Mancuso (Mpa): “Mai stati in conflitto con Schifani ma per parlare di candidati, aspettiamo mosse di FI”

Mauro Seminara

Mancuso (Mpa): “Mai stati in conflitto con Schifani ma per parlare di candidati, aspettiamo mosse di FI”

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Mauro Seminara |
mercoledì 02 settembre 2026 - 4:19
Mancuso (Mpa): “Mai stati in conflitto con Schifani ma per parlare di candidati, aspettiamo mosse di FI”

Fabio Mancuso, coordinatore regionale del Movimento per l’autonomiaFabio Mancuso, coordinatore regionale del Movimento per l’autonomia...

2 Settembre 2026, 06:19

PALERMO – “Noto, dalle dichiarazioni del capogruppo di quel che è rimasto della Democrazia cristiana, grande confusione, perché da un lato dice che è leale a Schifani e dall’altro a Cateno De Luca, che è contro a Schifani. Dovrebbe mettersi d’accordo, o con De Luca o con Schifani”.

Raggiunto dal nostro giornale è così che risponde a una nostra domanda Fabio Mancuso, coordinatore regionale del Movimento per l’autonomia. Il riferimento a Cateno De Luca tirato in causa è al “non so cosa abbiano in comune, ma fra i due preferiamo cento volte di più Cateno De Luca”, che il capogruppo democristiano all’Ars Carmelo Pace aveva detto al nostro giornale.

Mancuso inoltre non manca l’affondo rivolto alla Democrazia cristiana aggiungendo che a suo avviso “c’è una confusione politica, che naturalmente comprendo, in un momento in cui la Dc è in grande difficoltà”. Inevitabile chiedere al coordinatore degli autonomisti cosa pensa del fatto che Carmelo Pace abbia parlato di “politica dei due forni”. “No, è confuso anche in questo”, dice Mancuso spiegando che “dire la propria ed essere molto chiari nelle posizioni non significa essere accondiscendenti su qualunque cosa viene proposta”.

Il rapporto tra Mpa e governo Schifani

Questa sarebbe la spiegazione, secondo il coordinatore, delle divergenze autonomiste che si sono concretizzate in alcune circostanze al momento del voto in Sala d’Ercole. “La politica si fa secondo le idee che si portano avanti – dice Mancuso con un’importante sottolineatura – e non abbiamo mai fatto una politica diversa da quella del governo. Infatti siamo pienamente al governo con due assessori”.

Pienamente nel governo Schifani ma non disposti ad appoggiarne la ricandidatura, par di capire dal vostro silenzio in merito.
“Questo non è mai stato preso in considerazione. Noi riteniamo – così come è stato nel 2022, quando la scelta ricadeva su Forza Italia, è stata offerta la candidatura di Schifani e siamo stati i primi a dire di sì – di dover vedere Forza Italia cosa propone e dopo la proposta di candidatura o di ricandidatura ci esprimiamo”.

Ma c’è un conflitto tra Mpa e Renato Schifani?
“Questa è una narrazione completamente errata. Nessun conflitto su nessun tema. Diciamo la nostra sui diversi temi e ragioniamo su quelle che sono le azioni di governo. Non siamo stati mai in conflitto con Schifani”.

Nessun problema per arrivare a fine legislatura quindi?
“No, aspettiamo la proposta di Forza Italia”.

Per la prossima candidatura, ma in questa?
“Eh! Lo abbiamo scelto noi nel 2022 il presidente. Mica possiamo tornare indietro. Lo abbiamo scelto nel 2022 e fino a quando gli elettori hanno dato forza a questo governo noi siamo nel governo. Se Forza Italia ripropone, oppure propone altro, poi lo valuteremo come è giusto che sia”.

Quindi c’è solo un attrito, per divergenze di idee, con il gruppo della Democrazia cristiana e la Lega?
“Noi non abbiamo nessun problema, né con l’uno né con l’altro. Sono in un momento di grande agitazione e di grande confusione e li comprendo bene. Prova ne sono le dichiarazioni di Pace, che da un lato ritiene di essere fedele a questo governo e dall’altro propone l’alleanza con chi invece è contro a questo governo che è Cateno De Luca”.

Mpa, Democrazia cristiana e Lega: le tensioni nella coalizione

Ribadita la questione Sud chiama Nord della eventuale preferenza che Carmelo Pace aveva usato quale rafforzativo per il categorico No agli autonomisti, Fabio Mancuso ha infine rincarato la dose rimarcando che vede “un po’ in confusione” i democristiani e concludendo con: “Li comprendo, perché non sanno neanche loro che lista faranno, dove andranno, con chi saranno, non si sa. Si evince anche dal dibattito interno alla Dc cui io non sono interessato”.

Tra le risposte di Fabio Mancuso al Quotidiano di Sicilia, tante altre se ne leggevano tra le righe. Il Movimento per l’autonomia dell’ex governatore Raffaele Lombardo non è uno sponsor di Renato Schifani per le prossime elezioni ma un alleato di Forza Italia che sceglierà cosa fare potendo teoricamente contare sull’appoggio degli autonomisti.

Nessun comunicato di sostegno incondizionato a Schifani, ma in teoria nessuna preclusione. Anche la presenza in Giunta con due assessori è stata inserita tra le parole da Fabio Mancuso. Uno dei due assessori era però delega democristiana revocata a novembre e non più riassegnata ad aprile, quando al democristiano Andrea Messina è stata preferita l’autonomista Elisa Ingala.

La sintesi del coordinatore del Mpa è quindi che il Movimento di Lombardo sa chi è e cosa vuole sul piano politico mentre gli “altri”, con i quali procedono da mesi le frizioni, vivono momenti di difficoltà interna. Nota quella democristiana che vorrebbe ritrovare il proprio centro gravitazionale in Sicilia, di cui abbiamo dato nota sulle pagine di ieri.

Non meno nota quella della Lega che il momento difficile lo sta vivendo proprio nella sua segreteria nazionale, dove Matteo Salvini vede adesso scaduta la proroga di fiducia di una consistente corrente interna pronta a prendere le redini del partito. Un eventuale cambio di leadership su, potrebbe portare effetti giù, dove oltre al commissario Nino Germanà per la segreteria regionale c’è un vice presidente della Regione siciliana, Luca Sammartino, che prescinde dal vessillo nel trovare consenso politico ed elettorale.

Elezioni regionali, la resa dei conti nel centrodestra

I botta e risposta sulle nostre pagine tra Democrazia cristiana e Mpa sembrano quindi schermaglie che, in un modo o nell’altro, a fine legislatura regionale, produrranno una resa dei conti nella coalizione che sosterrà il candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione. Incassato il provvisorio nullaosta di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia cristiana, sta adesso a Renato Schifani riunificare la coalizione o produrre un assetto vincente alternativo per mantenere l’appoggio trasversale alla ricandidatura.

Viceversa, al perdurare di un pesante conflitto interno, Forza Italia potrebbe dover discutere con Fratelli d’Italia di un candidato alternativo che possa tenere insieme gli schieramenti. Nel frattempo Mpa aspetta la proposta di Forza Italia.

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Fonte: QdS.it