Manovrina regionale, scoppia il caso delle indennità ai presidenti delle ex Province

Mauro Seminara

Manovrina regionale, scoppia il caso delle indennità ai presidenti delle ex Province

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Mauro Seminara |
giovedì 01 ottobre 2026 - 17:23
Manovrina regionale, scoppia il caso delle indennità ai presidenti delle ex Province

Palazzo d'Orleans, sede della Regione Siciliana. Credit: ImagoeconomicaPalazzo d'Orleans Mauro Seminara 1 Ottobre 2026, 19:23...

1 Ottobre 2026, 19:23

Sessione di lavori straordinaria in Commissione Bilancio, con un tour de force extra oggi per accelerare sul testo delle variazioni di bilancio che sembrano tanto una legge di stabilità considerando il fermento, sia sui contenuti che sul territorio.

Mentre Fratelli d’Italia riapre la segreteria parlamentare di Messina, Carmelo Pace prende in mano le chiavi della Democrazia cristiana, Cateno De Luca annuncia una possibile conferenza stampa dalla Camera dei deputati dopo l’acquisizione di Filippo Tripoli a Bagheria e di Totò Fanara nell’agrigentino, a Palazzo dei Normanni la seconda Commissione lavora alle variazioni che dovrebbero essere licenziate lunedì per un possibile incardinamento in Aula alla prima sessione successiva.

Mancette e territori, ma la manovrina arriverà in Aula

I tormentoni restano quindi invariati: mancette e territori. La manovrina arriverà comunque in Aula con il solito sistema emendativo “tutto incluso”, con la quota per i piccoli interventi territoriali definiti Fit che potrebbe allargarsi fino a raddoppiare gli iniziali 50 milioni di euro e la quota di interventi di iniziativa parlamentare di 200 milioni che arriverà a Sala d’Ercole con una parte di allocazione delle risorse incognita. Un’ulteriore norma stile maxi emendamento che completerebbe la definizione della destinazione di risorse.

Nel clima acceso, vivace, dal gusto puramente elettorale che caratterizza già la manovrina cui seguirà la finanziaria ancora una volta espansiva del governo Schifani, inevitabile è la levata di scudi delle opposizioni per l’approvazione a maggioranza dei componenti della Commissione Bilancio della norma sull’aumento delle indennità ai presidenti dei Liberi consorzi. Nello Dipasquale, deputato del Partito democratico all’Ars, definisce vergognosa l’approvazione della norma in variazione di bilancio, tra l’altro già proposta e respinta a maggio.

Secondo il deputato dem, “non è accettabile che l’indennità, per esempio, del presidente del Libero Consorzio di Agrigento passi da 4 mila euro a 9 mila e 660 euro al mese, che quella di Enna passi da 3 mila euro a 9 mila 660 euro al mese, che quella del Presidente del Libero Consorzio di Siracusa passi da 2 mila 208 euro al mese a 11 mila con aumento di oltre 8 mila e 830 euro al mese. Parliamo di quasi 370 mila euro al mese che potrebbero essere destinati a ben altre esigenze dei siciliani”.

Ad accendere indignazione e dibattito è il tempismo. Stando al conteggio mensile enunciato da Dipasquale, su base annua l’impegno ammonterebbe a circa 4,5 milioni di euro. Risorse che mal si conciliano con il periodo economicamente difficile per i siciliani e le proposte bocciate dalla maggioranza in seconda Commissione.

Polemica sull’aumento ai presidenti e consiglieri dei Liberi consorzi

“In una Regione che deve fare i conti ogni giorno con la necessità di garantire servizi, sostenere le famiglie e affrontare le tante emergenze del territorio, ritengo incomprensibile e sbagliato destinare queste risorse ad una norma che ha l’effetto di aumentare le indennità degli amministratori”, dice Nello Dipasquale. “Mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti, la maggioranza cosa fa? Approva, nel contesto delle variazioni di bilancio, un emendamento che aumenta i costi relativi ai presidenti e ai consiglieri dei Liberi consorzi”, afferma Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5s, vice presidente vicario dell’Ars e nello specifico anche componente della Commissione Bilancio.

