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Pesca a Mazara, CIFA chiede un tavolo tecnico permanente per salvare la marineria

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martedì 13 ottobre 2026 - 18:43

La marineria di Mazara chiede una strategia condivisa

Mazara del Vallo – La marineria mazarese ha bisogno di una strategia condivisa per uscire da una crisi che non riguarda soltanto il fermo delle imbarcazioni, ma il futuro stesso del comparto.

Il fermo tecnico è terminato alla mezzanotte del 5 ottobre, ma la ripartenza resta parziale. Dopo oltre due mesi di sostanziale inattività, soltanto alcuni pescherecci sono tornati in mare, mentre altre unità restano ferme alle banchine per difficoltà economiche, operative e, in alcuni casi, per la necessità di completare gli equipaggi.

CIFA propone un tavolo tecnico permanente

Secondo CIFA Trapani, la situazione non può essere affrontata attraverso interventi isolati o mettendo in contrapposizione le esigenze degli armatori con quelle dei pescatori.

Il presidente provinciale Gaspare Ingargiola propone quindi l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con rappresentanti delle imprese, lavoratori della pesca, organizzazioni di categoria e istituzioni competenti. L’obiettivo sarebbe quello di costruire una piattaforma comune basata su dati reali, analisi tecniche e obiettivi condivisi.

Prima servono numeri certi

Per CIFA, prima di decidere quali misure adottare è necessario conoscere con precisione lo stato della flotta.

Quante sono le unità operative, quali caratteristiche hanno, quanto pesa realmente lo sforzo di pesca, quali sono i costi giornalieri, quali quantità di prodotto sono disponibili e quali condizioni rendono ancora sostenibile un’impresa: sono questi, secondo Ingargiola, i dati da cui partire per elaborare proposte credibili.

Quote e pesca del gambero rosso

Tra le questioni più urgenti c’è quella della pesca del gambero rosso, insieme al sistema delle quote e alla limitazione delle aree oggi accessibili ai pescherecci di Mazara.

CIFA ritiene necessario mantenere aperto il confronto con il MASAF anche sull’ipotesi di passare dalle quote di segmento a quote individuali, evitando assegnazioni che, per alcune imprese, potrebbero risultare troppo basse per garantire la sostenibilità economica dell’attività.

Il peso del caro carburante

Un altro nodo centrale resta quello del gasolio. Secondo quanto riportato da CIFA, un singolo peschereccio potrebbe arrivare a consumare tra 1.500 e 2.000 litri al giorno, con un impatto molto pesante sui costi di esercizio.

Per Ingargiola non bastano quindi misure temporanee. Servirebbe un progetto strutturale capace di intervenire sulla competitività complessiva delle imprese, valutando anche ipotesi di ristrutturazione della flotta.

Rottamazione e rinnovo delle imbarcazioni

Tra le proposte da discutere c’è anche quella di ridurre lo sforzo di pesca attraverso la rottamazione delle unità più vecchie, accompagnata da un programma selettivo di demolizione e ricostruzione.

CIFA sottolinea però che ogni scelta dovrebbe essere affrontata con numeri alla mano, evitando soluzioni generiche e valutando con attenzione l’impatto sul lavoro, sulla capacità produttiva e sulla tenuta economica del settore.

Infrastrutture portuali e welfare per i lavoratori

Per Giuseppe Sciacca, responsabile dell’area legale lavoro marittimo di CIFA, la crisi della pesca mazarese richiede interventi su più fronti.

Tra le priorità vengono indicate l’innovazione e il potenziamento delle infrastrutture portuali, strumenti fiscali per ridurre il peso del caro carburante, misure di welfare per i dipendenti del settore e agevolazioni per aumentare il livello tecnologico a bordo delle imbarcazioni.

Tutela dei pescatori e lavoro usurante

CIFA richiama anche il tema della tutela dei lavoratori, chiedendo di valutare strumenti come l’estensione della CISOA ai periodi di fermo e il riconoscimento del lavoro del pescatore come attività usurante ai fini pensionistici.

La crisi della marineria, secondo l’organizzazione, non può essere letta soltanto dal punto di vista delle imprese. Dietro ogni peschereccio fermo ci sono equipaggi, famiglie e un intero sistema economico che rischia di perdere competenze e occupazione.

Ingargiola: “La sostenibilità non può essere solo ambientale”

Il presidente provinciale di CIFA Trapani insiste sul fatto che il futuro della pesca deve essere affrontato tenendo insieme tre aspetti: ambiente, economia e società.

“La sostenibilità della pesca non può essere soltanto ambientale. Deve essere anche economica e sociale”.

Per CIFA, difendere la marineria significa quindi tutelare contemporaneamente imprese, pescatori, famiglie e un patrimonio produttivo che continua a rappresentare una parte importante dell’identità economica di Mazara del Vallo.

L’associazione si dice pronta a mettere a disposizione competenze ed esperienza per contribuire alla costruzione di un percorso condiviso con tutte le parti coinvolte.


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