Redazione 24 Settembre 2026, 11:33 Roma, 24 set. (askanews) – La Borsa Mediterranea del Turismo...
Roma, 24 set. (askanews) – La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), giunta alla XXVIII edizione, avrà luogo a Paestum da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre. Nell’antica Poseidonia della Magna Grecia torna così quel momento dell’anno, in cui domanda e offerta per le destinazioni turistico-archeologiche di tutto il mondo si incrociano al Next, in un contesto di dibattito e confronto a cui partecipano direttori di parchi e musei, operatori turistico-culturali, esperti, archeologi, divulgatori. Attenzione puntata su più continenti, ma con l’obiettivo principale di valorizzare le bellezze del Mezzogiorno d’Italia e del nostro Paese
La location, sito di archeologia industriale sorto a due passi dai grandi templi dorici, dal 2021 offre i suoi spazi all’evento che racconta la Storia attraverso le sue testimonianze tangibili, i siti culturali di un passato che abbraccia le gesta degli uomini di tutto il mondo, raccolti non solo intorno al bacino del Mediterraneo, dalla Magna Grecia agli Etruschi, dai popoli italici ai Romani. La Borsa ha però la sua genesi molto prima, grazie a un’intuizione che risale al 1998, quando l’area archeologica di Paestum viene candidata a patrimonio materiale dell’umanità Unesco. L’idea dell’evento diventa così anche attrattore per uno dei siti archeologici più importanti del mondo, lo valorizza, ne stimola lo sviluppo, mettendo in pratica le finalità per cui nasce.
Definire la BMTA un contenitore turistico-culturale piuttosto che una fiera del turismo rende giustizia alla complessità e alla ricchezza della sua idea, proiettata attraverso le diverse attività racchiuse in 16 sezioni, che fanno da corona allo spazio destinato ai 130 espositori, disegnandone la forma e comprendendone la sostanza; nel salone, un tripudio di colori e suoni, immagini e performance che proiettano il visitatore negli angoli più evocativi dell’espressività dei popoli, il Ministero della Cultura con uno spazio di 400 mq e un programma di 50 tra incontri e laboratori con 150 relatori oltre agli stand dei Parchi e Musei Archeologici autonomi, la Regione Campania protagonista insieme a 14 territori regionali – Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto – oltre allo Stato del Vaticano con Albania, Giordania, Serbia, Siria, Tunisia tra i Paesi Esteri; un programma scientifico di 160 incontri e conferenze con circa 900 relatori, che si confrontano su gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico e promozione del turismo culturale. Il Workshop tra i buyer europei selezionati dall’Enit e gli operatori del turismo culturale rappresenta l’incontro tra la domanda e l’offerta; i “Laboratori di archeologia sperimentale” riproducono le tecniche usate dall’uomo per realizzare i manufatti di uso quotidiano, dalle armi agli utensili per la preparazione del cibo, ai calzari, agli strumenti per la misura del tempo; “ArcheoIncoming” è lo spazio con i tour operator specialisti e la presentazione delle destinazioni turistico-archeologiche; “ArcheoIncontri” è dedicato alla presentazione di progetti culturali e di sviluppo territoriale; “ArcheoLavoro” è l’angolo a cura delle Università per l’orientamento post diploma e post laurea degli studenti; negli “Incontri con i Protagonisti” il grande pubblico dialoga con noti archeologi, direttori di musei, divulgatori.
L’edizione 2026, dedicata al tema “La narrazione del passato attraverso il digitale”, celebrerà i vent’anni della Mostra “ArcheoVirtual” e l’evoluzione tecnologica, che ha trasformato il modo di conoscere, interpretare e comunicare il passato, accogliendo progetti e ricerche dedicati all’archeologia virtuale. La sezione, organizzata in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR (Digital Heritage Innovation Laboratory), si articola in Mostra e Workshop e illustra le produzioni più significative nel panorama internazionale delle tecnologie digitali al servizio del patrimonio, le applicazioni e i progetti di archeologia virtuale, disciplina che si occupa di studiare, interpretare, comprendere e comunicare il patrimonio archeologico e il suo contesto attraverso un processo di acquisizione dei dati, ricostruzione, verifica continua tramite tecniche di visualizzazione, analisi e simulazione. ArcheoVirtual dal 2006 ha accompagnato i visitatori lungo il percorso di crescita e affermazione di varie tecnologie (grafica 3D, dispositivi mobile, interazione touch e gestuale, ecc.) attraverso un approccio narrativo alle meraviglie del passato. Il ventennale ne esalterà, anche in questo caso, l’unicità.
Il futuro del turismo e della cultura per l’Unione Europea La BMTA 2026 si aprirà con un appuntamento istituzionale di primaria importanza: la Conferenza “Quali turismo e cultura nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034”, a cura dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e della Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Da anni presenti con uno spazio dedicato nel salone espositivo, le istituzioni europee portano al centro del dibattito della Borsa le linee guida finanziarie, i programmi di sostegno e le opportunità di sviluppo per il settore turistico-culturale nei prossimi anni.
La Borsa annualmente mette al centro del dibattito il tema del dialogo interculturale e della cooperazione e per questo ha avuto in diverse edizioni le ambite presenze delle agenzie delle Nazioni Unite per la cultura e per il turismo – Unesco (Parigi) e UNWTO ora UN Tourism (Madrid) – con best practices, progetti e tavoli di riflessione. Il Ministero degli Esteri con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, nel salone espositivo e nel programma conferenze, presenterà a sua volta le attività svolte a favore dei Paesi del Mediterraneo. Con tali premesse, nel 2015, a seguito della distruzione del sito archeologico di Palmira da parte dell’Isis e dell’attentato al Museo del Bardo a Tunisi, la BMTA ha lanciato l’International Archaeological Discovery Award, che dalla prima edizione e fino al 2024 è stato intitolato a “Khaled al-Asaad”, Direttore dell’area archeologica e del museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale. Dopo dieci anni, il Premio è stato intitolato a “Palmyra” nel ricordo sia dell’hashtag “#Unite4HeritageforPalmyra” – simbolo della campagna di comunicazione della BMTA nel 2016, al fine di riportare l’attenzione sul sito archeologico per la sua ricostruzione e accompagnare la rinascita del turismo culturale in Siria – che del Gemellaggio firmato con Paestum nel 2018. Il Premio dedicato alle più importanti scoperte archeologiche, si svolge in collaborazione con il mensile “Archeo” e le testate internazionali media partner: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current e World Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Il Premio selezionerà la scoperta archeologica dell’anno tra cinque finaliste: Albania: rinvenuto nella Valle di Bulqizë il primo ipogeo-mausoleo di epoca romana del Paese; Egitto: a Taposiris Magna un porto sommerso; Italia, Pompei: grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso; Italia, Vulci: una testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco; Turchia: i mosaici con coccodrilli e fenicotteri a Eraclea al Latmo.
Relitti, porti e interi insediamenti finiti sotto il livello del mare rappresentano il patrimonio sommerso, una richiesta di conoscenza nuova e ancora più specialistica, di cui alla Borsa non è sfuggita la suggestività. Dal 2021 nel programma scientifico è presente la Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo – generatore di un ulteriore seguito di esperti, addetti ai lavori, operatori di diving, tour operator – che quest’anno si svolgerà nell’ambito dei 25 anni della Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Inoltre, approfondirà la proposta della BMTA di una certificazione di un Itinerario Culturale Europeo dei siti sommersi del Mediterraneo, da proporre al Consiglio d’Europa, nata grazie alla grande eredità dei 26 itinerari lasciata da Sebastiano Tusa, prima Soprintendente del Mare e poi Assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana (nel ricordo del quale la Borsa ha istituito un premio annuale alla carriera, al miglior progetto museale, alla comunicazione giornalistica, alla migliore mostra).
La BMTA sostiene da sempre una grande campagna per la promozione del turismo esperienziale e sostenibile nelle aree interne, rendendo protagoniste le imprese giovanili nell’offerta dei servizi turistici. Insieme a partner d’eccellenza – come Trenitalia, Fondazione FS, ACI, Federparchi, Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, ANCI – intende promuovere reti integrate che mettano in relazione treni storici, intermodalità su gomma e mobilità elettrica, contribuendo a contrastare lo spopolamento e a rivitalizzare le aree interne. In questo quadro, quest’anno ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani organizzerà un momento di confronto tra amministratori locali e operatori, con la presentazione di alcune esperienze significative del Sud. I piccoli Comuni rappresentano infatti un presidio fondamentale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio archeologico, custodendo siti di grande interesse storico e culturale spesso al di fuori dei principali circuiti turistici. La promozione di questi luoghi può contribuire non solo alla tutela del patrimonio, ma anche allo sviluppo sostenibile delle comunità locali, favorendo la crescita economica, contrastando lo spopolamento e rafforzando l’identità dei territori. Attraverso strategie integrate di valorizzazione, il coinvolgimento degli attori locali e l’innovazione digitale, il turismo archeologico può diventare un motore di sviluppo capace di coniugare conservazione, fruizione e promozione del patrimonio culturale dei piccoli Comuni.
Con la conferenza “Sviluppare l’accessibilità per un turismo culturale inclusivo”, spazio sull’importante necessità di rendere pienamente accessibili le destinazioni turistiche e il patrimonio culturale. Garantire a tutti la possibilità di viaggiare, conoscere e vivere i luoghi della cultura significa affermare il diritto alla bellezza e promuovere un turismo più sostenibile e inclusivo, ma anche riconoscere nell’accessibilità un motore di crescita sociale ed economica. Per l’Assessorato al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale della Regione Campania, il turismo accessibile rappresenta una leva strategica per la crescita economica e sociale del territorio. In Italia vale 9,6 miliardi di euro tra effetti diretti e indotti e rappresenta l’8,2% delle presenze turistiche nazionali; i turisti con disabilità o bisogni speciali che visitano la Campania sono oltre 400mila ogni anno, con introiti pari a 330 milioni di euro l’anno. Secondo le stime della Regione Campania il margine di crescita, con trasporti e siti uniformati a standard adeguati, porterebbe il settore a superare i 580 milioni annui.
Il tema della governance e della gestione del patrimonio archeologico sarà affrontato attraverso due distinti appuntamenti, dedicati rispettivamente ai modelli di gestione e al ruolo dell’archeologia nei processi di pianificazione territoriale.
Protagonista sarà anche, nel salone espositivo e nel programma conferenze, il volontariato a sostegno del patrimonio culturale con le associazioni culturali e di promozione sociale: ANA Associazione Nazionale Archeologi, Archeoclub d’Italia, CIA Confederazione Italiana Archeologi, FAI Fondo Ambiente Italiano, Gruppi Archeologici d’Italia, Touring Club Italiano.
Per la prima volta quest’anno i visitatori della BMTA avranno la possibilità di conoscere il Santuario ‘di frontiera’, quello di Hera Argiva alla foce del fiume Sele, recentemente aperto, che sarà compreso nelle visite guidate gratuite ai Parchi Archeologici di Paestum e Velia. L’interessante esempio di architettura greca occidentale è immerso nella natura dell’epoca; la visita comprende infatti il giardino dei melograni e delle querce, del mirto, della lavanda e del rosmarino, riproducendo il paesaggio che, secondo il geografo greco Strabone e lo storico romano Plinio il Vecchio, avrebbe accolto Giasone e i suoi Argonauti nel lungo viaggio, dopo la conquista del Vello d’oro, dalla Colchide alla Grecia. Dunque, è alla Foce del Sele che, intorno al VI secolo, per ringraziare la potente moglie-sorella di Zeus che li aveva protetti durante la difficile navigazione, i leggendari eroi avrebbero costruito un tempio proprio al confine, un luogo di culto di frontiera, che tagliava le acque della foce di un fiume e separava i greci della Piana di Poseidonia dagli Etruschi dei Picentini.
