Al Pepoli di Trapani il documentario “Vincenzo Scuderi. La coscienza popolare dei beni culturali”

redazione

Al Pepoli di Trapani il documentario “Vincenzo Scuderi. La coscienza popolare dei beni culturali”

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giovedì 28 Maggio 2026 - 16:30

Nell’ambito delle iniziative de “Il maggio dei libri”, domani, 29 maggio, alle ore 17, il Museo “Agostino Pepoli”, ospiterà il documentario “Vincenzo Scuderi. La coscienza popolare dei beni culturali”, prodotto dal Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione. Interverranno la scrivente Anna Maria Parrinello, Laura Cappugi, Giuseppe Scuderi. L’evento si pone in continuità con l’intitolazione della Biblioteca del Museo, avvenuta nel 2024, al grande studioso, direttore di questo Istituto negli anni ‘60, e con la recente donazione al Museo, da parte della famiglia Scuderi, della tela del pittore Valfrè dal titolo “Violenza”, già appartenuta a Vincenzo, che oggi è possibile ammirare nei locali della stessa Biblioteca.

Il video ripercorre le tappe della vicenda umana e professionale di Vincenzo Scuderi, trapanese di origine, classe 1923, che ha dedicato la sua lunga vita allo studio, alla catalogazione, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale siciliano, con una particolare attenzione al territorio di Trapani e al Museo “Agostino Pepoli”. Dopo una laurea in Lettere conseguita presso l’Università degli Studi di Palermo, nel 1947, appena ventiquattrenne, viene assunto, prima in qualità di salariato avventizio, poi di salariato specializzato, al Museo “Agostino Pepoli”. Qui, grazie alle competenze maturate nel campo della storia dell’arte, opera con grande abnegazione per lunghi anni, ricoprendo infine la carica di direttore dal 1960 al 1965.

Negli anni del dopoguerra sovrintende con estrema perizia ai lavori di consolidamento statico del Museo e nei primi anni ’60, affiancando il Soprintendente alle Gallerie della Sicilia Raffaello Delogu e l’architetto museografo Franco Minissi, attua l’egregio lavoro di rinnovamento edilizio, riordinamento delle collezioni e riallestimento museale, conferendo all’Istituto la fisionomia che ancora oggi in larga parte conserva. A pochi mesi dall’inaugurazione del rinnovato Museo, viene chiamato a reggere la Soprintendenza alle Gallerie della Sicilia e in questa veste, tra gli altri numerosi impegni, provvede al recupero immediato, al restauro e alla restituzione ai paesi d’origine del patrimonio di opere d’arte mobili scampate al terremoto della Valle del Belice nel gennaio del 1968. Negli anni gli studi sul patrimonio artistico del territorio confluiscono in numerose pubblicazioni nel campo della storia dell’arte, dell’architettura e del restauro, lavori che rappresentano ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per gli studiosi.

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