Il centro di Palermo tra furti e violenza, commercianti rassegnati: “Il declino è evidente”

Elian Lo Pipero

Il centro di Palermo tra furti e violenza, commercianti rassegnati: “Il declino è evidente”

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Elian Lo Pipero |
giovedì 17 settembre 2026 - 18:00
Il centro di Palermo tra furti e violenza, commercianti rassegnati: “Il declino è evidente”

via Isidoro La Lumia Elian Lo Pipero 17 Settembre 2026, 20:00 Nonostante le zone rosse...

17 Settembre 2026, 20:00

Nonostante le zone rosse in vigore dal 18 ottobre 2025, dopo l’omicidio del giovane Paolo Taormina avvenuto sei giorni prima per mano di Gaetano Maranzano, a Palermo la questione sicurezza in centro rimane un grosso problema.

Violenza, spaccate e furti: nel centro di Palermo continua l’incubo

Nella zona del Teatro Politeama, tra la via Isidoro La Lumia e via Quintino Sella e le zone limitrofe cresce la paura di residenti e commercianti. Due furti con spaccata hanno colpito prima Zangaloro e qualche giorno dopo “Con Mollica o senza”, panineria che aveva appena inaugurato 48 ore prima. Episodi che confermano come la questione sicurezza nella zona del centro storico non è risolta per nulla.

Commercianti sconfortati

Lo stato d’animo di commercianti e gestori dei locali della zona è di sconforto, come ammette al QdS.it Diego Bonsignore, titolare di un pub in via Quintino Sella e vicepresidente dell’associazione dei commercianti “Vivo Impresa”. “C’è profonda delusione e abbattimento perché non si fa nulla per migliorare la situazione – dice -. Secondo gli organi competenti la colpa è nostra se ci fanno le rapine, siamo noi che creiamo sparatorie e litigi. Il problema di spaccate e furti va avanti nella zona da 4-5 anni, non è una storia nuova”. Lo stesso Bonsignore ha subìto un furto da poco, ad agosto: “Sono entrati da dietro rubando dei macchinari. Sono intervenute dieci pattuglie dei carabinieri che posso solo ringraziare. Io da quando sono aperto ho subito circa cinque-sei furti”.

I commercianti hanno alzato bandiera bianca. “Molti hanno chiuso e io ci sto pensando – ammette Bonsignore – perché dopo 30 anni mi sono letteralmente stancato. Il declino è sotto gli occhi di tutti. Sono criminali, gente che a 20 anni spara. Noi rischiamo la vita. Gli organi competenti nascondono la testa sotto la sabbia, non hanno armi: è come combattere la siccità col vino. Se la prendono con noi facendoci sempre controlli invece di perquisire i giovani che girano con armi che nascondono di sopra o in auto e scooter”.

“Un problema che non puoi combattere, ma che direttamente o indirettamente ricade su noi commercianti. Ho avuto circa 30 controlli, l’anno della prima sparatoria nella zona 108. Non ha senso. Controlli di documenti che si ripetevano nel quotidiano, senza controllare invece le persone che frequentano i locali”.

Zone rosse come se non esistessero

Le zone rosse sono solo “sulla carta”. “Non esistono in realtà – sottolinea Bonsignore -, i controlli dovrebbero essere costanti, fissi e ciò non avviene. Le zone rosse sono solo un palliativo”. Pochi i negozi aperti tra via Isidoro La Lumia e via Quintino Sella: “Da parte dei commercianti c’è senso di abbandono, è una lotta impari. Le istituzioni non fanno nulla fino in fondo. La zona rossa non funziona per come dovrebbe. Se il meccanismo è quello di presidiare e vigilare costantemente, non sta avvenendo. Questi criminali continuano a fare quello che hanno sempre fatto, i delinquenti senza che succeda nulla e le conseguenze maggiori sono per noi commercianti”.

Grazie ai locali del centro l’economia della città ne trae benefici, ma con frequenti episodi criminali e pochi controlli tutto questo rischia di svanire. “L’introito che portiano alla città è ingente, dai costi delle tasse al suolo pubblico rendendo viva una zona che potrebbe essere morta – dice Bonsignore -. Le strade deserte, il buio, la desolazione non fanno altro che alimentare questo tipo di criminalità, noi possiamo essere solo un deterrente. Quando sindaco e consiglio comunale lo capiranno sarà troppo tardi perché saremo tutti usciti fuori da questo tunnel”.

Migliaia di richieste fatte ma nulla è cambiato

Tante le richieste fatte come associazione da parte dei commercianti nel corso degli anni, ma nulla è cambiato. “Avevamo chiesto il blocco del vicinato per quei piccoli market che vendono alcol fino a tarda notte che in questo modo alimentano la delinquenza. Noi ad un certo orario smettiamo di vendere superalcolici e alle due di notte chiudiamo. Tempo fa io mi sono rifiutato di vendere a sette clienti alcolici alle due di notte, per risposta sono stato aggredito con colpi di bottiglie in testa e la Prefettura mi ha chiuso il locale per una settimana. Una beffa, dopo essere stato ferito”.

Adesso riparte la stagione invernale e la movida si sposterà di nuovo principalmente nella zona del centro storico. L’ultima richiesta all’amministrazione è stato un presidio, ma è durato due giorni e adesso la zona è nuovamente abbandonata. Adesso i controlli riprenderanno, ma a noi commercianti: è il cane che si morde la coda”.

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Fonte: QdS.it