Edoardo Ullo 19 Settembre 2026, 12:50 “Lo scoutismo è una scuola concreta di autonomia, responsabilità,...
“Lo scoutismo è una scuola concreta di autonomia, responsabilità, servizio, rispetto delle regole, cura degli altri e del territorio. Ho sempre considerato il volontariato la quarta gamba del Paese. Ed è per questo che oggi ho voluto prendere parte all’iniziativa Radici e orizzonti di Agesci”. Così il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani questa mattina durante uno degli incontri principali dell’evento organizzato da Agesci, l’Associazione guide e scouts cattolici Italiani, al teatro Politeama di Palermo.
Il governatore dell’Isola ha aggiunto: “La crescita dei nostri ragazzi non è solo una questione economica e istituzioni, famiglie, scuola, chiesa e associazioni devono sentirsi parte della stessa comunità educante per la trasmissione dei valori più alti”.
“Impegno del governo per le nuove generazioni”
Schifani ha proseguito rimarcando “l’impegno del governo per le nuove generazioni è costante, c’è la massima attenzione da parte del governo regionale”. parlando delle iniziative promosse e iniziate.
“Con i voucher palestre, con i progetti nelle scuole, con un nuovo modello di formazione, con Liberi di scegliere, con la legge anti-crack. Sono solo alcuni esempi delle nostre politiche concrete e rientrano in questo ambito anche tutte le misure attivate per permettere ai giovani che avevano lasciato la Sicilia di poter tornare, come il South working”.
I dati
E ancora: “I dati ci stanno dando ragione: tra il 2021 e il 2025, sono stati ben 11.908 i giovani under 40 che sono rientrati dall’estero in Sicilia. Un dato che segna un incremento del 52,3% rispetto al quinquennio precedente. Parallelamente si registra un calo del 14% negli espatri giovanili dall’Isola”.
“La Sicilia dietro alla Lombardia”
Schifani, commentando i dati Istat già oggetto di un approfondimento del Qds.it nei giorni scorsi, ha concluso: “Si tratta di statistiche che, a livello nazionale, pongono la Sicilia dietro soltanto alla Lombardia per numero assoluto di ritorni. Sono i primi segnali di una chiara inversione di tendenza e di una rinnovata capacita del territorio siciliano di offrire positive prospettive per il futuro. Ed è in questa direzione che abbiamo intenzione di proseguire anche nei prossimi anni per consentire all’Isola di continuare a migliorarsi. Il futuro della Sicilia non dobbiamo semplicemente consegnarlo ai nostri giovani: dobbiamo costruirlo insieme a loro”.
Il boom dei rientri dall’estero: le ragioni dietro questa scelta
Un fenomeno, quello che travolge positivamente la Sicilia, che è stato accertato su scala nazionale. Negli ultimi cinque anni infatti, sono stati quasi 130.000 gli Under 40 rientrati in Italia dopo delle esperienze all’estero, in alcuni dei casi addirittura con residenza. Un dato in aumento e in continua crescita soprattutto nell’Isola.
Per farci raccontare al meglio questo particolare caso, al QdS.it è intervenuto Francesco Pira, professore associato di Sociologia all’Università di Messina.
“Bisogna capire che una delle caratteristiche fondamentali delle persone del Sud è senza dubbio l’attaccamento alla propria terra. Noi del Sud viviamo con molto dispiacere il distacco da amici, comunità, famiglia, e lo dimostriamo più di tanti altri” – evidenzia Pira. “Tanto è vero – a proposito del legame con la Sicilia – che molte persone che vanno al Nord o fuori, e ristabiliscono lì, poi vengono raggiunte dai genitori. Loro infatti, una volta arrivati in pensione, spesso si spostano dai figli per assisterli e per fare i nonni a tempo pieno”.
Ma, in generale, come ci spiega il sociologo Pira, c’è questa idea del ritorno, “forse è anche nelle nostre corde per via nelle origini greche, questo mito di Ulisse che torna casa sfidando qualunque difficoltà. Ecco, tutto ciò è nelle nostre mentalità”.
Alle basi del ritorno in Sicilia, che sia dal Nord Italia o dall’estero come sta avvenendo in questi anni, secondo Pira ci sono anche delle ragioni legate al benessere quotidiano. “Chi ha vissuto delle situazioni del genere in Italia o fuori, lo sa perfettamente che non tutto è semplice. Non è facile farsi accettare fuori, trovare lavoro, consolidare la propria posizione e integrarsi in un tessuto sociale che può essere anche respingente in certe parti d’Italia e del mondo. Il ritorno a casa è un riassaporare le piccole cose, quelle che sono il nostro patrimonio”.
Sicilia, quanti rientri dei giovani dall’estero: le provincie con più presenze, spicca Palermo
Entrando ancora più nel dettaglio del fenomeno che coinvolge la Sicilia (quasi) come nessuno in Italia, sono disponibili nel report della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro anche i dati provinciali. Nel dettaglio, troviamo come la situazione di Palermo sia quella di totale vantaggio, con 2.742 rientri negli ultimi cinque anni, seguita da Catania con 2.394 e Messina alla terza posizione con 1.496 e una crescita del 91%. Poi Agrigento con 1.363, Trapani con 935, Siracusa con 927, Ragusa con 857, Caltanissetta con 655 ed Enna con 539, in quest’ultimo caso crescita del 75,6% nonostante l’ultimo posto a livello locale.
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