Sede dell'Ars, immagine di repertorio da ImagoeconomicaPalazzo dei Normanni - sede Ars - Assemblea Regionale...
“Nessuna ‘scorrettezza’ può essere addebitata alla presidenza dell’Ars”. Lo scrive – con riferimento alla protesta di Controcorrente per l’assenza di membri del gruppo nella Commissione Bilancio regionale – Gaetano Galvagno. Il presidente dell’Ars ha scritto una lettera indirizzata alla presidente del gruppo Jose Marano e al leader Ismaele La Vardera.
A darne notizia è l’Adnkronos. La missiva del presidente dell’Ars segue il dibattito scatenato dalla protesta del gruppo dell’ex Iena, che nel pomeriggio del 16 settembre si è letteralmente barricato nella sede della Commissione chiedendo un cambio di rotta. “Il parlamento siciliano, il parlamento più antico al mondo, rispetti la democrazia”, è il loro “grido di battaglia”. Già nelle scorse ore Galvagno aveva mostrato apertura verso la possibilità di un riordino, seppur nel rispetto delle norme in vigore.
Commissione Bilancio all’Ars, Galvagno scrive al gruppo Controcorrente
“Nessuna ‘scorrettezza’ può essere addebitata a questa Presidenza nella ricostruzione dell’effettivo e completo contesto giuridico-normativo di riferimento, da una parte, cui specularmente si affianca, dall’altra – non me ne voglia – la sua tesi alquanto inconferente e lacunosa con riferimento ai pilastri costituzionali e parlamentari su cui poggia l’attività delle assemblee politico-legislative”. Queste le parole scelte dal presidente Galvagno per la lettera.
La vicenda partirebbe dal cambio di partito dei membri del gruppo: a inizio legislatura erano stati eletti con altri partiti (Jose Marano, per esempio, con il M5S), rappresentati in Commissione, e poi sono approdati in Controcorrente. Spiegando il regolamento, Galvagno scrive: “In definitiva, dal combinato disposto degli articolo 69 e 69 bis del Regolamento interno dell’Ars con il principio generale dell’acclarata natura referente dell’attività delle Commissioni legislative permanenti, deriva la sicura salvaguardia della funzione effettivamente partecipativa del vostro Gruppo parlamentare persino ai lavori concernenti l’esame dei lavori finanziari, funzione che ben può essere ripresa e potenziata in aula essendo, per l’appunto, impraticabile il rinnovo di una sola Commissione legislativa permanente”.
D’altro canto, prosegue, “il deputato che non è presente nella seconda commissione è presente nella commissione di merito, dove una parte del bilancio viene esaminata e viene vagliata proprio nella sostanza e non solo sotto l’aspetto della copertura finanziaria o dell’equilibrio finanziario del bilancio”.
Il punto sul possibile rinnovo
Parlando di un possibile rinnovo della Commissione Bilancio, Galvagno aggiunge: “L’unica ipotesi residuale di rinnovo di una singola commissione, è circoscritta al solo caso contemplato dall’articolo 38 del regolamento interno dell’Ars, il cui comma uno così recita: ‘Qualora una commissione non risponda per un mese agli inviti relativi alla sua prima convocazione o non sia possibile raggiungere nello stesso tempo il numero legale, il presidente dell’assemblea pone all’ordine del giorno dell’assemblea stessa il rinnovo totale della commissione’”.
E ancora: “Ulteriore annotazione: nessuna refluenza o attinenza riveste il richiamo alla sentenza numero 94/1995 della corte costituzionale atteso che un’attenta e corretta lettura della pronuncia del giudice delle leggi porta a conclusioni ben diverse da quelle paventate da codesto gruppo parlamentare”.
“Nel prendere infine positivamente atto della precisazione che l’espressione della valutazione nelle sedi competenti non costituiva né espressamente né implicitamente un riferimento all’autorità giudiziaria si ribadisce ancora una volta che l’unico rimedio esperibile, quello già preannunciato nella precedente nota di questa presidenza vale a dire la sottoposizione della sua richiesta alla valutazione della conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari e alla successiva, concludente approvazione dell’aula”, aggiunge Galvagno
E conclude, rivolgendosi a Marano: “Non le sfuggirà che il buon esito del rinnovo non dipende certo dalla singola volontà di questa presidenza, ma bensì ed unicamente dall’indefettibile accordo complessivo tra i gruppi parlamentari chiamati a votare in aula il nuovo assetto delle commissioni”.
Controcorrente dopo la lettera di Galvagno: “Passo avanti”
Controcorrente risponde immediatamente al presidente dell’Ars con una nota pubblica: “Dopo oltre 24 ore di occupazione no stop si è aperto il vaso di Pandora e spieghiamo perché non ci vogliono far entrare in commissione Bilancio. Se Galvagno apre questa maglia vanno rideterminate tutte le commissioni e le relative presidenze. Un eventuale apertura determinerebbe una crisi di governo. Immaginate, non si accordano su un emendamento, figuriamoci se riescono a spartirsi nuovamente le presidenze, con la Lega sullo sfondo che chiaramente vuole essere rappresentata anch’essa in commissione, confermando di fatto la nostra posizione. Crisi che ha prodotto lo slittamento di almeno 2 settimane della variazione di bilancio. Tradotto: si stanno scannando tra di loro”.
“L’occupazione però ha portato a un primo risultato. Il presidente Galvagno ci ha fatto pervenire una nota dove, tra le altre cose, ribadisce che l’unico rimedio è portare il tema in capigruppo, fermo restando che rimaniamo convinti che la competenza era ed è del presidente come recita l’articolo 62-ter del regolamento dell’Ars che obbliga il presidente a rimodulare le commissioni dopo 2 anni di legislatura. Per questa ragione e dopo questa rassicurazione abbiamo deciso di interrompere l’occupazione. Ribadiamo che finché non ci sarà la capigruppo e finché un nostro parlamentare e uno della Lega non saranno rappresentati, non consentiremo alla commissione Bilancio di riunirsi”.
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