Redazione 16 Ottobre 2026, 13:31 Milano, 16 ott. (askanews) – Non è una bacchetta magica,...
Milano, 16 ott. (askanews) – Non è una bacchetta magica, ma è un esempio di superfood accessibile e versatile. Bastano un pizzico di colore, un tocco di sapore e la costanza di una dieta equilibrata per trasformare un semplice piatto in un piccolo gesto di benessere: originaria del Sud-Est asiatico, la curcuma è la radice che dà alla cucina indiana il suo caratteristico colore giallo oro. Da secoli viene utilizzata nella medicina tradizionale ayurvedica, ma oggi è presente anche nelle cucine occidentali, nelle tisane, nei frullati e nel latte vegetale aromatizzato.
Le pubblicazioni scientifiche in lingua inglese sulla curcuma (e sul suo principio attivo principale, la curcumina) concordano su diversi punti chiave riguardo alle sue proprietà, ma evidenziano anche forti limiti metodologici.
La curcumina è un polifenolo con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Gli studi suggeriscono che possa contribuire a modulare i processi infiammatori dell’organismo, spesso coinvolti nell’invecchiamento e nelle malattie croniche. La ricerca sull’essere umano è ancora in evoluzione, ma il potenziale della curcuma resta tra i più interessanti nel panorama delle spezie funzionali. Uno studio firmato da Susan J. Hewlings e Douglas Skalman spiega che la curcuma è “una spezia da tempo riconosciuta per le sue proprietà medicinali, ha suscitato interesse sia nel mondo medico/scientifico che tra gli appassionati di cucina, essendo la principale fonte del polifenolo curcumina. Questa sostanza contribuisce alla gestione di condizioni ossidative e infiammatorie, sindrome metabolica, artrite, ansia e iperlipidemia. Può inoltre essere d’aiuto nella gestione dell’infiammazione e del dolore muscolare indotti dall’esercizio fisico, migliorando così il recupero e le prestazioni nelle persone attive. Inoltre, una dose relativamente bassa di questo complesso può apportare benefici alla salute anche a chi non presenta patologie diagnosticate”.
Uno dei limiti della curcumina è la sua scarsa assorbibilità. Per favorirne l’utilizzo, la tradizione culinaria indiana la abbina al pepe nero: la piperina contenuta nel pepe può aumentarne significativamente la biodisponibilità. Anche un po’ di grasso, come olio extravergine d’oliva o latte di cocco, aiuta l’organismo ad assorbirla meglio.
In cucina basta poco per ottenere grandi risultati. Un cucchiaino di curcuma può arricchire zuppe, risotti, uova strapazzate, verdure arrostite, hummus e marinature. Il suo sapore è terroso, leggermente amaro e pepato: si sposa bene con zenzero, aglio, limone e pepe nero.
Per una bevanda calda e confortante, si può preparare un “golden milk”: latte vegetale riscaldato con curcuma, un pizzico di pepe nero, cannella e un filo di miele. È un modo semplice per introdurre la spezia nella routine quotidiana, soprattutto nelle stagioni più fredde.
Attenzione però agli eccessi: dosi molto elevate, soprattutto sotto forma di integratori, possono interferire con alcuni farmaci o non essere adatte a chi ha particolari condizioni di salute.
