Redazione 16 Ottobre 2026, 13:31 Milano, 16 ott. (askanews) – Francia e Germania hanno raggiunto...
Milano, 16 ott. (askanews) – Francia e Germania hanno raggiunto un’intesa politica per rivedere le regole europee sulle emissioni delle auto dal 2035 e rafforzare la preferenza europea negli incentivi pubblici. L’accordo, confermato su X dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, è contenuto in un documento congiunto del 15 ottobre pubblicato da Politico e punta a conciliare maggiore flessibilità per i costruttori, obiettivi climatici e tutela della produzione europea.
Il punto centrale è la riduzione del 90% delle emissioni medie di CO2 delle nuove auto dal 2035 rispetto al 2021, senza obbligo di compensare il restante 10%. La Commissione europea aveva già proposto di ridurre l’obiettivo dal 100% al 90%, ma imponendo ai costruttori di compensare le emissioni residue attraverso acciaio a basse emissioni e carburanti sostenibili. Francia e Germania chiedono ora di eliminare quest’obbligo, aprendo alla possibilità di continuare a vendere auto con motore termico anche dopo il 2035.
Prevista inoltre maggiore flessibilità sugli obiettivi intermedi, con una media delle emissioni sul biennio 2030-2031 e la possibilità di utilizzare crediti maturati nel 2029. Per le ibride plug-in con almeno 80 chilometri di autonomia elettrica verrebbe mantenuto fino al 2030 l’attuale fattore di utilizzo elettrico. Il documento propone anche una nuova categoria di veicoli considerati a zero emissioni se alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili o a basse emissioni prodotti in Europa.
In parallelo, Francia e Germania propongono criteri più stringenti per il Made in Europe. Dal 2028 le auto ammesse agli incentivi pubblici dovrebbero essere assemblate in Europa e avere almeno il 70% del valore dei componenti prodotto nel continente, escluse le batterie.
Per queste ultime sono previsti requisiti crescenti: almeno il 10% delle batterie dovrà integrare tre componenti principali prodotti in Europa, comprese le celle, dal 2028, quota che salirà al 20% dal 2030 e al 70% dal 2032, quando saranno richiesti cinque componenti europei. Previsti inoltre requisiti minimi del 50% per i componenti della propulsione elettrica e i principali sistemi elettronici. Gli incentivi pubblici e gli appalti sarebbero riservati ai veicoli conformi ai criteri europei.
Il pacchetto introduce anche supercrediti per le auto elettriche Made in Europe, con coefficienti da 1,2 fino a 1,5 per i modelli piccoli che utilizzano acciaio e alluminio europei a basse emissioni, in proporzione ai materiali impiegati. Una misura in linea con quanto chiesto al Salone di Parigi dall’ad di Stellantis, Antonio Filosa, per favorire le piccole elettriche E-Car, che il gruppo produrrà a Pomigliano dal 2028 con un prezzo obiettivo di 15mila euro. I supercrediti potrebbero entrare in vigore dal 2027 e proseguire oltre il 2035.
Un’altra novità riguarda l’apertura ai partner europei esterni all’Ue, compreso potenzialmente il Regno Unito, purché abbiano fatto parte del mercato unico al primo gennaio 2020, accettino condizioni di reciprocità e si allineino alle misure europee di difesa commerciale. Una condizione che potrebbe portare Londra ad avvicinarsi ai dazi Ue sulle auto elettriche cinesi. Secondo il Financial Times, Francia e Germania sostengono l’inclusione del Regno Unito nel Made in Europe a fronte di un maggiore allineamento commerciale con Bruxelles.
Francia e Germania propongono inoltre di sostituire gli obblighi rigidi sulle flotte aziendali con obiettivi nazionali indicativi e di trasferire le disposizioni automotive dell’Industrial Accelerator Act direttamente nel pacchetto auto, per accelerarne l’approvazione.
“Con la Germania abbiamo raggiunto un accordo per garantire il futuro del settore automobilistico europeo”, ha scritto Macron su X. “La nostra rotta resta invariata: ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e produrre i veicoli elettrici del futuro in Francia e in Europa. Questo significa preferenza europea”, ha aggiunto, auspicando che l’iniziativa franco-tedesca porti rapidamente a un accordo con gli altri partner.
“Una buona giornata per gli automobilisti e per l’occupazione in Germania, Francia ed Europa”, ha scritto Merz su X. “Con Emmanuel Macron abbiamo concordato un pacchetto per la libertà di scelta, l’apertura tecnologica e il rispetto degli obiettivi climatici. È un segnale per gli investimenti nell’industria”, ha aggiunto il cancelliere tedesco.
Il documento rappresenta la base negoziale comune delle due maggiori economie europee, ma non modifica ancora le norme in vigore. Per l’approvazione definitiva saranno necessari l’accordo degli altri Stati membri e il via libera del Parlamento europeo.
