Attenti alle bugie che sembrano verità

Salvo Fleres

Attenti alle bugie che sembrano verità

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Salvo Fleres |
giovedì 10 settembre 2026 - 6:19
Attenti alle bugie che sembrano verità

Salvo Fleres 10 Settembre 2026, 08:19 La tecnica comunicazionale basata su una bugia ripetuta molte...

10 Settembre 2026, 08:19

La tecnica comunicazionale basata su una bugia ripetuta molte volte, così da farla sembrare una verità, si chiama argumentum ad nauseam ed è nota in psicologia come “effetto illusione di verità” ed in politica come “tecnica della grande menzogna”.Il meccanismo funziona molto semplicemente attraverso la ripetizione continua e senza alcuna prova della stessa falsa notizia. In un simile contesto il cervello umano tende a credere a ciò che sente più spesso, scambiando la comune riconoscibilità per verità. Dopo un po’ che accade un simile fenomeno, chi ascolta smette di fare domande o di cercare le prove contrarie.Ricapitolando, i termini principali con i quali identificare e descrivere un tale infausto metodo comunicazionale sono i seguenti: l’argumentum ad nauseam, un termine latino che significa insistere su un argomento fino a dare la nausea per convincere i vari interlocutori.

Effetto illusione di verità, come funziona

L’effetto illusione di verità: che è il nome scientifico usato in psicologia per rappresentare il fenomeno in questione, che dimostra che le affermazioni ripetute appaiono più vere rispetto a quelle ascoltate una sola volta. Come già detto, in politica, un simile sistema viene definito della “grande menzogna”: vale a dire della propaganda, che viene ideata originariamente per descrivere una bugia così grande che nessuno penserebbe mai che qualcuno possa essersela inventata. La definizione inglese della tecnica comunicazionale e psicologica in cui si ripete una menzogna per farla apparire vera è “illusory truth effect”, che costituisce un bias cognitivo, cioè un errore automatico del cervello il quale, indipendentemente dalla veridicità della notizia, porta le persone a considerare un’affermazione più credibile semplicemente perché l’hanno già sentita o letta in passato.

Perché il cervello crede alle bugie ripetute

Ma perché la nostra mente ci casca? I motivi sono diversi, i più significativi sono la “familiarità”, in quanto ciò che suona familiare viene scambiato per vero e la fluidità cognitiva, poiché le frasi già ascoltate si elaborano più rapidamente. In tal senso il cervello interpreta questa semplicità come un indizio di correttezza e tende a crederci. Insomma, proviamo a stare attenti a certa comunicazione, che prima vara i piani di propaganda e poi ci crede. Questo accade perché il nostro cervello cerca sempre di risparmiare energia e per farlo utilizza una sorta di scorciatoia che si chiama fluidità cognitiva: se un informazione è facile da elaborare la si accetta come vera, quando si sente una bugia per la prima volta la si rifiuta, quando la senti per diverse volte ti suona familiare e l’accetti, in quanto il cervello scambia la frequenza con una sorta di prova di verità.

Troppe notizie e propaganda, il rischio della disinformazione

E poi c’è il tema della quantità di notizie, che ci porta a considerare vere quelle che rimbalzano più facilmente dai giornali alle emittenti radiotelevisive o ai social, fino a diventare di dominio pubblico. La situazione è complessa, tuttavia ci si può difendere, ma come? Per esempio non fermandosi alla notizia e a chi l’ha diffusa, anzi, cercando di andare alla fonte, meglio se si risale a più fonti, così da poterle confrontare e valutare. Insomma è bene dubitare, soprattutto se le notizie appaiono perfette e perfettamente ripetute. Poi è consigliabile controllare le varie informazioni e le varie affermazioni, magari consultando direttamente le fonti reali o avvalendosi di siti di controllo che siano indipendenti.

Comunicazione, propaganda e responsabilità nell’informazione

L’uso delle comunicazione, la sua distorsione, il suo impiego finalizzato non alla semplice e leale informazione, ma alla propaganda, non è certo un fenomeno di questi tempi, anzi, è sempre esistito ed ha sempre utilizzato i metodi che il tempo e la tecnologia mettevano a disposizione. Il fatto è che oggi i mezzi sono aumentati di numero, di velocità e di diffusione, mentre non è aumentata la correttezza, l’etica, la deontologia e gli effetti sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. Così com’è evidente l’aumento dei cosiddetti “analfabeti funzionali” a cui, soprattutto se parli alla loro pancia, puoi dare a bere qualsiasi cosa, dal terrapiattismo alla inutilità dei vaccini, in quanto non sono in grado di comprendere ciò che leggono e fanno da gratuita cassa di risonanza per qualsiasi stupidaggine.

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Fonte: QdS.it