ridurre la durata della concessione, alzare il canone annuo fissato ad ora a 800mila euro o ridurre i contributi pubblici.
E ancora, nella delibera è ora previsto che gli interventi in seguito a eventi eccezionali come terremoti o allagamenti sono a carico esclusivo del concessionario, senza possibilità di chiedere rimborsi al Comune.
C’è pure il discorso sui 30 milioni di contributo pubblico che il Palermo Fc si è impegnato ad anticipare. La nuova formulazione prevederebbe che un eventuale successivo finanziamento statale resti nelle casse del Comune, anziché destinato a rimborsare l’investimento del City Football Group.
Infine, l’esclusione dalla convenzione di circa 2,5 milioni di euro di crediti vantati dal Palermo per manutenzioni pregresse, che sarebbero rinviati a successivi provvedimenti.
È una partita dal risultato incerto.
I tifosi insorgono

E di questa partita cruciale in corso, attendono il risultato, incerto, anche i tifosi. Il gruppo organizzato Curva Nord 12 ha appeso uno striscione accanto ai cancelli dello stadio di viale del Fante. Il testo è inequivocabile: “Palermo merita lo stadio. La scelta che farete dimostrerà ciò che siete”.
Poi una breve nota su Facebook intitolata “Nessuno si permetta di interrompere un sogno così grande per tutta la città…”. Il testo continua: “Se questa chance andrà in fumo per queste indegne forme di ingordigia speculativa la città di Palermo, la sua gente ma soprattutto noi non ve lo perdoneremo mai. Quindi cercate di trovare un accordo con il buon senso che vi distingue”.
Alaimo: “Stiamo lavorando nella stessa direzione”
“Ritengo che le incomprensioni siano superate – sottolinea Brigida Alaimo, vicesindaco e assessore con delega al Patrimonio e Bilancio del Comune di Palermo – e tutti noi stiamo lavorando nella stessa direzione verso un obiettivo unico: portare Palermo agli Europei 2032 con uno stadio moderno e con una città sede di un evento sportivo internazionale”.
Nelle scorse ore il vicesindaco aveva difeso il ragioniere generale e il segretario regionale dagli attacchi definendoli “del tutto fuori luogo trattandosi di due figure dirigenziali che svolgono un delicato ruolo di garanzia e controllo, che operano nell’esclusivo interesse dell’Ente e della cosa pubblica. Attribuire loro la responsabilità di eventuali rallentamenti è del tutto fuorviante e rischia di ingannare l’opinione pubblica”
E ha concluso: “Siamo consapevoli che l’ammodernamento dello stadio Renzo Barbera rappresenta un’opportunità importante per Palermo, con ricadute positive sotto il profilo economico, occupazionale e dell’immagine della città. Proprio per questo, è nell’interesse di tutti che il percorso venga portato avanti con serietà, trasparenza e nel pieno rispetto delle regole, al fine di produrre atti regolari ed utili al raggiungimento del grande obiettivo cui tutti tendiamo, riconoscendo lo sforzo di Palermo FC che è pronta ad investire ingenti somme in città ed ha tutto il diritto di sottoscrivere una convenzione perfettamente in regola e produttiva di effetti”.
Cosa rischia di perdere Palermo, la città out già nel 2023
Senza la candidatura Palermo, come accennato, perderebbe molto di più che uno stadio riammodernato. Ci sarebbe un impatto importante sulla riqualificazione dell’area urbana circostante. Il club ha annunciato nella stessa lettera di Gardini che se il piano originario non vanga ripristinato, si proseguirà il rapporto con l’amministrazione nel rispetto della concessione vigente che scade nel dicembre del 2032.
Senza dimenticare che il Comune dovrebbe farsi carico di circa 20 milioni di euro per la manutenzione straordinaria dell’impianto nei prossimi anni.
Quindi Palermo rischia di veder sfumare per la seconda volta in tre anni, la candidatura a sede. Già nell’aprile del 2023 il capoluogo siciliano non figurava nel dossier della Figc da presentare all’Uefa. All’epoca l’Europeo non era stato ancora assegnato e l’Italia correva da sola “contro” la Turchia. Il Barbera figurava “riserva” in un dossier di 10 stadi.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram
