Carne Fassone Piemontese a centro progetto Ue Beef Pure Quality

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Carne Fassone Piemontese a centro progetto Ue Beef Pure Quality

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martedì 15 settembre 2026 - 9:31
Carne Fassone Piemontese a centro progetto Ue Beef Pure Quality

Redazione 15 Settembre 2026, 11:31 Roma, 15 set. (askanews) – Quanto conosce davvero il consumatore...

15 Settembre 2026, 11:31

Roma, 15 set. (askanews) – Quanto conosce davvero il consumatore del percorso che porta una carne dalla stalla alla sua tavola? E quali informazioni cerca per poter scegliere in modo consapevole? “Una parte enorme del lavoro svolto dall’intera filiera della carne bovina di Fassone di razza Piemontese rimane purtroppo invisibile al consumatore – osserva Luca Giordana, tecnico di Asprocarne Piemonte, l’Associazione che riunisce gli allevatori di questa tipologia di prodotto – Il rispetto del Disciplinare di produzione richiede attenzione quotidiana e una documentazione puntuale, indispensabile per verificare che i requisiti previsti siano effettivamente rispettati. Nel caso della razza bovina Piemontese si è consolidata negli anni una forte collaborazione tra allevatori, tecnici e personale sanitario, che ha permesso agli operatori di acquisire familiarità con i requisiti e con le procedure di controllo”.

Comunicare la qualità, quindi, significa spiegare ciò che c’è dietro il prodotto. È questa la prospettiva con cui EU Beef, Pure Quality, il progetto europeo al quale partecipa il Consorzio Sigillo Italiano, punta a valorizzare e far conoscere le produzioni certificate e, in particolare, la carne bovina di Fassone di razza Piemontese certificata SQNZ (Sistema Qualità Nazionale Zootecnia).

“Quando si parla di qualità certificata – sottolinea Bruno Sevega, allevatore di razza bovina Piemontese di Cervere (CN) – non si parla soltanto di un marchio, ma di un insieme di pratiche che devono essere applicate ogni giorno in allevamento. La qualità non nasce per caso: è il risultato di un lavoro quotidiano che parte dalla genetica, passa attraverso il benessere animale, l’alimentazione, la sostenibilità e arriva fino al consumatore”.

“Le certificazioni non sono una semplice dichiarazione dell’operatore – spiega Paolo Trucco, vicedirettore di INOQ (Istituto Nord Ovest Qualità) – ma sistemi regolamentati e sottoposti a precise regole. Nel caso del Fassone di Razza Piemontese, INOQ è l’organismo di certificazione autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per la certificazione del marchio SQNZ”.

Ma rendere la qualità verificabile è solo un primo passo. Perché diventi anche valore percepito, deve essere raccontata in modo chiaro e comprensibile. Non basta mostrare un marchio: occorre spiegare che cosa rappresenta, quali requisiti garantisce e quali controlli ci sono dietro. “L’obiettivo finale della certificazione – conclude Trucco – è dare al consumatore non un semplice claim, ma la garanzia di un prodotto conforme a un Disciplinare di produzione verificato da un organismo indipendente”.

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Fonte: QdS.it