Mercato immobiliare in forte crescita a Palermo. Foto Imagoeconomica Edoardo Ullo 29 Agosto 2026, 19:34...
Il mattone si conferma un punto saldo degli investimenti anche a Palermo dove si registra un vero e proprio boom del mercato immobiliare in termini di compravendite. A dirlo sono i numeri del Consiglio nazionale del notariato che certifica come nel capoluogo siciliano il 2025 sia stato un anno importante soprattutto per il settore delle abitazioni con un aumento del 25,9% rispetto all’anno passato a fronte di una media nazionale del 6,6%.
Decisamente più contenuto ma ugualmente sorprendentemente in rialzo anche il dato sui locali commerciali con un +9% spinto soprattutto dalle vendite dei negozi. Insomma, il mattone va avanti, sia pure a due velocità.
I numeri e l’analisi del Notariato
Nel 2025, l’area di Palermo ha registrato una crescita eccezionale delle compravendite di fabbricati abitativi del +25,91%, passando da 9.753 a 12.280 atti totali.
Il mercato è trainato con vigore sia dalle transazioni tra privati che dal comparto imprese. La prima casa tra privati ha visto un incremento del +33,58%, passando da 5.152 a 6.882 atti. La seconda casa tra privati è cresciuta del +15,19%, raggiungendo i 4.618 atti.
A differenza di altri contesti regionali, il settore degli acquisti da impresa a Palermo è in forte espansione: le prime case da impresa sono aumentate del +30,37% (249 atti) e le seconde case da impresa del +32,42% (531 atti).
Questo scenario delinea un mercato estremamente dinamico e in salute. La crescita a doppia cifra in tutti i segmenti, inclusi quelli legati alle imprese, suggerisce non solo una forte domanda per l’usato, ma anche una ripresa della fiducia verso le nuove iniziative edilizie o le ristrutturazioni integrali, che trovano una risposta positiva da parte degli acquirenti palermitani.
La componente giovanile si conferma il motore principale del mercato residenziale. Il 38,70% degli acquirenti che hanno usufruito delle agevolazioni “prima casa” ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Complessivamente, gli atti con agevolazione prima casa sono passati da 7.726 nel 2024 a 9.804 nel 2025. La tenuta della fascia under 35 (che è aumentata rispetto al 34,80% dell’anno precedente) evidenzia come l’acquisto della prima abitazione rimanga un obiettivo prioritario per i giovani nel capoluogo siciliano, supportato efficacemente dalle misure di agevolazione fiscale.
Aree di interesse
La zona di maggiore interesse per l’acquisto di una casa a Palermo rimane quella del quadrilatero Libertà-Sciuti, Marchese di Villabianca, Notarbartolo che mantiene anche un buon livello di prezzi. Le zone in ascesa, invece sono quelle della Fiera-Montepellegrino dove i prezzi a metro quadro sono aumenti e si attestano attorno ai 2.100 euro al metro quadro con punte sui 2.500. Anche dalle parti di Michelangelo alta, Cep e Uditore i prezzi sono saliti di circa il 9%: un appartamento costa circa 1.800 euro al metro quadro all’interno di quartieri dove comunque sono presenti case popolari.
Ci sono anche delle aree dove acquistare un immobile rappresenta un investimento che può offrire una rendita interessante: vicino all’Università, dalle parti di via Ernesto Basile, ad esempio e nei quartieri limitrofi vicino agli ospedali (Civico e Policlinico). Li i prezzi si attestano attorno ai 1.500 euro al metro quadro. Ma sono zone popolate da studenti fuorisede che abitano in stanze.
Rimane con molta potenzialità la zona del Porto e della Costa Sud. Mantiene un interesse altissimo anche la zona di Mondello-Valdesi. La vicinanza al mare è il più grande pregio così come la possibilità di poter adibire la propria casa anche a B&B o a casa vacanze. Un immobile arriva a superare la soglia dei 3.000-3.200 euro al metro quadro. E sempre in tema di borgate marinare, una casa all’Addaura e a Sferracavallo può valere circa 2.800 euro al metro quadro.
Il centro storico, invece, sembra attraversare un momento transitorio. È uno dei più grandi d’Europa e l’interesse rimane altalenante. Da un lato Tribunale-Castellammare resistono, forti anche della vicinanza dei percorsi turistici più conosciuti. La Kalsa, invece, è in flessione.
Anche più in periferia, come a Ciaculli e a Belmonte Chiavelli, i prezzi sono in calo.
