Redazione 1 Ottobre 2026, 19:45 Milano, 1 ott. (askanews) – Il mercato italiano dell’auto cresce...
Milano, 1 ott. (askanews) – Il mercato italiano dell’auto cresce a settembre del 9,9%, con 139.356 nuove immatricolazioni, ma dietro il dato positivo resta una struttura disomogenea, sostenuta in misura rilevante da concessionari e noleggio e con una domanda privata ancora condizionata dagli incentivi. È l’analisi di Federauto sui dati del Mit.
“Positivo l’aumento dell’immatricolato”, ha commentato il presidente di Federauto Massimo Artusi, sottolineando però che l’andamento dei diversi canali di vendita risente di fattori contingenti che rendono difficile leggere il dato mensile in prospettiva. Secondo Artusi, il peso assunto da noleggio e concessionari rappresenta una risposta temporanea alla debolezza strutturale della domanda privata.
Nel dettaglio, a settembre i privati sono cresciuti del 9,8% a 78.456 vetture, con una quota del 56,1%, mentre il noleggio ha totalizzato 36.435 immatricolazioni (+9,5%) e il canale società 24.850 (+11,7%). Le autoimmatricolazioni dei dealer sono state 15.887, in aumento del 10,4%, a cui si aggiungono 2.895 vetture dealer destinate al noleggio (+41,2%). Complessivamente le autoimmatricolazioni aggregate hanno rappresentato il 13,4% del mercato mensile.
Federauto evidenzia inoltre la forte concentrazione delle targhe a fine mese: negli ultimi tre giorni di settembre sono state immatricolate 58.906 vetture, pari al 42,2% del totale mensile.
Artusi richiama anche il peso degli incentivi sulla crescita registrata dall’inizio dell’anno: secondo Federauto, nei segmenti A e B elettrificati circa 54.000 immatricolazioni sono riconducibili al bonus Mase e, al netto di queste, i volumi tornerebbero sui livelli del 2025.
Sul fronte delle alimentazioni, le ibride hanno superato il 50% del mercato mensile, con 71.258 immatricolazioni (+24,8%). Le plug-in sono salite del 38,5% a 15.002 unità e le elettriche pure del 48,5% a 10.600, con una quota del 7,6%. Prosegue invece il forte arretramento del diesel, sceso per la prima volta sotto il 5% del mercato, con 6.931 vetture e un calo del 39,2%.
Tra gli elementi di debolezza del mercato, il presidente di Federauto indica anche l’aumento dei carburanti e il tema delle limitazioni alla circolazione dei diesel Euro 5 nelle regioni padane, il cui avvio è stato nuovamente rinviato, secondo il comunicato, a ottobre 2027.
Federauto critica infine l’impostazione delle politiche europee per la transizione dell’automotive e guarda con preoccupazione all’introduzione dell’Ets2, che secondo Artusi rischia di aumentare ulteriormente i costi dei carburanti e di penalizzare soprattutto le famiglie con minore capacità di spesa e il settore della logistica. Il presidente chiede invece “interventi pragmatici, strutturali e programmatici” per il rinnovo del parco e la riduzione delle emissioni.
