Legalizzare il porno per sostenere economicamente la guerra: la proposta senza precedenti in Ucraina

Marco Cavallaro

Legalizzare il porno per sostenere economicamente la guerra: la proposta senza precedenti in Ucraina

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Marco Cavallaro |
martedì 08 settembre 2026 - 11:56
Legalizzare il porno per sostenere economicamente la guerra: la proposta senza precedenti in Ucraina

Foto da Imagoeconomica, via US Central CommandGuerra in Iran, aerei USA in Medio Oriente -...

8 Settembre 2026, 13:56

In Ucraina, spunta una nuova clamorosa idea per poter finanziare la guerra: legalizzare il porno. Nello Stato ucraino infatti, la pornografia è un reato. Bisogna partire da questa importante premessa per capire al meglio questa proposta di legge che, presentata in maniera concreta, aspetta adesso la seconda lettura.

Una attività al momento illegale nel paese ucraino, che vieta del tutto sia produzione che distribuzione del prodotto a tema pornografico. Come ogni attività considerata illecita, in caso di violazione della legge si va incontro a sanzioni che, in alcuni casi, sono anche molto severe: si va dai 7 anni di carcere per chi utilizza OnlyFans a sfondo pornografico, per chiarire le idee.

In Ucraina servono risorse per sostenere la guerra: l’idea di legalizzare il settore pornografico è più che avanzata

Adesso però, serve una mano per finanziare la guerra che coinvolge l’Ucraina di Zelensky ormai da anni. Per questo, in modo da tentare di allargare per risorse a disposizione del Governo per combattere la guerra, è al vaglio dei legali la proposta che punta a sfruttare il porno, che diventerebbe legale e aiuterebbe le casse nello Stato nella lotta per la difesa del proprio paese. Una sorta di scarica a quella che è oggi una economia totalmente sommersa ma – seppur illegale – naturalmente esistente.

Adesso, la proposta di legge attende una seconda lettura, dopo averne già superata una (la prima) in Parlamento lo scorso mese di luglio. Se venisse approvata, la proposta di legge – avanzata da Zhelezniak – si potrebbero guadagnare circa 25 milioni di euro: senz’altro un supporto importante al Governo.

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Fonte: QdS.it