Cantieristica nel Trapanese, imprese e istituzioni lavorano a una strategia comune
Trapani – La cantieristica nel Trapanese prova a ripartire da un confronto diretto tra imprese, operatori, istituzioni e mondo della formazione. All’Antico Lazzaretto di Trapani si è svolto il tavolo di comparto promosso dal GAL Pesca Trapanese, con il supporto della Lega Navale Italiana – Sezione di Trapani e del Distretto Nautico del Mediterraneo.
L’obiettivo è arrivare a un documento programmatico costruito con chi lavora quotidianamente nel settore, da presentare il 29 ottobre a Castellammare del Golfo, nell’ambito del Seacily.
L’iniziativa dà seguito agli Stati Generali dello Sviluppo Costiero della provincia di Trapani e rientra nel Terzo Pilastro della Strategia Blu Trapani 2028-2034, dedicato alla cantieristica, alla nautica da diporto e alle attività collegate.
Cantieristica nel Trapanese, un documento costruito con le imprese
Il direttore del GAL Pesca Trapanese, Giampiero Cappellino, ha sottolineato che il lavoro non sarà costruito “a tavolino”, ma attraverso il confronto con imprese e operatori.
Il metodo utilizzato è quello dell’Open Space Technology, pensato per raccogliere idee, esigenze e proposte e trasformarle in un programma operativo.
Il confronto si è sviluppato attorno a tre grandi aree: investimenti infrastrutturali e aziendali, formazione e innovazione tecnologica, reti e collaborazione tra gli operatori.
L’obiettivo è individuare priorità che possano poi trovare sostegno attraverso risorse europee, nazionali e regionali.
La proposta di una sezione specializzata nel Distretto Nautico
Dal GAL è arrivata anche una proposta organizzativa rivolta alle imprese del settore.
L’idea è quella di creare una sezione specializzata all’interno del Distretto produttivo della Nautica del Mediterraneo, già riconosciuto e operativo.
La scelta, secondo Cappellino, consentirebbe di evitare la nascita di nuove strutture e di inserirsi invece in una realtà già esistente, capace di rappresentare il territorio anche nell’ambito dei distretti produttivi siciliani.
Tre tavoli per costruire il futuro del comparto
Il supporto scientifico e metodologico è stato affidato a STEP srl.
Gildo La Barbera ha spiegato che il confronto punta ad approfondire le prospettive della nautica e del diporto non soltanto nell’area del GAL, ma nell’intera provincia.
Gli operatori sono stati suddivisi in tre tavoli dedicati agli investimenti, alla formazione e innovazione e alle reti tra imprese.
Dal confronto dovranno emergere proposte utili per costruire un programma di interventi concreto.
Il documento sarà presentato al Seacily
Al tavolo ha partecipato anche Andrea Ciulla, presidente di Assonautica Palermo.
Ciulla ha collegato direttamente il lavoro avviato a Trapani con il Seacily, il salone nautico in programma a Castellammare del Golfo dal 29 ottobre al 1° novembre.
In quell’occasione sarà presentato il documento programmatico nato dal confronto con gli operatori.
Sempre durante il Seacily, OsserMare e Informare, insieme al Centro Studi Tagliacarne, presenteranno un focus dedicato ai numeri dell’economia del mare in Sicilia.
Bacino di carenaggio, Panfalone: “Un asset fondamentale”
Uno dei temi più forti emersi nel corso dell’incontro riguarda il bacino di carenaggio del porto di Trapani.
Gaspare Panfalone, presidente della Riccardo Sanges & C., ha ricordato il ruolo storico della cantieristica trapanese e delle maestranze specializzate.
Secondo Panfalone, il bacino rappresenta un patrimonio che Trapani non può permettersi di perdere.
La proposta è quella di vincolare la struttura alla portualità trapanese e costruire un percorso condiviso per rilanciarla.
Il tema non riguarda soltanto il porto di Trapani, ma l’intera rete delle attività legate allo shipping, alla pesca, alla manutenzione e alla nautica.
Quinci: “La cantieristica è centrale per lo sviluppo dei porti”
Sul tema è intervenuto anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci.
Per Quinci, il territorio non può più permettersi incertezze e rinvii.
Il presidente del Libero Consorzio considera la cantieristica nel Trapanese una componente essenziale per il futuro della portualità provinciale.
Il bacino di carenaggio viene indicato come uno degli elementi centrali di questa strategia.
Quinci ricorda che la struttura appartiene alla Regione e che, nonostante gli interventi effettuati negli anni, dal 2019 la questione non è ancora stata risolta.
“Bisogna decidere e farlo tutti insieme”
Quinci richiama anche il valore storico del bacino, legato a maestranze conosciute a livello internazionale.
Secondo il presidente, il rilancio potrebbe produrre effetti positivi non soltanto a Trapani, ma anche negli altri porti provinciali, compresi Mazara del Vallo e Marsala.
Da qui la proposta di avviare un nuovo tavolo con la Regione, coinvolgendo GAL, imprenditori, Comuni e istituzioni.
“La politica, le istituzioni, hanno il compito di decidere. Bene, bisogna decidere e farlo tutti insieme”, è il messaggio conclusivo di Quinci.
Il presidente richiama inoltre l’attenzione sulla sicurezza della struttura, ricordando quanto accaduto nel 2019, quando forti raffiche di vento provocarono la rottura degli ormeggi e lo spostamento del bacino all’interno dell’area portuale.
Fondali troppo bassi e opportunità perse
Dal confronto con gli operatori è emersa con forza anche la questione dell’escavazione dei fondali.
Secondo quanto segnalato, alcune imbarcazioni con pescaggi tra 3,90 e 4,10 metri oggi non possono essere accolte, nonostante la presenza di banchine e servizi già disponibili.
Un limite che produce conseguenze sull’intero indotto.
L’arrivo di imbarcazioni di grandi dimensioni, infatti, genera ricadute economiche non soltanto per i servizi nautici, ma anche per ristorazione, commercio e attività collegate.
Concessioni, porti e coordinamento istituzionale
Tra i temi destinati ad arrivare ai tavoli politico-legislativi figurano anche la gestione delle concessioni demaniali e il governo dei porti.
La questione interessa Trapani, Mazara del Vallo e Bonagia, dove cantieri e strutture per il diporto convivono negli stessi scali.
Il GAL lavorerà a un coordinamento con Autorità di Sistema Portuale, Regione e altri porti della provincia.
Il tema rientra nel Primo Pilastro della Strategia Blu, quello dedicato alla portualità, che sarà affrontato in un prossimo incontro specifico.
Un questionario per raccogliere nuove proposte
Il lavoro prosegue anche attraverso un questionario rivolto agli operatori.
Lo strumento servirà a raccogliere indicazioni sugli investimenti pubblici ritenuti prioritari, sugli interventi privati già programmati e su ulteriori idee per lo sviluppo del comparto.
I risultati saranno integrati nel documento programmatico che verrà presentato al Seacily.
Il GAL Pesca Trapanese punta così a consolidare una struttura stabile dedicata alla Blue Economy e a trasformare l’Antico Lazzaretto in un luogo di servizi e confronto per il sistema della nautica provinciale.
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