Caro estinto a Palermo, chieste 29 misure cautelari: nel mirino anche medici

Elian Lo Pipero

Caro estinto a Palermo, chieste 29 misure cautelari: nel mirino anche medici

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Elian Lo Pipero |
venerdì 28 agosto 2026 - 8:48
Caro estinto a Palermo, chieste 29 misure cautelari: nel mirino anche medici

La polizia al Policlinico di Palermo aggressione-pronto-soccorso-policlinico-palermo-polizia Elian Lo Pipero 28 Agosto 2026, 10:48 Terzo...

28 Agosto 2026, 10:48

Terzo filone dell’inchiesta “caro estinto” a Palermo. Ci sarebbero anche due medici dell’Asp di 67 e 69 anni che avrebbero intascato migliaia di euro per certificazioni necroscopiche false senza aver mai eseguito la visita obbligatoria che attestasse il reale decesso della vittima. Le indagini sono condotte dai carabinieri.

Rilascio delle salme anticipate

Le prime inchieste sono partite dalle camere mortuarie del Policlinico e dell’ospedale Cervello che venivano gestite dagli infermieri che ricevevano “regalini” dalle agenzie funebri per accelerare le pratiche burocratiche, l’esecuzione di elettrocardiogrammi o per favorire l’uscita e il rilascio dei defunti prima delle 24 ore previste dalla legge. I poliziotti trovarono anche fogli e pizzini nascosti nei cassetti. I quattro infermieri indagati perché gestori della camera mortuaria delle cliniche universitarie, Salvatore Lo Bianco, Marcello Gargano, Salvatore Di Donna e Giuseppe Anselmo, sono stati sospesi in via cautelativa dall’azienda

Il rilascio delle salme passava anche dai certificati necroscopici: per legge la visita andrebbe eseguita 15 ore dopo il decesso. Tempi che, secondo la Procura, le agenzie funebri volevano accorciare, saltando di netto l’iter burocratico. In cambio di compenso tutte le pratiche burocratiche del caso subivano un’accelerata improvvisa.

Gli indagati

Per 29 sono scattati a vario titolo le richieste di arresto e di obbligo di firma per corruzione: Benedetto Fogazza, 69 anni, Gioacchino Passalacqua, 67 anni (i due medici legali dell’Asp), Salvatore Ales, 57 anni, Michele Algozzino, 45 anni, Giampaolo Arrigo, 44 anni, Giuseppe Calafiore, 63 anni, Salvatore Calafiore, 65 anni, Francesco Castagna, 46 anni, Francesco Chifari, 49 anni, Francesco Ciulla, 60 anni, Ion Cuzic, 61 anni, Fedele Ambrogio, 61 anni, Maverick Di Sangro, 28 anni, Salvatore Mannino, 36 anni, Emanuele Marrella, 61 anni, Matteo Mondello, 55 anni, Salvatore Paternostro, 40 anni, Vito Paternostro, 50 anni, Alessandro Pumo, 30 anni, Ignazio Randazzo, 42 anni, Antonino Rizzuto, 46 anni, Luigi Scimò, 59 anni, Francesco Trapani, 34 anni, Francesco Vassallo, 68 anni, Francesco Velletri, 79 anni, Salvatore Vicari, 34 anni, Vito Vinciguerra, 58 anni, Fedele Vitale, 54 anni.

Alcuni dei nomi sono già comparsi nelle prime inchieste. Questo fa capire come il business delle salme era un sistema collaudato. Gli interrogatori di garanzia sono stati fissati davanti al Gip Emanuela Cartabbotta il 3 e 4 settembre.

La salma del giovane Bacchi nell’inchiesta

Nelle carte dell’inchiesta sul business delle salme era finito anche la gestione del rilascio della salma di Francesco Bacchi, il giovane ucciso nel gennaio 2024 durante una rissa fuori da una discoteca a Balestrate. Secondo i magistrati, anche in questo caso si sarebbe attivato il consueto meccanismo di mazzette per accelerare i tempi della burocrazia o delle procedure autoptiche.

Le indagini delle forze dell’ordine continuano per cercare ulteriori elementi sul sistema delle salme che ha portato a un giro di affari di migliaia di euro.

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Fonte: QdS.it