Fdi ora punta ok definitivo entro estate. La Russa ‘sonda’ opposizioni

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Fdi ora punta ok definitivo entro estate. La Russa ‘sonda’ opposizioni

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giovedì 28 maggio 2026 - 19:33
Fdi ora punta ok definitivo entro estate. La Russa ‘sonda’ opposizioni

Roma, 28 mag. (askanews) – L’obiettivo è sempre stato quello di “fare prima possibile”. Ma...

Roma, 28 mag. (askanews) – L’obiettivo è sempre stato quello di “fare prima possibile”. Ma ora che è stato depositato il testo bis, che contiene già una serie di modifiche concordate nella maggioranza, il timing comincia a essere più definito. E dentro Fratelli d’Italia a questo punto cominciano a considerare davvero realistico che il via libero definitivo alla nuova legge elettorale possa arrivare entro l’estate. Dunque, non più solo alla Camera come finora si era più prudentemente ipotizzato, ma anche al Senato.

Certo, questo vorrebbe dire tagliare il traguardo praticamente a ridosso della chiusura ‘per ferie’ del Parlamento, ma il calcolo è presto fatto e a via della Scrofa l’idea comincia a prendere piede. Perché l’approdo in aula a Montecitorio il 26 giugno consente, come prevede il regolamento, di contingentare i tempi della discussione il mese successivo. Il primo disco verde, si ragiona, potrebbe dunque arrivare intorno al 15-16 luglio e a quel punto ci sarebbero circa tre settimane per chiudere la pratica nell’altro ramo del Parlamento. Un lasso di tempo non lunghissimo che può essere preso in considerazione mettendo in conto un voto finale con la fiducia.

“Vedremo se ci sarà lo spazio per farlo considerando gli altri provvedmenti in esame, non mettiamo limiti alla provvidenza”, ragiona un alto dirigente del partito di Giorgia Meloni che già mette le mani avanti rispetto a possibili proteste dell’opposizione sulla compressione dei tempi spiegando che comunque di questa riforma in senso proporzionale con premio di maggioranza “sono mesi che ne parliamo”. A pesare sull’idea di tentare lo sprint finale è anche l’obiettivo di evitare il rischio che la maggioranza possa perdere slancio sul tema, visto che notoriamente la legge elettorale scalda Lega e Forza Italia molto meno di Fdi. Insomma, accelerare le tappe servirebbe anche a evitare che alla ripresa estiva, all’interno dello stesso centrodestra, possano ripartire distinguo o nuove richieste di modifica che, inevitabilmente, comporterebbero un terzo passaggio parlamentare con tutti i rischi del caso.

Il timing dell’esame al Senato è al momento, ovviamente puramente teorico. “Se c’è la volontà politica ci sono i tempi: non è un problema di tempi, il percorso, l’iter delle leggi prima di tutto è sempre figlio della volontà politica”, ha detto due giorni fa Ignazio La Russa. E proprio il presidente del Senato, peraltro notoriamente grande cultore della materia, martedì ha riunito i capigruppo di maggioranza e opposizione per fare il punto sui lavori d’aula e ne ha approfittato per proporre informalmente di valutare o meno l’eventualità di avviare “più liberamente, senza i riflettori puntati”, dunque prima dell’arrivo del testo dalla Camera, eventuali “punti in comune da suggerire sin da ora intervenendo nel dibattito”. Una ipotesi che però ha lasciato freddi i partiti di opposizione.

Tra i quali in molti si chiedono se l’obiettivo della presidente del Consiglio non sia quello di andare al voto anticipato a ottobre, ‘ringalluzzita’ dal voto delle amministrative e magari potendo beneficiare anche nel frattempo di una soluzione della crisi in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz. “La legge elettorale la facciamo, a scanso di equivoci, per le elezioni che si terranno nel 2027, a scadenza naturale della legislatura. So che qualcuno fa finta di sperarci, ma in realtà anche l’opposizione ha il terrore di tornare alle urne, ma noi la legge elettorale la facciamo per il bene degli italiani e non per interesse di partito”, dice però il responsabile Organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli.

Resta il timore che il Bignami bis non scongiuri del tutto il rischio di uno stop della Consulta. Tra le misure criticate dagli esperti e non corrette c’è l’esclusione del Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta dal computo generale. Quegli elettori non pesano sul risultato complessivo del premio. Come ha notato il costituzionalista Stefano Ceccanti: “sS tratta di un problema che riguarda il principio dell’eguaglianza del voto. Non è un dettaglio tecnico: è un problema costituzionale serio

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Fonte: QdS.it