La presentazione del progetto per corso Martiri della Libertà a CataniaTrantino e Casamonti presentano il...
La cubatura più o meno resta la stessa della versione precedente, anche perché è stata stabilita dalla convenzione del 2012 rinnovata poi nel 2022. Quello che cambia, come sottolineano il sindaco e il progettista, è la filosofia. Stamane, in Consiglio comunale a Catania è stato presentato il nuovo Masterplan di Corso Martiri della Libertà nella versione dell’architetto Marco Casamonti, professore ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana della facoltà di Architettura dell’Università di Genova e incaricato dalla Halifax srl, che ha acquisito la maggior parte della proprietà delle aree da Cecos e Istica, di immaginare la ricucitura di una delle ferite più grosse di Catania.
Ed è proprio di “rammendo” che parla Casamonti, che spiega come la volontà sia di restituire identità alla città, chiudere una storia aperta da ottant’anni e realizzare qualcosa che possa essere sostenibile, oggi ma anche in futuro.
Catania e il nuovo corso Martiri della Libertà, un “progetto di rammendo”
“È un progetto di rammendo – spiega Casamonti al Consiglio e alla città presente in aula -, non è autoreferenziale ma cerca di ricostruire una parte di città”. Rispetto al Masterplan di Mario Cucinella presentato nel 2012, il nuovo progetto sposta le cubature dall’area commerciale a quella dell’accoglienza, hotel di categoria alta, 4 o 5 stelle, per attirare il turismo alto spendente.
D’altronde è lo stesso sindaco che evidenzia come Catania sia seconda in Europa per numero di centri commerciali e come abbia bisogno di altro. “Catania è la seconda città in Europa per centri commerciali – dice -. Troppi. Abbiamo pensato a qualcosa di futuribile ma che non facesse perdere identità”.
Caratteristiche del nuovo progetto, oltre alla riduzione delle aree commerciali a favore del residenziale, è il centro congressi da 3.000 posti da connettere alle Ciminiere, spazi fruibili, corti e zone d’ombra per abbassare le temperature. Gli elementi architettonici richiameranno in parte il il Barocco e il Liberty, i materiali potranno essere sostenibili e i parcheggi verranno realizzati interrati.
Le tempistiche
“La parola chiave è ‘Parco abitato‘ – insiste l’architetto Casamonti. Vogliamo che la città possa vedere la realizzazione di questo progetto che vede la prevalenza degli spazi di vita. Questo è il vero senso di questo progetto”.
L’orizzonte temporale non è definito, dipende da quando si avvieranno i cantieri. L’idea è procedere per tre step, di massimo tre anni, che potranno essere anche sovrapposti nei tempi, e di avviare i cantieri appena possibile. “Le unità minime di intervento possono partire anche in contemporanea – evidenzia il professionista – – per cui non necessariamente ci vorranno 9 anni. Non posso dire che sia la volta buona, non ho la sfera di cristallo ma noi ce la mettiamo tutta”.
A sbilanciarsi un po’ di più è il primo cittadino Enrico Trantino. “La mia speranza, anche se non posso prendere posizione – dice -, è che non si vada oltre il 2032, anno di scadenza della convenzione”. Speranza che la città di certo condivide.
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