Piazza Camera di Commercio di Palermo Tutto da rifare per l’intitolazione della piazza antistante la...
Tutto da rifare per l’intitolazione della piazza antistante la Camera di Commercio di Palermo, che da toponomastica è già stata assegnata allo scrittore Andrea Camilleri. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia ha accolto l’appello presentato dall’erede di Giovanni e Lucia Pravatà, assistito dalle avvocate Tiziana Milana e Nadia Spallitta, annullando la sentenza del TAR Palermo che aveva dichiarato il difetto di legittimazione attiva del ricorrente in relazione a una annosa vicenda legata all’intitolazione della piazza al nonno e alla madre.
Chi erano Giovanni e Lucia Pravatà
In particolare, il commendatore Giovanni Pravatà, già partigiano, è stato un personaggio pubblico di rilievo, avendo ricoperto dal 1947 al 1975 la carica di presidente della Camera di Commercio di Palermo. Fu protagonista della rinascita del tessuto economico siciliano, contribuendo alla realizzazione di importanti infrastrutture, tra cui la costruzione del palazzo oggi sede della Camera di Commercio di Palermo, dell’aeroporto di Punta Raisi, la ristrutturazione del porto di Palermo e la fondazione della Fiera del Mediterraneo. Si distinse inoltre, insieme alla figlia Lucia, per l’azione di promozione della cooperazione mediterranea.
Lucia Pravatà, tra le prime donne laureate in Chimica, docente universitaria e presidente onoraria della Società Italiana di Ecologia Umana, è stata una pioniera della coscienza ecologica in Italia, avviando anche uno dei primi corsi di studi in educazione ambientale. Figura di chiara fama, era apprezzata a livello della comunità scientifica internazionale.
Andrea Camilleri o i Pravatà
Il Comune e la Prefettura, nonostante l’acquisizione iniziale di pareri favorevoli da parte degli uffici competenti, avevano di fatto rigettato domanda di intitolazione della piazza ai benemeriti concittadini Giovanni e Lucia Pravatà, significativa per la storia della famiglia Pravatà, indicando in alternativa un piccolo tratto di una via minore. Tale scelta era motivata dalla volontà di privilegiare l’intitolazione della stessa piazza allo scrittore Camilleri, peraltro mai formalmente richiesta da cittadini o familiari.
Il TAR Palermo aveva rigettato il ricorso dell’erede contro i provvedimenti delle amministrazioni pubbliche per motivi processuali, ritenendo che lo stesso non fosse legittimato ad agire.
Con una decisione di rilievo, il CGA ha invece chiarito i principi in materia di legittimazione processuale, riconoscendo pienamente tale legittimazione in capo al ricorrente, in quanto “non agisce quale cittadino qualunque, ma come discendente diretto dei soggetti cui l’intitolazione è riferita (figlio della signora Lucia Pravatà e nipote del signor Giovanni Pravatà) e assume che l’esito dell’azione amministrativa incida, in maniera immediata e personale, su una vicenda commemorativa che non è astratta, ma ancorata a persone determinate e a una proposta che porta i loro nomi”.
Secondo il CGA, i diretti discendenti “non possono considerarsi, sul piano giuridico, meri spettatori privi di qualsiasi posizione differenziata, essendo invece titolari di un interesse legittimo alla corretta esplicazione del potere”.
“È proprio in materia di toponomastica – avverte ancora il CGA – che la giurisprudenza evidenzia, con particolare nettezza, come l’incidenza degli atti non debba essere letta esclusivamente entro le forme di una destinazione individuale tipica, poiché la denominazione di un luogo vive nella realtà urbana, si traduce in effetti immediati e può coinvolgere posizioni differenziate anche al di fuori della figura del destinatario formale”.
Decisione del Tar annullata
La sentenza del TAR è stata quindi annullata con rinvio al primo giudice per la decisione nel merito del ricorso. “Alla luce di questa rilevante decisione – dichiarano le legali Tiziana Milana e Nadia Spallitta – auspichiamo che si possa riaprire un confronto con gli enti preposti, affinché, dopo anni di attesa, la piazza possa essere intitolata a queste importanti figure, che hanno inciso profondamente, senza mai ricevere adeguato riconoscimento, su innovazione scientifica, emancipazione femminile e progresso sociale e culturale della nostra città”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram