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Agricoltura trapanese in difficoltà: un piano comune per vino, olio e cereali. Priorità anche alle strade per raggiungere i terreni

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giovedì 17 settembre 2026 - 15:30

Quinci propone un tavolo per l’agricoltura: un piano comune contro la crisi

TRAPANI – Quinci propone un tavolo per l’agricoltura per affrontare le difficoltà del settore provinciale attraverso una strategia condivisa. Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ha annunciato l’impegno dell’ente dopo l’incontro a Palazzo Riccio di Morana con le delegazioni del Collegio interprovinciale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati e dell’associazione “I Guardiani del Territorio”.

Il confronto ha riguardato una crisi che, nella valutazione del presidente, nasce dall’intreccio tra emergenze e problemi strutturali. A risentirne sono soprattutto i comparti vitivinicolo, olivicolo e cerealicolo, che Quinci descrive come sottoposti a una pressione tale da metterne a rischio la sopravvivenza.

L’obiettivo indicato è costruire una piattaforma unitaria, capace di raccogliere le esigenze degli operatori e trasformarle in un piano di lavoro con priorità, obiettivi e tempi di intervento.

Un tavolo permanente con gli operatori al centro

«L’incontro ha confermato la necessità di costruire una piattaforma unitaria per affrontare una crisi che si fa sempre più dura e difficile», afferma Quinci.

Il presidente spiega di avere esaminato carte e documenti presentati dalle delegazioni. Da questo confronto è emersa, secondo la sua analisi, la necessità di definire una strategia di territorio che dia continuità alle proposte del settore.

Il tavolo permanente avrà gli operatori agricoli come protagonisti e sarà aperto alla collaborazione con tutte le organizzazioni di categoria e i rappresentanti dell’agricoltura trapanese. Il Libero Consorzio assumerà il compito di coordinare le indicazioni raccolte e sintetizzarle in un programma operativo.

Quinci chiede che il piano possa diventare attuabile in tempi brevi, mantenendo al contempo una prospettiva di programmazione. Il lavoro dovrà quindi individuare sia le necessità più urgenti sia gli interventi utili ad affrontare le criticità del comparto nel tempo.

Obiettivi chiari e un calendario degli interventi

La proposta punta a organizzare le richieste dell’agricoltura provinciale attorno a pochi punti essenziali, accompagnati da un cronoprogramma.

«Siamo chiamati, rispettando ruoli e funzioni, a far sentire la nostra voce con obiettivi chiari», sottolinea il presidente. Il tavolo dovrà consentire agli interlocutori di condividere le priorità, mantenendo le rispettive competenze.

Le schede tecniche già ricevute, insieme a quelle che arriveranno, costituiranno la base del lavoro. Quinci intende dare a questa documentazione un seguito organizzato, così da portare la “Vertenza Trapani” nel dibattito politico, amministrativo e parlamentare.

Il coinvolgimento di KPMG nel Piano Strategico provinciale

Nel percorso annunciato troverà spazio anche KPMG, la società che, secondo quanto riferito da Quinci, avrà il compito di progettare il Piano Strategico provinciale.

Il presidente ne prevede il coinvolgimento nella fase di cambiamento del sistema agricolo. Nella sua visione, il lavoro richiede anche una svolta culturale nel modo di governare e programmare lo sviluppo del settore.

L’agricoltura dovrà inoltre rafforzare il proprio rapporto con altre attività economiche. Quinci indica in particolare turismo e innovazione tecnologica come ambiti da collegare alle produzioni e alle imprese del territorio.

Il richiamo alla Regione Siciliana

Uno dei passaggi più netti della dichiarazione riguarda il rapporto con la Regione Siciliana. Quinci chiede un cambiamento nell’attenzione riservata al comparto provinciale e individua nel tavolo uno strumento per avviare un’interlocuzione diretta e costante con le istituzioni regionali e nazionali.

«La Regione Siciliana deve necessariamente modificare il suo approccio nei confronti dell’agricoltura trapanese», sostiene il presidente.

Quinci denuncia quella che considera una disparità di trattamento tra territori, affermando che non devono esistere aree privilegiate. Nella sua valutazione, l’agricoltura trapanese ha ricevuto un’attenzione insufficiente rispetto alla gravità delle difficoltà e al peso del settore nell’economia locale.

Il confronto istituzionale dovrà quindi partire da esigenze documentate e da una posizione condivisa tra i rappresentanti del comparto.

Strade e accesso ai terreni tra le priorità

Tra gli impegni che riguardano direttamente il Libero Consorzio, Quinci pone l’accento sulla viabilità di competenza dell’ente. Il presidente si dice pronto a intervenire per migliorare l’accesso ai terreni agricoli, che descrive come sempre più problematico.

In diversi punti, secondo la dichiarazione, le condizioni delle strade sono «davvero proibitive». Da qui la richiesta di definire un elenco delle urgenze più rilevanti, sul quale concentrare l’azione.

La ricognizione delle priorità dovrà aiutare a individuare i collegamenti che richiedono maggiore attenzione. L’impegno annunciato riguarda risposte rapide ed efficaci, da organizzare sulla base delle necessità segnalate e delle competenze dell’ente.

«Fare squadra e parlare con una sola voce»

Il filo conduttore della proposta è la costruzione di una rappresentanza unitaria delle esigenze agricole. Quinci richiama la disponibilità degli operatori e delle organizzazioni a lavorare insieme per sostenere richieste comuni.

«Dobbiamo essere in grado di fare squadra, di mostrare uno spirito realmente unitario ed essere disponibili a parlare con una sola voce, garante di tutte le esigenze del settore», afferma.

Il Libero Consorzio metterà a disposizione strutture, mezzi e risorse che riuscirà a reperire. Il percorso annunciato dovrà ora tradursi nella definizione del piano di lavoro, con l’obiettivo di dare seguito alle istanze raccolte durante il confronto di Palazzo Riccio di Morana.


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