Redazione 8 Settembre 2026, 20:31 Roma, 8 set. (askanews) – La riforma elettorale targata Meloni...
Roma, 8 set. (askanews) – La riforma elettorale targata Meloni approda nell’aula del Senato senza un testo definitivo, con un paio di nodi da sciogliere non di poco conto: la soglia per ottenere il premio di maggioranza e l’esclusione dei voti delle liste non ripescate sotto il 3%. Si tratta di due punti dirimenti per il risultato elettorale che, stando agli ultimi sondaggi, con la crescita di Futuro Nazionale con Vannacci, danno centrodestra e campo largo a un’incollatura se non addirittura alla pari.
Così domani, mentre alle 10 l’aula del Senato è convocata per votare le questioni pregiudiziali e poi avviare la discussione generale sul testo che arriva in aula senza mandato al relatore, gli sherpa del centrodestra alle 11,30 in via della Scrofa si riuniranno per accordarsi sugli ultimi ritocchi. Secondo quanto trapela da Fdi ha buone chance di ottenere il parere favorevole e quindi essere approvato l’emendamento presentato dalla senatrice di Fdi Paola Ambrogio che prevede l’abbassamento dal 42 al 41 per cento della soglia per l’assegnazione del premio di maggioranza. La proposta era stata presentata anche in commissione ma poi accantonata. Così come sono stati accantonati durante l’esame in Affari costituzionali gli emendamenti di maggioranza che modificano la cosiddetta la norma ‘anti-cespugli’ introdotta alla Camera con la quale si prevede di non conteggiare, ai fini del raggiungimento della soglia per l’attribuzione del premio, i risultati elettorali delle liste sotto la soglia del 3% non ripescate: sul punto c’è un emendamento sottoscritto da FdI, Lega e Nm (ma non da Forza Italia) per portare la soglia all’1%, su cui il Governo aveva espresso parere favorevole, e uno di FdI per fissare la soglia al 2%, che per FI sarebbe preferibile.
L’esame in commissione Affari Costituzionali proseguirà in serata e domattina prima dell’aula ma è ormai assodato che non si arriverà a votare il mandato al relatore, il presidente della commissione Andrea De Priamo (FdI). Decadrà così anche l’introduzione delle preferenze approvata in commissione che toccherà all’aula approvare nuovamente. La norma sui capilista bloccati e la possibilità di scegliere con le crocette tre candidati in un elenco di sei è prevista da un emendamento Lisei che oggi il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha stabilito essere subemendabile. Questo per venire incontro alle opposizioni che ieri avevano sollevato il problema della scorrettezza della procedura seguita che aveva precluso la votazione sugli emendamenti delle minoranze sullo stesso tema. “Una soluzione pasticciata”, secondo Peppe De Cristofaro di Avs.
Sullo sfondo la questione del ballottaggio previsto dall’emendamento presentato in aula dall’ex presidente del Senato Marcello Pera (FdI): l’ipotesi del doppio turno, previsto nella prima versione del testo presentata alla Camera, poi abbandonata, aveva ripreso vigore alla vigilia della ripresa dei lavori dopo la pausa estiva poi però subito archiviata per le divisioni nella maggioranza sul punto. Oggi molti la danno ufficialmente tramontata anche se a sera un senatore di FdI fa notare che formalmente l’emendamento Pera è ancora lì, non ritirato.
