Consorzi di Bonifica, sindacati: stipendi bloccati per oltre 240 famiglie
Trapani – Gli stipendi dei lavoratori sono bloccati nei Consorzi di Bonifica 2 Palermo e 1 Trapani. A denunciarlo sono FAI Cisl Palermo Trapani, FLAI Cgil Palermo e Trapani e FILBI Palermo e Trapani, che annunciano possibili iniziative di protesta in assenza di risposte immediate.
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, nelle casse dell’Ente sarebbero presenti le somme necessarie per liquidare le retribuzioni. Tuttavia, i pagamenti non sarebbero stati ancora effettuati a causa dell’assenza del Direttore Generale, attualmente in ferie, e della conseguente impossibilità di firmare i mandati.
Sindacati: “Risorse disponibili, ma stipendi fermi”
Le organizzazioni sindacali parlano di una situazione “gravissima e inaccettabile”.
Il problema, secondo quanto denunciato, non riguarderebbe la mancanza delle risorse economiche, ma un blocco amministrativo legato alla firma degli atti necessari per autorizzare i pagamenti.
FAI Cisl, FLAI Cgil e FILBI sottolineano inoltre che l’assenza del Direttore Generale inciderebbe anche sulla possibilità di adottare altri provvedimenti urgenti e indifferibili necessari al funzionamento dell’Ente.
Per i sindacati, la direzione e l’intera governance avrebbero dovuto predisporre per tempo soluzioni organizzative capaci di evitare una situazione del genere.
Sbloccati i pagamenti per gli stagionali
Un primo risultato, secondo le sigle sindacali, sarebbe stato raggiunto per i lavoratori stagionali.
Le pressioni esercitate nelle ultime ore avrebbero infatti consentito di sbloccare i relativi mandati di pagamento.
Resta però irrisolta la situazione degli altri dipendenti.
“Diventa oltremodo insensato – affermano i sindacati – che non si sia provveduto, parimenti, anche agli emolumenti di tutti i dipendenti, soprattutto dopo gli enormi sforzi fatti per recuperare le risorse”.
Oltre 240 famiglie interessate
Gli stipendi dei lavoratori sono bloccati in un periodo che le organizzazioni sindacali descrivono come particolarmente difficile per le famiglie.
Secondo quanto riportato nel comunicato, sarebbero oltre 240 i nuclei familiari coinvolti nella vicenda.
Il mancato pagamento delle retribuzioni, sottolineano le sigle, arriva in una fase segnata dall’aumento del costo della vita e dalle difficoltà economiche che gravano sui lavoratori.
Per FAI Cisl, FLAI Cgil e FILBI, la situazione appare ancora più grave proprio perché le somme necessarie sarebbero già disponibili.
Il ruolo dei lavoratori nei servizi di bonifica
I sindacati evidenziano inoltre il ruolo svolto quotidianamente dal personale nei Consorzi.
I dipendenti sono impegnati nel completamento dei progetti e nelle attività di manutenzione necessarie al funzionamento del sistema di bonifica.
Il loro lavoro, secondo le organizzazioni, incide direttamente anche sulla capacità di garantire risposte alle aziende agricole e ai produttori che dipendono dai servizi irrigui.
Per questo motivo, il problema delle retribuzioni non viene considerato soltanto una vertenza interna all’Ente, ma una questione che riguarda il corretto funzionamento dell’intero sistema.
“Inaccettabile non pagare in presenza dei fondi”
Le organizzazioni sindacali ribadiscono che le dinamiche interne non possono ricadere sui lavoratori.
“In presenza delle risorse economiche – affermano – non si può non procedere al pagamento delle retribuzioni per dinamiche interne”.
FAI Cisl, FLAI Cgil e FILBI chiedono quindi un intervento rapido da parte dei vertici consortili, affinché vengano sbloccate tutte le spettanze dovute ai dipendenti.
Possibili azioni di protesta
In assenza di risposte, i sindacati annunciano l’avvio di iniziative di mobilitazione.
Le organizzazioni precisano infatti che, qualora non dovesse arrivare un riscontro in tempi brevi, saranno pronte ad attivare “ogni azione di lotta ritenuta opportuna”.
La vertenza coinvolge il Consorzio di Bonifica 2 Palermo e il Consorzio 1 Trapani e mette nuovamente al centro il tema della gestione del personale e della continuità amministrativa degli enti.
I lavoratori attendono adesso lo sblocco delle retribuzioni e una soluzione che eviti il ripetersi di situazioni analoghe.
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