Trapani, disordini nel carcere Pietro Cerulli: rafforzato il dispositivo di sicurezza
Trapani – Disordini nel carcere di Trapani, dove un gruppo di detenuti ha dato vita a una protesta all’interno del reparto Mediterraneo della Casa Circondariale “Pietro Cerulli”.
Secondo quanto riferito dai sindacati della Polizia Penitenziaria, durante i disordini sarebbero stati provocati danneggiamenti e alcuni detenuti sarebbero riusciti ad aprire i cancelli che conducono ai cortili dei passeggi.
La situazione ha reso necessario il rafforzamento del dispositivo di sicurezza, con il richiamo in servizio di personale libero dal turno e l’attivazione di ulteriori rinforzi.
Rafforzata la sicurezza dentro e fuori il carcere
Il personale della Polizia Penitenziaria è stato richiamato in servizio per fronteggiare la situazione.
Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, è stato inoltre attivato il protocollo operativo regionale e sono state allertate le altre Forze dell’Ordine per garantire la sicurezza anche all’esterno dell’istituto.
Sappe e Consipe riferiscono anche della richiesta di supporto del Gruppo di Intervento Operativo, reparto specializzato della Polizia Penitenziaria.
Al momento, secondo le informazioni diffuse dai sindacati, non sarebbero ancora chiari i motivi che hanno dato origine alla protesta.
Sappe: “Episodio estremamente grave”
Disordini nel carcere di Trapani che hanno suscitato forte preoccupazione nelle organizzazioni sindacali.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, parla di “un episodio estremamente grave” e sottolinea le difficoltà che il personale incontra nel garantire ordine e sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.
Secondo Capece, il fatto che alcuni detenuti siano riusciti a provocare danneggiamenti e ad aprire i cancelli dei cortili rappresenta una situazione che non può essere sottovalutata.
Il Sappe chiede organici adeguati, strumenti di intervento efficaci e interventi sulle condizioni organizzative e strutturali dell’istituto.
Consipe: “Servono strumenti adeguati”
Anche il Consipe interviene sulla situazione nel reparto Mediterraneo.
Il vicepresidente Francesco Davide Scaduto riferisce che alcuni detenuti avrebbero oltrepassato le aree dei passeggi, raggiungendo altri spazi dell’istituto.
Il sindacato chiede maggiori strumenti per la gestione dei detenuti ritenuti più problematici e interventi capaci di garantire la sicurezza del personale e dell’intera struttura.
Secondo Consipe, le criticità del reparto Mediterraneo renderebbero necessarie misure più incisive.
Uil Fp denuncia sovraffollamento e carenza di personale
La Uil Fp Polizia Penitenziaria torna invece a porre l’accento sulle condizioni dell’istituto.
Gennarino De Fazio, responsabile nazionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria, riferisce che nel carcere di Trapani sarebbero presenti 591 detenuti a fronte di 480 posti, con un livello di sovraffollamento indicato dal sindacato nel 123%.
Secondo la stessa organizzazione sindacale, il personale disponibile sarebbe inferiore alle necessità dell’istituto.
La Uil richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni strutturali del reparto Mediterraneo, per il quale erano già stati sollecitati interventi di ristrutturazione.
Chiesti interventi sulla struttura
Anche Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo nazionale Uil Fp Polizia Penitenziaria, sottolinea le criticità del reparto interessato dalla protesta.
Il sindacato afferma di avere più volte chiesto interventi sulla struttura, evidenziando problemi legati alla vetustà e alle condizioni degli ambienti.
Le organizzazioni sindacali chiedono quindi interventi sia sul fronte della sicurezza sia su quello degli organici e delle strutture.
La priorità resta il completo ripristino dell’ordine all’interno del Pietro Cerulli e la tutela del personale in servizio, mentre proseguono le verifiche per chiarire quanto accaduto e le ragioni alla base della protesta.
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