Redazione 9 Ottobre 2026, 13:34 Roma, 9 ott. (askanews) – In Italia il mercato dei...
Roma, 9 ott. (askanews) – In Italia il mercato dei consumi fuori casa nel 2025 ha raggiunto i 102 miliardi di euro di sell-out, con oltre 10 miliardi di occasioni di consumo annue nelle quali si registra una crescita del pranzo (+1,7%), mentre restano in difficoltà l’aperitivo serale (-3,1%) e i consumi dopo cena. Il turismo, nazionale e internazionale, rappresenta complessivamente il 22% dei consumi fuori casa, pari a 23 miliardi di euro: nel 2025 il solo turismo straniero ha generato 11 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto al 2024 mentre il turismo italiano ha toccato i 12 miliardi di euro (+3%). A livello di canali, si arresta la crescita della ristorazione commerciale in catena (0%), mentre la ristorazione indipendente è sostanzialmente stabile ma sempre più polarizzata: i ristoranti di fascia medio-alta crescono del 2,9%, mentre quelli di fascia bassa sono in calo.
Sono i dati dell’”Osservatorio del mercato Away From Home”, presentati oggi nel corso dell’evento di Federdistribuzione “La Distribuzione Moderna al servizio dei consumi fuori casa. Mercato Ho.Re.Ca. e valore del Made in Italy”, ospitato e patrocinato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. L’incontro, che ha riunito i rappresentanti delle istituzioni e delle imprese della filiera, è stato aperto dagli interventi del ministro Francesco Lollobrigida e di Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione.
Più di un italiano su due ritiene che la ristorazione dovrebbe puntare maggiormente sui piatti della cucina italiana per rendere più memorabile l’esperienza, mentre oltre il 70% dichiara di far proprie ricette tipiche italiane scoperte o riscoperte durante i pranzi e le cene fuori casa.
Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, ha sottolineato che “i dati ci restituiscono un mercato che, pur mostrando alcuni segnali di rallentamento sul fronte delle visite, continua ad avere valori in crescita, con migliaia di operatori del settore impegnati ad adattare la propria capacità di offrire servizio per incontrare i gusti e le esigenze delle persone. È una filiera che sta cambiando e che richiede sempre più collaborazione e capacità di innovazione”.
“La crescita del turismo internazionale e l’attenzione sempre maggiore verso la cucina italiana, riconosciuta dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità, rappresentano, inoltre, un’opportunità per rafforzare il legame tra territorio, produzione agroalimentare, distribuzione e ristorazione”, ha concluso.
