L'ospedale di GelaL'ospedale di Gela Mauro Seminara 3 Ottobre 2026, 06:18 PALERMO – Quattordici minuti...
PALERMO – Quattordici minuti di lavori per Sala d’Ercole, comunicazioni di rito incluse, che ieri, con Aula deserta, ha proceduto con il giuramento del neo assessore alla Funzione pubblica e alle autonomie locali Francesca Garigliano. Renato Schifani presente, Luisa Lantieri presidente d’Aula, un intervento e rinvio al 7 ottobre per la prossima convocazione. Si insedia quindi il nuovo assessore in quota Movimento per l’Autonomia che prende il posto di Elisa Ingala, dimissionaria dopo cinque mesi di delega. Garigliano giura quindi lo stesso giorno in cui Giuseppe Geremia Lombardo annuncia le proprie dimissioni dalle commissioni parlamentari Sanità e Bilancio.
Sanità pubblica a Gela, la mobilitazione per l’ospedale
La cronaca parlamentare si fa quindi vivace come la campagna elettorale che si prospetta senza esclusione di colpi. Anche di colpi di scena. Alla manifestazione indetta per oggi davanti l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, mobilitata dal Movimento 5 Stelle con tutta la sua comunità, avevano dato adesione il Partito democratico – impegnato in questi giorni con la Festa dell’Unità a Palermo e in altre province siciliane – e anche Mpa-Grande Sicilia gelese annunciando “la propria convinta partecipazione alla manifestazione”.
Secondo il Coordinamento Mpa di Gela, “servono strutture adeguate, personale sufficiente, reparti pienamente operativi, servizi territoriali potenziati, liste d’attesa più brevi e dotazioni diagnostiche e tecnologiche all’altezza delle necessità”, perché “curarsi nel proprio territorio deve essere una possibilità concreta, riducendo la mobilità sanitaria e i disagi che gravano sulle famiglie”. Lo scossone ricevuto dalla segreteria centrale di Raffaele Lombardo non ha molto a che vedere con il coordinamento locale degli autonomisti gelesi che, da parte loro, sostengono la battaglia dei Cinque stelle appoggiata già dal Pd. Anche perché, secondo gli autonomisti di Gela, “la sanità pubblica non può essere considerata soltanto una voce di bilancio: è un investimento sulla qualità della vita e sulla dignità delle persone”. Inoltre, scrivono dal comitato locale di Mpa: “Difenderla significa tutelare tanto i cittadini quanto gli operatori sanitari, che devono poter lavorare in condizioni idonee, con risorse e strumenti adeguati”.
Ospedale Vittorio Emanuele di Gela, la battaglia sul Dea di II Livello
In pieno tumulto regionale, finanziario e sanitario, il M5s aveva già fatto sapere che in Commissione Bilancio erano stati bocciati gli emendamenti che prevedevano di impiegare le somme per potenziare l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela o per rendere la nuova struttura un Dea di II Livello, ovvero un polo sanitario utile all’intero comprensorio. All’esito del respingimento della proposta pentastellata, il coordinatore regionale Nuccio Di Paola aveva affermato che “il nuovo ospedale è fumo negli occhi, 16 milioni di euro per un’opera che non vedrà mai la luce”, perché “dirigenti dell’assessorato regionale alla Salute – intervenuti al posto dell’assessore al ramo Marcello Caruso, assente in Commissione – ci hanno detto che l’attivazione di un ospedale di II Livello sarebbe impossibile perché altrimenti bisognerebbe rimodulare l’intera rete ospedaliera a livello regionale”.
Gela, M5s, Pd e Mpa insieme sulla sanità
Per Di Paola quindi è “l’esatto contrario di quanto dichiarato dall’assessore e dalle forze politiche che sostengono Schifani”. Da qui alla grande mobilitazione di oggi è stato un attimo. Inoltre, tra le forze politiche che sostengono il governo Schifani ci saranno anche gli autonomisti locali, che sostengono invece la battaglia per l’ospedale di Gela. Altri nodi da sciogliere per l’assessorato guidato da Marcello Caruso riguardano la salute mentale. Sul tema era già stata mobilitata una manifestazione davanti Palazzo d’Orleans per il 13 ottobre ma al momento è stata sospesa con gli uffici di Piazza Ottavio Ziino “in prova”. Giovedì il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale è stato ricevuto all’Assessorato regionale alla Salute per discutere delle gravi criticità che da tempo affliggono il sistema della salute mentale in Sicilia.
Salute mentale in Sicilia, il confronto con l’assessorato regionale
L’incontro è arrivato in risposta all’iniziativa promossa dal Movimento nel luglio scorso all’Ars, quando era stato presentato un documento-manifesto contenente dieci domande rivolte all’assessore regionale alla Salute, con la richiesta di pronunciamenti concreti sulle principali emergenze del settore. Tra queste anche ritardi nelle liquidazioni delle fatture per le strutture convenzionate che si aggiungono a una condizione diffusamente malmessa. Nel corso della riunione di giovedì è stata manifestata la disponibilità dell’assessorato a istituire un tavolo di confronto operativo con il Movimento per affrontare le diverse problematiche sollevate e discutere le istanze contenute nel documento. Considerato “atto concreto di disponibilità al confronto da parte dell’assessorato” dopo due anni di attese risposte e confronti mai ottenuti, e, per consentire l’avvio del percorso proposto dai dirigenti dell’assessorato, il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale ha deciso di “sospendere” la manifestazione davanti la Presidenza della Regione.
