Redazione 1 Luglio 2026, 20:34 Roma, 1 lug. (askanews) – “Welcome to villa Taverna”: si...
Roma, 1 lug. (askanews) – “Welcome to villa Taverna”: si apre così, di solito, il ricevimento nei giardini della residenza dell’ambasciatore americano a Roma per l’Independence day celebration, un appuntamento di quelli dove “c’è il mondo”. E anche “un caldo terrificante”, sibila il leader di Azione Carlo Calenda, che non c’è mai andato e che quest’anno non è stato nemmeno invitato (“li capisco, dico su Trump cose orrende”). Chi, invece, c’è sempre andato, da premier e da semplice senatore, è Matteo Renzi e, con ogni probabilità, ci sarà anche domani, quando sarà presente a ranghi quasi compatti il governo e, molto meno, mimetizzata nelle delegazioni senza leader, l’opposizione.
Il ricevimento, nel giardino della villa con ampio buffet di specialità a stelle e strisce e fuochi d’artificio finali, è, in Italia, l’appuntamento dell’anno sul fronte dei rapporti con gli Stati Uniti, funzionando da termometro delle relazioni tra i due paesi, anche al di là degli scontri tra leader. Quindi esserci o non esserci, avere o meno l’invito – pare ne siano stati inviati circa duemila -, è questione di sostanza.
Il governo ci sarà. Sono passate due settimane dal durissimo scontro tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni e domani, ospiti dell’ambasciatore Tilman J.Fertitta, saranno presenti i due vice premier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, ma anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e la responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia e sorella della premier, Arianna Meloni. Il ministro degli Esteri ha ribadito pochi giorni fa la linea: “Andremo a Villa Taverna a testa alta e a schiena dritta” perché “le relazioni transatlantiche sono un punto fondamentale della nostra politica estera, indipendentemente da frasi così sconvenienti pronunciate dal presidente Trump”.
Per quanto riguarda la premier, la sua agenda vede per domani pomeriggio, con inizio alle ore 16, la partecipazione, alla fiera di Padova, al XIX congresso della Uil. A Villa Taverna ci sarà però, e, precisa lui, “non è una notizia”, il ministro della Difesa Guido Crosetto, grande estimatore degli hamburger “sempre buonissimi” che, con hot dog, fette di tacchino arrosto e altre specialità da barbecue Usa, sono le prelibatezze del buffet. Ci sarà anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, sempre presente all’appuntamento dai tempi in cui era ministro, insieme a vari altri ministri – Giorgetti, Lollobrigida, Nordio, Pichetto Fratin, Valditara, Casellati – ed esponenti della maggioranza di centrodestra. Per Futuro nazionale risultano tra gli invitati sia il leader Roberto Vannacci, che però domani sarà impegnato a Bruxelles, sia la deputata, ex Lega, Laura Ravetto che invece prenderà parte all’appuntamento, come l’anno scorso.
Più complessa la lista delle presenze e delle assenze nelle fila delle opposizioni che quest’anno non vedrà segretari di partito all’appuntamento. Ci sarà una delegazione Dem, tra cui l’ex ministro della Difesa e presidente del Copasir Lorenzo Guerini, ma non la segretaria Elly Schlein, assente anche l’anno scorso.
Il leader Cinque stelle Giuseppe Conte, che nel 2025 era presente, domani sarà, invece, al circolo canottieri di Napoli, insieme al sindaco Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Roberto Fico, per un incontro legato alla presentazione del suo libro.
Il leader di Sinistra Italia Nicola Fratoianni sarà a Padova, sempre per il congresso della Uil, e non ci saranno nemmeno il verde Angelo Bonelli e il segretario di +Europa Riccardo Magi.Calenda, da non invitato, definisce l’appuntamento “una gran rottura di scatole” e anche una cosa “che sa un po di vassallaggio”. Di tutt’altra opinione Matteo Renzi, secondo il quale il rapporto con gli Usa è fondamentale e va tutelato, a prescindere dal presidente del momento. Non ci sarà per un impegno familiare Pierferdinando Casini, ex presidente della Camera, che però nei giorni scorsi ha inviato una lettera all’ambasciatore Fertitta, ribadendo l’importanza delle relazioni transatlantiche e la convinzione che “diverse occasionali valutazioni appartengono alla fisiologia delle nostre democrazie, ma certamente non attenuano la nostra reciproca solidarietà e amicizia”.
Nel parterre di giornalisti e direttori ci sarà, infine, con il compagno, Rocco Casalino, ex portavoce di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e ora direttore del giornale on line “La sintesi”.
