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Concluse le indagini su 31 agenti penitenziari: esclusa l’accusa di tortura

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lunedì 26 ottobre 2026 - 13:00

Trapani, concluse le indagini su 31 agenti penitenziari: esclusa l’accusa di tortura

Trapani – Concluse le indagini su 31 agenti penitenziari coinvolti nell’inchiesta sulle presunte violenze ai danni di detenuti nella sezione Blu del carcere “Pietro Cerulli” di Trapani.

La Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Dal quadro accusatorio è stata esclusa l’ipotesi di tortura, mentre restano, a vario titolo, le contestazioni di abuso di autorità contro detenuti, falso ideologico e calunnia.

L’indagine partita dalla denuncia di un detenuto

L’inchiesta era iniziata nel settembre 2021 dopo la denuncia presentata da un detenuto.

Nel corso degli accertamenti investigativi sarebbero state utilizzate anche telecamere nascoste installate nel reparto di isolamento.

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, le immagini avrebbero documentato episodi di presunte percosse, denudamenti e lanci di liquidi all’interno delle celle, riferiti al periodo compreso tra il 2022 e il 2023.

Le relazioni di servizio al centro degli accertamenti

Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato presunte incongruenze tra alcune relazioni di servizio redatte dagli agenti e quanto registrato dalle telecamere.

Da questi elementi derivano anche le contestazioni di falso ideologico e calunnia che, insieme all’abuso di autorità contro detenuti, restano nel procedimento.

Esclusa l’ipotesi di tortura

Concluse le indagini su 31 agenti penitenziari, uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’esclusione dell’accusa di tortura.

Il passaggio arriva dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo, che aveva accolto i ricorsi delle difese.

Erano stati così annullati gli arresti domiciliari disposti per undici agenti e la sospensione dal servizio per altri quattordici.

Il procedimento non è ancora concluso

La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari non equivale a una richiesta di rinvio a giudizio né a una pronuncia di responsabilità.

Gli indagati potranno infatti presentare memorie difensive, depositare documenti e chiedere di essere interrogati.

Successivamente la Procura valuterà le determinazioni da assumere, compresa l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Per tutti gli indagati resta valido il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna


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