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Docenti di diritto lontani da casa, appello al ministro Valditara

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sabato 29 agosto 2026 - 12:00

I docenti chiedono una mobilità più equa

I docenti chiedono una mobilità più equa e maggiore attenzione alle situazioni di fragilità. L’appello riguarda le assegnazioni provvisorie interprovinciali della classe di concorso A046, Scienze giuridico-economiche, per l’anno scolastico 2026/2027.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani si rivolge al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il CNDDU chiede un intervento sulle difficoltà emerse soprattutto negli Ambiti territoriali delle regioni del Sud Italia.

Dalle segnalazioni ricevute e dagli esiti pubblicati, secondo il Coordinamento, emerge una disponibilità molto limitata. In diversi territori le assegnazioni interprovinciali riguarderebbero soltanto tre o quattro docenti.

Docenti a centinaia di chilometri da casa

La scarsità dei posti impedisce a numerosi insegnanti di avvicinarsi alla propria residenza e alla famiglia.

Alcuni docenti continuano a lavorare a centinaia di chilometri da casa. In determinate situazioni, la distanza dalla città di residenza supererebbe anche i mille chilometri.

L’assegnazione provvisoria rappresenta uno strumento di mobilità annuale. Permette al personale scolastico, in presenza dei requisiti previsti, di chiedere una sede temporanea diversa da quella di titolarità.

Il riconoscimento della domanda dipende però dalla disponibilità effettiva dei posti e dall’ordine delle precedenze stabilito dalle regole.

Le tutele previste dalla legge 104

Il CNDDU richiama in particolare la situazione del personale che beneficia delle tutele previste dalla legge 104 del 1992.

Le precedenze possono riguardare docenti con disabilità personale oppure lavoratori che assistono figli, coniugi o genitori anziani.

Quando la persona da assistere vive molto lontano dalla sede di servizio, la mancata assegnazione può rendere difficile conciliare il lavoro con le responsabilità familiari.

Il Coordinamento riconosce che una precedenza non può garantire automaticamente il trasferimento temporaneo quando non esiste un posto disponibile.

Proprio per questo, chiede di verificare se la ridotta disponibilità nella classe A046 rappresenti un problema occasionale oppure una criticità strutturale.

Attenzione anche a chi non ha precedenze

Il comunicato invita a non trascurare i docenti che non possiedono una precedenza giuridica.

Tra le segnalazioni ricevute figurano insegnanti vicini ai sessant’anni, alcuni con più di dieci anni di servizio, che lavorano ancora molto lontano dalla propria famiglia.

L’assenza dei requisiti previsti dalla legge 104 non elimina le difficoltà personali legate a una lunga permanenza fuori sede.

Con il passare degli anni possono aumentare la stanchezza degli spostamenti, le esigenze familiari e il disagio provocato dalla separazione dal proprio ambiente.

Il CNDDU chiede quindi una valutazione capace di considerare, nel rispetto delle regole, anche l’età, gli anni di servizio e la durata della permanenza lontano dalla residenza.

I costi sostenuti dai lavoratori fuori sede

Il Coordinamento sottolinea anche il peso economico affrontato dai docenti che lavorano in un’altra regione.

Un insegnante fuori sede deve spesso sostenere il costo di un secondo alloggio, delle utenze e della permanenza nella provincia di servizio.

A queste spese si aggiungono i viaggi periodici in treno, in aereo o in automobile per raggiungere la propria famiglia.

Quando la distanza supera i mille chilometri, i costi possono raggiungere diverse migliaia di euro nel corso dell’anno scolastico e assorbire una parte rilevante dello stipendio.

La retribuzione rimane invariata, ma la disponibilità economica effettiva si riduce a causa del mantenimento di due luoghi di vita.

Viaggi necessari per assistere i familiari

Per chi assiste una persona con disabilità, il viaggio non rappresenta soltanto un rientro a casa.

Gli spostamenti possono diventare indispensabili per garantire cure, assistenza e presenza al familiare. Alla pressione economica si aggiungono così stanchezza, preoccupazione e difficoltà organizzative.

La distanza può influire anche sull’equilibrio della famiglia e sulla possibilità di affrontare tempestivamente le necessità quotidiane della persona assistita.

Secondo il CNDDU, la mobilità annuale deve quindi valutare l’effettivo impatto umano, sociale ed economico della permanenza lontano da casa.

Verifiche rigorose sulle precedenze

In presenza di pochi posti, il Coordinamento chiede il massimo rigore nell’applicazione delle precedenze collegate alla legge 104.

Le verifiche dovrebbero accertare la presenza e la permanenza dei requisiti previsti dalla normativa, rispettando la riservatezza dei dati sanitari e le competenze degli organismi incaricati.

Il CNDDU precisa che la richiesta non vuole mettere in discussione i diritti riconosciuti alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Controlli accurati, secondo il Coordinamento, tutelano innanzitutto chi vive realmente una condizione di fragilità. Garantiscono inoltre trasparenza a tutti i lavoratori coinvolti nelle operazioni di mobilità.

Le richieste al ministro Valditara

Il CNDDU chiede al ministro Giuseppe Valditara di avviare una ricognizione della situazione relativa alla classe di concorso A046.

L’esame dovrebbe riguardare:

  • i posti disponibili negli Ambiti territoriali;
  • le precedenze riconosciute;
  • le domande rimaste senza accoglimento;
  • gli eventuali posti resi disponibili successivamente;
  • le ulteriori sedi utilizzabili nel rispetto della normativa.

L’obiettivo consiste nel verificare tutte le possibilità amministrative prima della conclusione definitiva delle operazioni.

Nessuna deroga indiscriminata

Il Coordinamento non chiede trasferimenti automatici o deroghe generalizzate alle regole.

La proposta punta a trovare un equilibrio tra l’efficacia delle tutele, il controllo rigoroso dei requisiti e l’attenzione verso chi affronta da anni una sede lontana.

«Dietro ogni domanda non soddisfatta vi è una persona e, spesso, una famiglia», sottolinea il CNDDU.

Il Coordinamento auspica un intervento tempestivo del Ministero affinché la situazione della A046 venga affrontata nelle sue dimensioni giuridiche, economiche e sociali.


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