“È assurdo che in un momento come questo in cui famiglie e imprese sono con l’acqua alla gola, il carrello della spesa esplode e il caro energia rischia di mettere in ginocchio l’economia della Sicilia, qui si pensa solo a garantire certa politica, per i quali i soldi si trovano sempre, mentre gran parte dei nostri emendamenti sono stati bocciati per mancanza di fondi”, commentano Di Paola insieme alla vice capogruppo Roberta Schillaci e al deputato Angelo Cambiano annunciando il voto contrario.

“Per la corte di Schifani – proseguono i Cinque stelle – i soldi non mancano mai, per i bisogni dei siciliani sempre”. Non manca Ismaele La Vardera, adesso con Controcorrente in seconda Commissione, sul caso delle indennità aumentate in variazioni di bilancio: “Un emendamento vergognoso cui noi ci siamo opposti col nostro voto contrario. Siamo all’ennesima follia del governo Schifani”.

Prevenzione e contrasto incendi boschivi, bocciati due emendamenti

Sono stati invece bocciati due emendamenti a firma della vice capogruppo del M5s Roberta Schillaci, per un impegno di risorse totale di 1,5 milioni di euro, proposti per il rafforzamento del sistema regionale di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. Gli emendamenti prevedevano, tra le altre cose, l’acquisto di droni equipaggiati con telecamere termiche, lo sviluppo di sistemi di allerta precoce basati su modelli previsionali e dati meteorologici, l’adozione di sistemi di rilevazione termografica per la sorveglianza attiva delle aree a rischio e la gestione e organizzazione delle attrezzature, apparecchiature e degli automezzi occorrenti al Corpo forestale.

“Il governo – ha dichiarato Schillaci dopo la bocciatura della norma – asserisce che ha una sua precisa programmazione, cosa che fa a pugni con la realtà dei fatti, se è vero come è vero che questa estate le uniche autobotti di cui era dotata la zona delle Madonie erano in officina per manutenzione e ci risulta pure che tantissimi mezzi a disposizione del Corpo forestale sono vecchissimi”.

Corpo Forestale, prosegue il rafforzamento dell’organico

Sullo stesso fronte, quello degli incendi, dal Governo regionale è nel frattempo arrivato l’annuncio del potenziamento dei mezzi con risorse esistenti e non dipendenti dalle variazioni. Il Corpo forestale, si apprende da una nota, ha acquistato e distribuito 84 mezzi fuoristrada e 14 pick-up con allestimento antincendio; mentre, dopo un ricorso al giudice amministrativo che ne aveva rallentato la gara, sono già stati firmati i contratti d’acquisto di 90 mezzi pesanti (tipo autobotti) e di altri 210 pick-up.

Prosegue anche il rafforzamento dell’organico: ai 46 nuovi agenti e alle ex guardie parco stabilizzate, si aggiungeranno presto altri 94 agenti che firmeranno il contratto a giorno, e altrettanti 94 che stanno completando i corsi di formazione prima di essere immessi in servizio. Inoltre, entro dicembre diventerà operativa la Control room con il sistema di sicurezza Scs, progetto Leonardo, che sarà completata con 13 torrette digitali e circa 8 mila sensori distribuiti su tutto il territorio regionale. Tutto questo – si legge nella nota – è già finanziato, autorizzato, sottoscritto e in piena attuazione.

Anche Dario Safina, deputato del Pd, ha la sua denuncia da fare in merito alla gestione da parte della maggioranza delle risorse apposte in variazione di bilancio. Lo fa in coro con gli esponenti democratici di Pantelleria e delle isole Egadi, Angelo Casano e Salvatore Tammaro: “A fronte di una richiesta chiara e sostenibile di elevare l’indennizzo per le partorienti a cinquemila euro netti l’amministrazione regionale continua ad attenersi a un tetto massimo di cinquemila euro che nei fatti si traduce in erogazioni medie di soli 3.500 euro. Differenze di circa 1.500 euro a donna che gravano pesantemente sulle famiglie costrette a trasferirsi sulla terraferma per partorire”.

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Fonte: QdS.it