Redazione 19 Ottobre 2026, 13:31 Milano, 19 ott. (askanews) – Maison Burtin punta a rafforzare...
Milano, 19 ott. (askanews) – Maison Burtin punta a rafforzare la propria presenza internazionale attraverso lo sviluppo della gamma “Hommage à Gaston Burtin” e la gestione di Heidsieck & Cie Monopole. Per la storica azienda di Epernay, appartenente al gruppo Lanson-BCC e guidata dal presidente Etienne Maffre, la strategia consiste nell’affiancare alla produzione destinata ai grandi distributori europei, Champagne con una propria identità nei canali specializzati. L’Italia, dove la linea dedicata al fondatore è arrivata nel 2023 attraverso Le Tenute del Leone Alato, nel 2025 era il primo mercato estero, quando la Maison commercializzava circa 50mila bottiglie e aveva fissato l’obiettivo di raggiungere tra 250mila e 300mila bottiglie a livello mondiale nel medio periodo.
Per lungo tempo il nome di Maison Burtin è rimasto meno conosciuto rispetto al ruolo effettivamente ricoperto nella filiera dello Champagne. La gamma “Hommage à Gaston Burtin” nasce dalla volontà di valorizzare direttamente sul mercato le competenze enologiche di un’azienda che ha costruito gran parte della propria attività attraverso le forniture ai marchi della distribuzione. La proposta si rivolge soprattutto a enoteche e ristorazione, con un posizionamento nel segmento degli Champagne premium accessibili, fondato sulla selezione delle uve, sui tempi di affinamento e sulla qualità degli assemblaggi. La gamma dedicata al fondatore è accompagnata dalla firma “Oeuvrer et révéler” (“Lavorare e rivelare”, ndr), che richiama l’attività produttiva e la decisione di far conoscere cuvée rimaste a lungo riservate a una cerchia ristretta.
La differenziazione commerciale emerge anche dal portafoglio aziendale, che comprende “Alfred Rothschild & Cie.”, uno dei marchi maggiormente venduti nella grande distribuzione francese, e gli Champagne “Gauthier”. Maison Burtin dispone di una struttura industriale consolidata e di una rete di rapporti con i viticoltori della regione, che costituiscono la base della sua capacità produttiva. Il bacino di approvvigionamento supera i 600 ettari di vigneti e consente di selezionare uve provenienti da territori differenti della Champagne, con una disponibilità di varietà e caratteristiche agronomiche funzionale alle diverse produzioni.
La storia di Maison Burtin risale al 1933, quando Gaston Burtin, arrivato in Champagne dieci anni prima, fondò l’azienda che porta il suo nome, all’età di 33 anni. Nel 1958 acquistò lo Chateau des Archers, nel centro di Epernay, dove realizzò un’incredibile rete di circa 14 chilometri di cantine sotterranee distribuita su nove livelli, fino a 35 metri di profondità, investendo contemporaneamente in impianti automatizzati capaci di sostenere una produzione fino a 100mila bottiglie al giorno. Questa organizzazione favorì l’ingresso nell’allora emergente grande distribuzione e portò l’azienda a diventare una delle principali realtà produttive della Champagne. Il fondatore ricoprì inoltre per otto anni la presidenza del Syndicat des négociants en vins de Champagne. Durante alcune vendemmie particolarmente abbondanti degli anni ’50, Gaston Burtin sostenne i viticoltori acquistandone le uve e consolidando rapporti destinati a durare nel tempo. Per ringraziare alcuni dei conferitori che avevano accompagnato la crescita dell’azienda, cominciò a riservare loro Champagne ottenuti da selezioni specifiche, contraddistinti da etichette con il proprio nome. Quelle bottiglie non erano destinate alla normale commercializzazione e rimasero per molti anni una produzione riservata, dalla quale ha preso forma l’attuale gamma.
Un’altra componente dell’attività aziendale è costituita da Heidsieck & Cie Monopole, una delle più antiche Maison della Champagne: Lanson-BCC l’ha acquisita per 50 milioni di euro dal gruppo Vranken-Pommery Monopole attraverso un’operazione completata a gennaio 2026, quando la gestione operativa del marchio è stata affidata a Maison Burtin. L’acquisizione comprende anche l’enoteca storica della Maison fondata nel 1785, con una straordinaria collezione di vecchi millesimi.
L’operazione interviene in una fase complessa per il mercato dello Champagne: dopo un 2025 chiuso con circa 266 milioni di bottiglie spedite e una contrazione dei volumi rispetto all’anno precedente, il primo semestre 2026 ha registrato un incremento dell’1,2%, raggiungendo 107,1 milioni di bottiglie. La ripresa è stata sostenuta soprattutto dall’esportazione, cresciuta del 3,8%, mentre il mercato francese ha segnato un’ulteriore diminuzione del 3%. Per le aziende la pressione sui margini continua a essere alimentata dagli aumenti dei costi delle uve e dalla necessità di finanziare lunghi periodi di affinamento, in un contesto commerciale nel quale le promozioni incidono sulla formazione dei prezzi. In questo scenario, nei primi sei mesi di quest’anno Lanson-BCC ha registrato un fatturato consolidato di 99,13 milioni di euro (+7,7% sul 2025), al quale l’integrazione di Heidsieck & Cie Monopole ha contribuito per 7,1 milioni di euro.
La responsabilità enologica è affidata a Flore Philippe, che segue una produzione basata sull’assemblaggio di Chardonnay, Pinot Noir e Meunier, con un ruolo significativo di quest’ultimo vitigno. Una delle caratteristiche distintive è l’utilizzo di vini di riserva conservati attraverso un sistema perpetuo, nel quale le diverse annate contribuiscono alla composizione degli assemblaggi successivi. La Maison esclude inoltre la fermentazione malolattica per mantenere l’acidità originaria dei vini, mentre l’affinamento prolungato sui lieviti ne accompagna l’evoluzione. Queste scelte assumono particolare importanza per assicurare continuità alle cuvée senza indicazione di annata. La selezione comprende cinque Champagne: il Brut riunisce Chardonnay, Pinot Noir e Meunier e trascorre almeno quattro anni in cantina; l’Extra Brut utilizza gli stessi tre vitigni, distinguendosi per un dosaggio più contenuto e un affinamento prolungato, mentre il Rosé completa la proposta senza indicazione di annata. Figurano inoltre due millesimati: l’ottimo “Blanc de Blancs 2018”, ottenuto esclusivamente da Chardonnay, e il “Vintage 2015”, frutto dell’assemblaggio di Chardonnay e Pinot Noir, con un contributo importante di uve provenienti da vigneti Grand Cru e Premier Cru.
A caratterizzare gli Champagne Burtin è soprattutto la freschezza, sostenuta da un’acidità ben presente, che conferisce vivacità e che accompagna la componente fruttata del Meunier senza appesantire il sorso. L’impiego dei vini di riserva e l’affinamento sui lieviti aggiungono complessità e profondità, mantenendo un equilibrio tra maturità del frutto e vivacità gustativa. A completare il profilo sono la mineralità e la sapidità, che contribuiscono alla riconoscibilità dello stile della Maison e trovano la loro espressione più compiuta nel “Blanc de Blancs 2018”.
Dal 2024, con l’arrivo di Maffre alla presidenza, l’azienda ha inoltre avviato un percorso di responsabilità sociale e ambientale che coinvolge l’organizzazione interna e i rapporti con i fornitori. Il programma comprende interventi sulle condizioni di lavoro, l’attenzione agli acquisti presso imprese locali e il sostegno alle pratiche di viticoltura sostenibile adottate dai conferitori.
