Protesta dei trattori - protesta agricoltori - foto da ImagoeconomicaProtesta dei trattori - protesta agricoltori...
I trattori siciliani si rimettono in moto, ma a caro prezzo. Il carburante agricolo ha superato 1,70 euro al litro, e questo è il motivo per cui lunedì consumeranno svariati litri di caro carburante per bloccare lo svincolo di Bolognetta sulla Palermo-Agrigento, in provincia di Palermo. “Era già caro lo scorso anno, quando lo pagavamo 70 centesimi di euro al litro”, spiega Franco Calderone, viticoltore di lungo corso e presidente di Agrisat che ha mobilitato i coltivatori per una “azione di forza”. L’aumento vertiginoso di cui parla Calderone è quindi di un euro al litro in un anno, cioè sensibilmente più che raddoppiato. Insostenibile per i trattori dei coltivatori siciliani. Calderone racconta che come associazione “abbiamo chiesto di essere convocati dall’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ma siamo rimasti inascoltati”.
Autotrasortatori e agricoltori, il caro benzina non risparmia nessuno
Sul piede di guerra anche gli agricoltori quindi, dopo la mobilitazione degli autotrasportatori che mercoledì sono stati ricevuti dall’assessore al rampo Alessandro Aricò. “Oltre ad avere definito il decreto per l’erogazione dei contributi fino a 50 mila euro, finanziati con 15 milioni di euro stanziati lo scorso maggio, la Regione chiederà una deroga al regime del ‘super de minimis’ per poter erogare un contributo pari al 70% del maggior costo del carburante, parametrato ai prezzi di febbraio di quest’anno, per il periodo che va dall’1 marzo al 31 ottobre. Inoltre, proporremo all’Assemblea regionale siciliana un ulteriore stanziamento anche per gli anni successivi”. Così l’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti all’esito dell’incontro con gli autotrasportatori. Nel frattempo gli agricoltori preparavano il blocco della Palermo-Agrigento per lunedì effettuando tutte le comunicazioni istituzionali di rito prima della manifestazione.
Le aziende agricole siciliane chiudono
“La crisi sta travolgendo il comparto cerealicolo, vitivinicolo, oleario e ortofrutticolo siciliano coinvolgendo anche le famiglie ed i consumatori finali”, afferma Franco Calderone che spiega: “Nessuno può coltivare un terreno con il carburante a 1,70 euro al litro, quindi dobbiamo decidere cosa vogliamo mangiare”. Non incoraggia il lavoro degli imprenditori agricoli la prospettiva degli interventi previsti nelle variazioni di bilancio in favore di distillatori e ed ai produttori di grano. “Loro credono di far finta di creare pannicelli caldi – risponde caustico Calderone – ma il punto è che non riescono ad erogare nulla con giusto tempismo”. Il nodo, secondo il presidente dell’associazione Agrisat, è il metodo di erogazione alle aziende agricole. “Praticamente se ne parla tra due anni – dice Calderone – per avere qualche cosa, ma voi pensate che si può reggere per tutto questo tempo? Le aziende stanno chiudendo”.
Si ara meno, si impianta più fotovoltaico
Chiusura aziende agricole equivale ad abbandono delle colture, con innesco di conseguenze a 360 gradi che vanno dall’impoverimento del prodotto siciliano, di qualità, fino ai rischi di roghi nel corso delle roventi estati che ormai caratterizzano la Sicilia anche grazie alle mani di piromani. Inoltre, i terreni abbandonati diventano un peso per i proprietari che quindi preferiscono cedere alle proposte di aziende che pagano il modesto affitto dell’uso per fini di produzione fotovoltaica. “Chi può – dice Franco Calderone – ha dato tutto al fotovoltaico. Questa è la politica che sta perseguendo la Regione Siciliana, solo fotovoltaico. Voi – prosegue il presidente di Agrisat riferendosi ai non produttori agricoli – mangerete solamente prodotti che vengono dall’estero, senza controlli sufficienti su pesticidi o residui di anticrittogamici”. Su milioni di container che arrivano dall’estero, il controllo capillare risulta impossibile e, come lo stesso Calderone fa notare, sarebbe come combattere il traffico di droga aprendo ogni singolo container che sbarca in Italia: impossibile.
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