La commissione Bilancio dell’Ars ha approvato un emendamento aggiuntivo alla manovrina che ha l’effetto di introdurre le indennità di carica per i presidenti dei sei Liberi Consorzi Comunali, aumentando così le spese per questi enti.
L’emendamento, a firma del capogruppo FdI Giorgio Assenza, introduce poi un rimborso delle spese di viaggio per i consiglieri delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e dei sei Liberi consorzi che risiedono fuori dal comune capoluogo di provincia.
I sindaci delle Città metropolitane e i presidenti dei Liberi Consorzi comunali, i consiglieri delle Città metropolitane e i consiglieri dei Liberi Consorzi comunali, inoltre, in base alle modifiche approvate dalla commissione, “hanno diritto di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per l’intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli”. Nel caso in cui i lavori si svolgano in orario serale, questi “hanno diritto a non riprendere l’attività lavorativa prima delle ore otto del giorno successivo”. Nel caso in cui i lavori si protraggano oltre l’una, invece, “hanno diritto di assentarsi dal posto di lavoro per l’intera giornata successiva”.
Forte contrarietà è stata espressa, a riguardo, dalle forze di opposizione.
Per il capogruppo del Pd all’Ars, Nello Dipasquale, si tratta di un provvedimento “vergognoso”: “Non è accettabile che l’indennità, per esempio, del presidente del Libero consorzio di Agrigento passi da quattromila euro a novemila e 660 euro al mese, che quella di Enna passi da tremila euro a novemila e 660 euro al mese, che quella del presidente del Libero consorzio di Siracusa passi da duemila e 208 euro al mese a 11mila con aumento di oltre 8mila e 830 euro al mese. Parliamo di quasi 370mila euro al mese – aggiunge Dipasquale – che potrebbero essere destinati a ben altre esigenze dei siciliani. In una Regione che deve fare i conti ogni giorno con la necessità di garantire servizi, sostenere le famiglie e affrontare le tante emergenze del territorio, ritengo incomprensibile e sbagliato destinare queste risorse ad una norma che ha l’effetto di aumentare le indennità degli amministratori”.
Duro anche il M5S, attraverso una nota congiunta di Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Angelo Cambiano: “È assurdo che in un momento come questo in cui famiglie e imprese sono con l’acqua alla gola, il carrello della spesa esplode e il caro energia rischia di mettere in ginocchio l’economia della Sicilia, qui si pensa solo a garantire certa politica, per i quali i soldi si trovano sempre, mentre gran parte dei nostri emendamenti sono stati bocciati per mancanza di fondi. Per la corte di Schifani i soldi non mancano mai, per i bisogni dei siciliani sempre. Meno male che le elezioni si avvicinano, i siciliani, siamo sicuri, sapranno come comportarsi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il movimento Controcorrente, con Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro che parlano di “ennesima follia del governo Schifani” e aggiungono: “La maggioranza aumenta i soldi ai presidenti dei Liberi consorzi in un momento in cui la gente non può fare benzina, il Parlamento pensa ad aumentare i soldi per la politica. Un emendamento vergognoso cui noi ci siamo opposti col voto nostro voto contrario”.