“Il nostro Ciak”, coinvolte 425 persone in 18 mesi: il bilancio del progetto
Mazara del Vallo – Il progetto ha coinvolto 425 persone in diciotto mesi, superando ampiamente le previsioni iniziali e trasformando i partecipanti da semplici destinatari in protagonisti attivi.
Sono stati presentati a Monopoli i risultati conclusivi di “Il nostro Ciak – Protagonisti del cambiamento. Arte, comunicazione e talenti per una società inclusiva”, progetto promosso dalla UILDM – Sezione di Mazara del Vallo insieme a una rete nazionale di partner.
Il workshop finale si è svolto il 29 ottobre al Teatro Radar ed è stato dedicato alla restituzione dei risultati, alla condivisione delle buone pratiche e alla valorizzazione dei percorsi personali e formativi sviluppati durante le attività.
Coinvolte 425 persone in 18 mesi
Il dato più significativo riguarda il numero complessivo dei partecipanti.
Il progetto ha coinvolto 425 persone, delle quali 238 con disabilità e 187 in condizioni di disagio economico.
Il risultato ha superato di oltre tre volte il numero dei beneficiari inizialmente previsto.
Ragazze e ragazzi hanno utilizzato videocamere, pennelli, microfoni e strumenti di comunicazione per sperimentare nuovi linguaggi, sviluppare competenze e raccontare la realtà attraverso il proprio punto di vista.
L’obiettivo è stato superare un modello di inclusione basato esclusivamente sull’assistenza, mettendo invece al centro capacità, aspirazioni e potenzialità personali.
Arte e comunicazione come strumenti di crescita
Il cuore del progetto è stato rappresentato dai laboratori tematici.
Le attività artistiche, narrative e multimediali hanno permesso ai partecipanti di raccontare identità, territori, sogni e difficoltà.
Non si è trattato soltanto di produrre contenuti creativi, ma di costruire percorsi capaci di rafforzare autonomia, consapevolezza, responsabilità e competenze spendibili anche nei contesti sociali e lavorativi.
Il progetto ha inoltre puntato sulla personalizzazione dei percorsi, sull’ascolto e sulla valorizzazione delle capacità individuali.
Una rete nazionale di associazioni
“Il nostro Ciak” è stato finanziato nell’ambito dell’Avviso n. 2/2024 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Capofila del progetto è stata la UILDM – Sezione di Mazara del Vallo, affiancata da una rete nazionale composta da A.N.I.S. Regione Puglia, Atlantis 27 ODV, Nuovi Orizzonti, FISH FVG, FISH Calabria, Fondazione Messina, FIADDA APS, FIADDA Roma APS, AVI Umbria, Crescere Insieme e Legambiente.
La collaborazione tra realtà provenienti da territori differenti ha consentito di condividere esperienze, strumenti e modalità di intervento.
Il workshop conclusivo a Monopoli
Durante l’appuntamento finale sono stati proiettati immagini, video e materiali realizzati nei diversi territori coinvolti.
Una mostra fotografica ha inoltre documentato le attività e i risultati raggiunti.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Monopoli Angelo Annese, dell’assessora Antonella Fiume e della presidente di ANIS Regione Puglia APS Anna Capra, la project manager Giuseppa Adamo ha illustrato il percorso, gli obiettivi e il valore della collaborazione tra i partner.
Particolare attenzione è stata dedicata al confronto dal titolo “Dalle capacità alle opportunità: il valore dei percorsi personalizzati”.
Da destinatari a protagonisti
Uno degli aspetti centrali del progetto è stato il cambiamento nel ruolo dei partecipanti.
Non semplici destinatari delle attività, ma persone chiamate a raccontarsi, creare e prendere parte direttamente ai percorsi.
Il coinvolgimento ha prodotto risultati anche sul piano dell’autostima, delle capacità relazionali e delle competenze trasversali.
Durante il workshop, Giuseppa Adamo ha sottolineato come molti partecipanti, che diciotto mesi prima non avevano mai utilizzato una videocamera, siano arrivati a raccontare attraverso immagini e video le proprie città, i propri sogni e le difficoltà quotidiane.
Il ricordo di Giovanna Tramonte
Nel corso dell’incontro è stata ricordata anche Giovanna Tramonte, presidente della UILDM di Mazara del Vallo, scomparsa improvvisamente lo scorso agosto.
Giuseppa Adamo ha collegato il ricordo della presidente al significato più profondo del percorso realizzato.
“Oggi non abbiamo chiuso un progetto. Abbiamo acceso una luce”, ha affermato, sottolineando il valore delle storie e dei risultati raggiunti dai ragazzi.
La project manager ha evidenziato inoltre l’importanza di trasformare le esperienze maturate in interventi concreti per il superamento delle barriere e per una maggiore partecipazione alla vita della comunità.
Un’eredità da non disperdere
Il workshop si è concluso con i ringraziamenti rivolti ai beneficiari, alle famiglie, ai partner, ai professionisti, ai volontari e alle istituzioni coinvolte.
I risultati, secondo gli organizzatori, non si misurano soltanto attraverso il numero dei partecipanti.
Il valore dell’esperienza riguarda soprattutto le opportunità offerte, le competenze sviluppate, le relazioni costruite e la possibilità per ogni persona di sentirsi parte attiva della comunità.
“Il nostro Ciak” lascia quindi un messaggio destinato a proseguire oltre i diciotto mesi di attività: una società inclusiva non si limita ad accogliere le differenze, ma crea le condizioni perché ciascuno possa esprimersi, contribuire e diventare protagonista.
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