La tragedia della povera Noemi Impellizzeri Emanuela La Mela 24 Settembre 2026, 20:30 Si rafforza...
Si rafforza la pista dell’omicidio nell’inchiesta sulla morte di Noemi Impellizzeri, la 21enne trovata senza vita nella sua abitazione di Riposto lo scorso agosto. Secondo quanto riportato da Fanpage.it, nelle ultime ore sarebbe stata sequestrata un’automobile nell’ambito delle indagini, mentre gli investigatori continuano ad approfondire gli elementi emersi dagli accertamenti medico-legali.
La giovane era stata trovata impiccata all’interno della casa, successivamente interessata da un incendio divampato dopo il ritrovamento del corpo da parte dell’amico Tony Proietto, attualmente unico indagato nell’inchiesta.
Le ferite emerse dall’autopsia
L’autopsia sul corpo di Noemi Impellizzeri, la giovane trovata morta lo scorso agosto nella sua casa di Riposto nel Catanese avrebbe rivelato segni compatibili con lo strangolamento.
La ragazza era stata trovata impiccata nella sua abitazione dall’amico, Tony Proietto, ora indagato per la vicenda. L’uomo ha raccontato di essere uscito dalla casa in cerca dei familiari della donna, ma al suo ritorno ha trovato la casa in fiamme.
Secondo gli investigatori, l’impiccagione prima e l’incendio poi, sarebbero parte di una messinscena per evitare l’inchiesta per omicidio. Gli accertamenti medico legali avrebbero confermato l’ipotesi della morte violenta: sul corpo vi sarebbero segni di strangolamento. Ad evidenziarlo è il medico nominato dalla famiglia, che ha sconfessato l’ipotesi del suicidio.
Sequestrata un’automobile nell’ambito dell’inchiesta
Tra gli ultimi sviluppi dell’indagine, Fanpage.it riferisce del sequestro di un’automobile, disposto nell’ambito degli approfondimenti investigativi coordinati dagli inquirenti. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sul ruolo del veicolo nell’inchiesta.
Le posizioni della difesa e della famiglia
“Gli accertamenti del nuovo medico legale nominato dalla famiglia ci lasciano la certezza di poter sconfessare l’ipotesi del suicidio di Noemi quindi una linea di demarcazione netta tra tracce che escludono categoricamente l’ipotesi del suicidio”, aveva già dichiarato Angelo Patané, l’avvocato della famiglia di Noemi Impellizzeri, ai microfoni di Ore 14, la trasmissione di Salvo Sottile in onda su Rai2.
Il fratello di Noemi: “Mia sorella era piena di vita”
“Non avrebbe avrebbe mai fatto una cosa del genere, mia sorella era piena di vita”. Così, il fratello della vittima intervistato dal programma Dentro la Notizia. Inoltre, ha lamentato le tempistiche degli accertamenti sulle cause della morte di Noemi: “Sono passati sedici giorni e ancora non abbiamo una risposta. Non è normale”.
L’amica della vittima: “So chi l’ha uccisa”
Francesca, un’amica della, sfortunata ragazza è intervenuta in alcune trasmissioni. “Era una ragazza solare, però fragile. Credo di sapere chi sia l’assassino. Ho dei sospetti, aveva cattive frequentazioni, anche una persona molto inquietante, penso che possa averle fatto del male”, aveva detto. “Non dico il nome, chiamiamolo Mister X. Secondo me ha le ore contate, non capisco perché non si va a costituire. Sono venuti i Ris, non si scappa, non so perché avrebbe potuto ucciderla”.
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