L’inchiesta per corruzione su Armao, le intercettazioni nate da un’altra indagine

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L’inchiesta per corruzione su Armao, le intercettazioni nate da un’altra indagine

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martedì 06 ottobre 2026 - 8:41
L’inchiesta per corruzione su Armao, le intercettazioni nate da un’altra indagine

Tribunale di Palermo - foto di Imagoeconomica Redazione 6 Ottobre 2026, 10:41 Nuovi dettagli sull’indagine...

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6 Ottobre 2026, 10:41

Nuovi dettagli sull’indagine per corruzione che coinvolge l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao e altre otto persone tra cui il deputato regionale Giuseppe Lombardo.

Arrivano dalle intercettazioni che sono state effettuate anche “nell’anticamera” della presidenza della Regione siciliana: Armao, consulente del governatore Renato Schifani, aveva un ufficio in piazza Indipendenza a Palermo.

Le indagini coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia e dell’aggiunto Francesco Mazzocco, svolte dalla squadra mobile, sono culminate con la richiesta di arresto per il noto avvocato, ex vicepresidente della Regione, ex assessore nonché fino alla scorso agosto presidente della Commissione tecnica per le autorizzazioni nel settore eolico e fotovoltaico. Il mandato è scaduto poche settimane fa e l’assessore regionale al territorio Giusi Savarino non lo ha rinnovato.

L’inchiesta nasce da un’altra indagine

La procura palermitana indagava su Mario Lupo e i poliziotti si sono imbattuti nel filone della corruzione che coinvolgerebbe Gaetano Armao.

Gli agenti della mobile intercettavano l’ex presidente della Samot, completamente estraneo ai fatti, arrestato lo scorso settembre nel parcheggio dell’Asp in via Pindemonte. Aveva appena consegnato la scatola di una bomboniera con all’interno duemila euro al dirigente dell’azienda sanitaria Francesco Cerrito. Lupo ha confessato che si trattava di una tangente, e non era l’unica, per sbloccare alcune pratiche di rimborso per il servizio di cure palliative.

Lupo parlava con Luigi Zancla, presidente della S.a.m.o., un’altra onlus che si occupa di assistenza ai malati oncologici. C’era in ballo l’assunzione di una donna, le cui sorti stavano a cuore al deputato regionale del Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, componente della commissione Sanità dell’Ars.

L’obiettivo era riuscire a depotenziare un decreto assessoriale che avrebbe allargato ad altri soggetti la rete di assistenza ai malati oncologici.

Insomma, gli investigatori sono partiti dalle vicende di Mario Lupo e sono arrivati a Gaetano Armao.

“Seimila euro ci costa, non c’è prezzo…”

“Gaetano mi ha chiesto allora fai la fattura di acconto va bene io ne faccio una di 6.000 va bene?”, diceva Pierluigi Matta, anche lui avvocato e anche lui sotto inchiesta. Sarebbe stato grazie alle sue fatture per consulenze legali che sarebbero state mascherate le dazioni di denaro.

La risposta di Zancla ha toni soddisfatti: “… 6.000 euro ci costa”. Poi commentando a un’altra persone aggiungeva: “… non c’è prezzo a pagare per quello che ha fatto anche se mi chiedeva ventimila euro… io pure u c… ci rugnu”.

L’incontro a Palazzo d’Orleans

Nelle intercettazioni si fa riferimento ad un appuntamento con Armao nell’anticamera della presidenza della Regione, in piazza indipendenza.

Secondo i pm Eugenio Faletra, Alessandro Macaluso e Andrea Zoppi, i soldi servivano per “l’intercessione sul dirigente generale Salvatore Iacolino (allora direttore della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Sanità ndr) per neutralizzare gli effetti del decreto dell’assessore che nel giugno 2025 aveva aperto la platea dei soggetti che si occupavano di cure palliative”.

Le indagini dei poliziotti hanno ricostruito che l’incontro sarebbe avvenuto il 30 giugno 2025. In realtà è Matta, intercettato, a favorire la ricostruzione. Armao avrebbe chiamato Iacolino in disparte: “… ha detto scusi può venire qua dentro un attimo?… con l’assessore davanti quello si alza perché glielo dice Gaetano… sono seduti tutti e tre in sala d’attesa per entrare dal presidente nell’ultima saletta proprio per entrare… lì scusi direttore vorrei parlare lui si alza in piedi dici prego chiude la porta e li lasciamo a quei due chiusi fuori dalla stanza”.

Il 28 luglio 2025, quindi, Matta informava Zancla di avere concordato un incontro con Iacolino in assessorato. In effetti si sentiva Matta salutare Iacolino (“Direttore buongiorno come sta?”; “Bene, ben trovato”). Dopo essere uscito dall’assessorato Matta chiamava Zancla. “… loro hanno proceduto con un decreto che però sostanzialmente… abbastanza… va all’Asp direttamente… mi segui il ragionamento… non è che dicono materialmente di implementare o di procedere in base a quelle che sono le convenzione esistenti”.

Sarebbero state le singole Asp a decidere se allargare o meno la platea della associazioni che si occupano di cure palliative. Dunque l’obiettivo di limitare la concorrenza sarebbe stato raggiunto.

La “triangolazione”

Ecco cosa scrivono i pm nella richiesta di arresto: “Tale triangolazione è sfociata – ‘a valle’ dell’interessamento di Armao presso l’allora dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’assessorato Salute Iacolino Salvatore – nel documentato versamento, da parte di Zancla di un compenso professionale a Matta – che rilasciava fattura – quale remunerazione per la presunta attività di consulenza svolta in favore della S.A.M.O., sulla base di una specifica richiesta di pagamento la cui origine è stata fatta risalire direttamente all’Armao”.

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Fonte: QdS.it