Palermo, presentato il movimento “Solidali” di Emiliano Abramo (ma non solo)

Mauro Seminara

Palermo, presentato il movimento “Solidali” di Emiliano Abramo (ma non solo)

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Mauro Seminara |
martedì 30 giugno 2026 - 18:24
Palermo, presentato il movimento “Solidali” di Emiliano Abramo (ma non solo)

Il movimento "Solidali" Mauro Seminara 30 Giugno 2026, 20:24 “La crisi della politica siciliana non...

30 Giugno 2026, 20:24

“La crisi della politica siciliana non nasce soltanto dalla pochezza di questo o quel governo. Essa è il risultato di un lungo processo di separazione tra la vita reale delle persone e i luoghi della decisione; tra i bisogni delle comunità e le priorità di chi governa; tra il lavoro paziente dei territori e una rappresentanza sempre più incline al trasformismo, alla superficie, alla perpetuazione di sé”. Sono le parole del primo capoverso del primo capitolo della Carta di Castelbuono, redatta all’indomani dell’evento che ha radunato oltre 250 persone nel comune di poco meno di 8.000 anime della provincia di Palermo.

La Carta di Castelbuono

Un documento che racchiude quanto nato il 21 febbraio di quest’anno in un confronto aperto tra persone che hanno infine prodotto il riconoscimento delle reali criticità della Sicilia e la strada valoriale da percorrere per navigare l’Isola lontano dal fallimento gestionale, amministrativo, governativo. Una severa bocciatura, indistinta, dei governi che hanno amministrato la Sicilia conducendola sull’orlo del baratro, privando i suoi abitanti anche della speranza, di un domani in cui credere.

Il movimento nato per caso a Castelbuono

Aprendo il volumetto che raccoglie in appena sessanta pagine la guida valoriale denominata Carta di Castelbuono, si legge subito un breve inciso che da il via al contenuto: “Questo documento è stato redatto all’indomani dell’incontro svoltosi a Castelbuono il 21 febbraio 2026, raccogliendo le istanze e i principi espressi durante i molteplici interventi. Dalla forza dei valori pretesi quel giorno è nato il movimento Solidali”. A maggio è stato stampato il volume contenente la Carta di Castelbuono.

Non sarà un altro partito

Oggi, all’hotel San Paolo Palace di Palermo, è stato presentato il movimento. La guida, l’ispiratore, il promotore del movimento è Emiliano Abramo, presidente e portavoce della Comunità di Sant’Egidio. In sala centinaia di persone. Tra le prime file anche vertici della politica siciliana. Non di uno o dell’altro partito, né di destra o di sinistra. La presenza politica è trasversale. Dal pulpito, in apertura lavori, subito una precisazione: “Questo non vuole essere un altro partito, né la replica di qualcosa che esiste già”.

Una discesa in campo discreta

Che il movimento Solidali non sarà un nuovo simbolo, con liste di candidati alle prossime elezioni, non è necessariamente rassicurante per tutti i partiti che oggi affrontano liti interne, esponenti sulle prime pagine per guai giudiziari, deputati decaduti. Emiliano Abramo ha deciso, comunque, in qualche modo, di scendere in campo. Magari solo per tracciare una via, ma influenzerà inevitabilmente le sorti elettorali della politica siciliana. Tutti presenti con estremo e rispettoso interesse verso ciò che sta catalizzando Abramo.

La mafia di oggi, fra legalità apparente e dominio reale

Capitolo VI, la mafia. La Carta di Castelbuono, nella sua lucida analisi non dimentica la malavita organizzata e lo fa smascherando il luogo comune che ammanta di falsa speranza la Sicilia. “La mafia è una parola consumata dall’abitudine, e proprio per questo – si legge sulla Carta di Castelbuono – spesso guardata male. La si nomina troppo e la si comprende poco. O la si trasforma in un fantasma eterno, quasi una maledizione antropologica, oppure la si chiude dentro l’immagine di un passato sanguinoso, come se il suo volto contemporaneo fosse meno minaccioso solo perché meno spettacolare. La verità è più aspra: la mafia di oggi lavora spesso nella discrezione, nell’affare, nell’intercapedine fra legalità apparente e dominio reale”.

La politica siciliana in platea

La presentazione del movimento Solidali è stato un sofferto bagno di sudore per tutti i presenti, che forse ha temprato la salda forza di volontà e di sacrificio. Ma nella sala di attenti ascoltatori di rilievo ce ne erano tanti. In prima fila i due referenti regionali di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle con il segretario dem Anthony Barbagallo ed il coordinatore pentastellato Nuccio Di Paola. C’erano anche la vicesegretaria regionale del Pd Valentina Chinnici, il presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici, il deputato regionale Dario Safina ed il collega Fabio Venezia insieme al capogruppo Michele Catanzaro ed al responsabile della comunicazione della segreteria Sergio Lima. Ma anche sul versante M5s le presenze aumentavano. Inoltre, a parte il consigliere comunale di Palermo Ottavio Zacco, in programma tra i relatori del primo panel, dal San Paolo Palace è passato anche il collega forzista ed assessore regionale Edy Tamajo. Poi un elenco di figure di rilievo non solo politico che potrebbe condurre a pagine intere di testo dimenticando comunque qualcuno, perché dall’Imam di Catania all’ex deputato Dino Giarrusso si fa il giro della Sicilia.

Un movimento non politico ma aggregante

Il movimento di Emiliano Abramo è quindi un faro valoriale, un movimento “aggregante e di pace”, come ha detto Mario Cicero, sindaco di Castelbuono, spiegando però che questo è il faro che vuole indicare un nuovo modello di governo per la Sicilia. Mario Cicero e Silvia Scerrino hanno illustrato rispettivamente i principi ispiratori del Movimento e la Carta di Castelbuono. I loro interventi hanno seguito quello di Paolo Ciani, deputato nazionale alla Camera, esponente di Democrazia Solidale, e di Anthony Barbagallo. Poi, in programma: Maria Terranova, sindaco di Termini Imerese; Domenico Venuti, sindaco di Salemi; Ottavio Zacco, consigliere comunale di Palermo; Marco Romano, dell’Università di Catania; Marta Bonafoni, delegata al Terzo Settore del Partito Democratico; Carmelo Traina, di PattoXrestare; Giuseppe Mattina, coordinatore del centro studi Don Calabria; Filippo Parrino, presidente di Legacoop Sicilia. I panel sono stati moderati dal docente universitario Giuseppe Vecchio e da Anna Ponente, del Centro diaconale “La Noce”.

Il “patto per una nuova presenza pubblica”

Emiliano Abramo ha mantenuto la massima discrezione fino all’ultimo, quando da programma era previsto che a lui fossero affidate le conclusioni. Nessuna forma di protagonismo prima né durante i lavori, quasi a rispecchiare anche nel comportamento cosa è cosa intende fare il movimento Solidali. Nessun simbolo, nessuna lista, nessun protagonismo ma tanta silenziosa, discreta influenza sulla scelta dei responsabili dell’amministrazione della cosa pubblica, quindi della vita dei siciliani. L’obiettivo è chiaro, ed è messo nero su bianco al capitolo XII della Carta di Castelbuono: “Ogni manifesto, se vuole essere più di una dichiarazione d’intenti, deve giungere a un punto nel quale tutto si stringe e si fa più esigente. Quel punto è questo”.

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Fonte: QdS.it