Valore medio
C’è da sottolineare come a Palermo, la quinta città d’Italia, il valore medio al metro quadro si attesti a circa 1.560 euro, cifra che pur essendo in forte rialzo rispetto al recente passato, pone il capoluogo siciliano con prezzi piuttosto favorevoli se messi a confronto con altre realtà. Prezzi decisamente più favorevoli rispetto alla media di Milano che si aggira attorno ai 5.000 euro al metro quadro, o Roma che sfiora i 4.000 o anche a Bologna e Firenze dove oscilla tra i 3.200 e i 3.400 solo per fare alcuni esempi.
Le case più richieste sono tra i 100 e i 130 metri quadri ma negli ultimi anni c’è anche un interesse su appartamenti più piccoli, sugli 80-90 metri quadri.
Gli affitti
Parentesi affitti. Un canone medio a Palermo si aggira attorno ai 600 euro al mese (si parla di cifre al netto, senza i costi condominiali) ma ci sono punte anche che superano i 1.000-1.200 euro. La richiesta di locazione è altissima ma gli immobili disponibili sono meno. Questo è un fenomeno su scala nazionale.
Si tende a massimizzare gli affitti e quindi i proprietari preferiscono destinare la casa in affitto agli studenti e quindi locare a stanze separate (a tal proposito, la media è di circa 300 euro), oppure a allestire una casa vacanze. I notai, infatti, segnalano un forte aumento nell’acquisto di seconde case da parte di privati, un fenomeno strettamente legato alla tendenza degli investitori a inserire gli immobili nel circuito degli affitti brevi o turistici.
Gli immobili commerciali, c’è un sorprendente +9% delle compravendite
Per quanto riguarda gli affitti commerciali a Palermo nel 2025 la situazione è diversa rispetto alle compravendite poiché la domanda è molto selettiva ed è maggiormente concentrata nelle location migliori.
Le compravendite commerciali, in particolare quelle dei negozi, hanno mantenuto il trend positivo del mercato immobiliare palermitano generale, assestandosi ad un +9%. Il dato rilevante è che gli acquisti commerciali sono stati maggiormente ad uso investimento ed ha riguardato quadrature al di sotto dei 100 metri quadri.
Altra curiosità riguarda le compravendite di uffici con la possibilità di poterne cambiare la destinazione d’uso in appartamenti.
Diventa più difficile affittare un locale commerciale
In questo contesto emerge un altro dato: si allungano i tempi medi per affittare un locale: dai 277 giorni del 2024 si è passati a quasi un anno, ossia a 362 del primo semestre 2025.
Tuttavia non è crollata la domanda per i negozi ma è diventato più difficile trovare il conduttore disposto a pagare il canone richiesto.
Le zone dove è più facile – o meglio meno difficile – affittare un locale commerciale rimane ancora una volta quella che interessa l’asse pedonale del centro storico, via Maqueda, Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza Marina e l’area attorno al Teatro Massimo.
E infine, le zone più penalizzate sono quelle della periferia: non c’è passaggio pedonale e non esiste più la concezione della bottega di quartiere. L’interesse di chi fa shopping avviene nelle solite vie o nei centri commerciali.
Tortorici: “Dati sorprendenti, confermano la vivacità del mercato palermitano”
Cinzia Tortorici, agente immobiliare della Remax City Home, commenta al QdS i numeri diffusi del Notariato riguardanti il 2025 a Palermo: “È un dato sorprendentemente favorevole – sottolinea – perché ha confermato in qualche modo la dinamicità e la vivacità di un mercato variegato come quello di Palermo. Determinate dinamiche non sono scontate nella nostra città. La speranza è che il mercato continui la sua ascesa e che offra possibilità anche a chi ha meno potere economico. Giusto ricordare, infatti, come ci siano tante famiglie che cercano casa e molti giovani imprenditori che a loro volta siano alla ricerca di un locale commerciale. Le richieste che arrivano non mancano. Sono tante le giovani coppie che cercano casa, spinte anche dalle agevolazioni del Consap”.
E il trend per quest’anno? “Posso solo parlare di impressioni – osserva – perché i dati li avremo a giugno dell’anno prossimo. Questo 2026, nonostante tutto, dovrebbe confermare questo trend positivo, sia pure con qualche eventuale possibile flessione rispetto al 2025 che è stato un anno veramente sorprendente. Anche il +9% delle compravendite commerciali fa riflettere. Insomma, sono dati che confermano la volontà di investire sul mattone perché rimane sempre più affidabile rispetto ad altre aree di investimento”.
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