Intimidazioni a Palermo, il pressing del racket alle imprese: proiettile a imprenditore edile

Elian Lo Pipero

Intimidazioni a Palermo, il pressing del racket alle imprese: proiettile a imprenditore edile

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Elian Lo Pipero |
martedì 02 giugno 2026 - 16:23
Intimidazioni a Palermo, il pressing del racket alle imprese: proiettile a imprenditore edile

Proiettile trovato nel lucchetto dell'attività di un imprenditore edile a Monreale A Palermo sono settimane...

A Palermo sono settimane difficili, pesanti: la minaccia del racket si fa sempre più insistente con una parte di imprenditori che adesso vive con la paura quotidiana di subire nuove intimidazioni. Ad esempio a Sferracavallo e Tommaso Natale si è passati dalle bottiglie con liquido infiammabili lasciate davanti all’ingresso delle attività commerciali a colpi di kalashnikov o pistola .sparati durante la notte che hanno danneggiato le vetrine degli esercizi commerciali. Le intimidazioni non hanno risparmiato nemmeno i grandi imprenditori, come Tommaso Dragotto vittima di due raid nel giro di due mesi: a marzo dei proiettili furono sparati contro alcune auto che si trovavano all’interno del deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo; qualche giorno fa, invece, un incendio ha distrutto circa venti auto nella sede a Villagrazia di Carini inaugurata ad inizio maggio.

Intimidazione a imprenditore edile

Azioni pesanti che hanno riportato indietro nel tempo la città di Palermo. In queste settimane, le minacce hanno riguardato anche altre attività del capoluogo: a Monreale due settimane fa un imprenditore edile, Giuseppe Quartararo ha trovato sotto il lucchetto della sua azienda di design un proiettile. Segnale inequivocabile che l’uomo ha denunciato ai carabinieri della Compagnia di Monreale che adesso indagano per cercare di ricostruire questo grande puzzle delle intimidazioni. Per l’imprenditore non è stata la prima volta: in passato intimidazioni simili le aveva ricevute anche in alcuni cantieri che gestiva a Palermo nelle zone di San Lorenzo e Ballarò.

“Esprimo piena solidarietà a Giuseppe Quartararo, che peraltro ho sentito. Condanno con con grande forza quello che è accaduto”. A dirlo è il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono. “Sono convinto – continua il primo cittadino – che il caso sia già nelle nell’attenzione dell’Arma dei Carabinieri, che sta operando un lavoro certosino di grande sacrificio e che nell’arco di pochissimo porterà risultati. Episodi simili nel nostro territorio non si sono mai verificati. Il lavoro degli investigatori porterà presto a risultati importanti”.

Lo Zen nella morsa del racket

Altro quartiere tenuto sotto scacco dalla criminalità organizzata è lo Zen. A tappeto gli “strozzini” starebbero bussando ai negozi di San Filippo Neri chiedendo il pagamento di una somma di denaro per poter continuare a lavorare in “tranquillità”.

Lo scorso 10 maggio due attività, una macelleria e un panificio, sono state vittime di intimidazioni: ignoti hanno sparato colpi d’arma da fuoco contro le attività commerciali utilizzando una pistola e un kalashnikov. Nei giorni successivi ai raid polizia e carabinieri hanno eseguito dei blitz arrestando alcune persone e sequestrando armi e droga. Le indagini sulle intimidazioni in città continuano: soprattutto si ricercano i kalashnikov utilizzati per gran parte dei raid fatti ai danni di esercizi commerciali.

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Fonte: QdS.it