Aeroporto, Musumeci ha ragione e torto

Carlo Alberto Tregua

Aeroporto, Musumeci ha ragione e torto

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Carlo Alberto Tregua |
sabato 22 agosto 2026 - 5:10
Aeroporto, Musumeci ha ragione e torto

Immagine da ImagoeconomicaTariffe trasporto aereo merci Carlo Alberto Tregua 22 Agosto 2026, 07:10 Conosco Nello...

22 Agosto 2026, 07:10

Conosco Nello Musumeci dal 1992. Ritengo che sia una persona onorevole e lo considero mio amico, anche se, forse, lui si lagna del fatto che ho l’abitudine di dire sempre “tutto quello che c’è sotto”.
Posso testimoniare che è stato un ottimo presidente della Provincia di Catania; a lui si debbono le strade fra Catania e Adrano, la ricostruzione della strada di Etna Sud e tante altre buone attività.
Ho avuto modo di esprimere valutazioni non positive, invece, per la sua presidenza della Regione, in quanto gli obiettivi dichiarati a me nel corso del primo Forum pubblicato il 13 luglio 2019, non sono stati raggiunti.
Ma questo non mette in discussione la natura della persona, mette in discussione la sua qualifica di presidente della Regione.
Sono testimone della sua iniziativa del 1999 nella quale proponeva di spostare l’aeroporto di Catania verso il Centro-Sicilia, nel territorio dell’Ennese. Peccato che quell’iniziativa non si trasformò in un progetto.

Musumeci aveva ragione quando proponeva l’istituzione di un nuovo aeroporto del Centro-Sicilia, non già di uno spostamento di quello catanese. Ma aveva torto quando aggiunse che l’istituzione di un nuovo scalo avrebbe comportato la chiusura di quello etneo.
È vero che ogni certo numero di anni il nostro amato vulcano si sveglia ed erutta lava e cenere in quantità variabile. Bisogna ricordare che questa è un’attività benefica perché consente al nostro gigante di scaricare all’esterno le immense tensioni che vi sono nel suo addome. Se non lo facesse, probabilmente tutto il territorio sovrastante ne risentirebbe, con danni enormi per le popolazioni, le città e i paesi.
Dunque, bisogna accogliere con favore queste manifestazioni, che costituiscono uno sfogo salutare per l’Etna. Che poi la cenere possa ostruire per qualche giorno o, come nel caso recente, per qualche settimana le partenze e gli arrivi degli aeromobili dello scalo catanese è un danno secondario e sopportabile rispetto, invece, all’enorme vantaggio che per undici mesi e mezzo esso è aperto e funziona bene, sotto l’ottima gestione di Nico Torrisi.

Un nuovo scalo per alleggerire l’aeroporto di Catania

Riprendiamo l’iniziativa di Musumeci per dire che sarebbe opportuna la formazione di un consorzio fra le province di Enna, Caltanissetta e Agrigento, nonché le stesse tre città e anche le Camere di Commercio di quell’area, per proporre al presidente della Regione un progetto istitutivo dello scalo “Centro-Sicilia”.
Esso avrebbe la funzione di scaricare la massa di passeggeri che arriva sull’aeroporto di Catania in quanto gli abitanti di quelle tre province potrebbero utilizzarlo senza bisogno di fare centinaia di chilometri.
Non pensiamo a un aeroporto tipo quello di Comiso, ma dimensionato, per esempio, a quello di Firenze o di Bologna o di Verona.
Non ci dicano per favore che due aeroporti a distanza di una settantina di chilometri si fanno la concorrenza. Che dovremmo dire, che Malpensa dista da Milano 50 chilometri e Milano dista da Orio al Serio 50 chilometri. La risposta corale sarebbe che in quell’area vi è un traffico enorme. Giusto, ma anche in Sicilia, con la presenza dello scalo Centro-Sicilia, aumenterebbero fortemente i movimenti non solo di persone, ma anche di beni e servizi, fra cui i prodotti della terra, per farli arrivare nel Nord o in Centro Europa in tempo reale.

Investimenti e infrastrutture per la Sicilia

L’investimento per costituire “L’aeroporto Centro-Sicilia” non è cospicuo e in ogni caso vi sarebbero investitori internazionali pronti a mettere a disposizione le relative somme, a condizione che il progetto fosse redatto dai migliori professionisti nazionali e internazionali e che la burocrazia non si mettesse di traverso per impedire la costruzione di questo manufatto.
La nostra Isola ha bisogno di infrastrutture, di tante infrastrutture, materiali e immateriali. Le risorse finanziarie necessarie non sono un limite perché oggi vi è una disponibilità per la costruzione delle stesse praticamente senza limiti.
Il limite che abbiamo è la nostra incapacità, come siciliani, di pensare in grande e di utilizzare rapporti internazionali, fondamentali per velocizzare la ruota economica.
Riassumendo: le aree ci sono, i soldi ci sono, le intelligenze professionali ci sono. Cosa manca? La capacità istituzionale di un’iniziativa benefica sotto tutti i punti di vista: lo scalo Centro-Sicilia!

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  • Editoriale

Fonte: QdS.it