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Carburanti in rialzo, stop al taglio delle accise: pieno più caro

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lunedì 06 luglio 2026 - 9:00

Carburanti in rialzo dopo lo stop alle accise

MarsalaCarburanti in rialzo dopo la fine del taglio delle accise.

Il governo non ha prorogato lo sconto su benzina e gasolio e i prezzi alla pompa hanno iniziato nuovamente a salire.

La misura valeva 6,1 centesimi al litro, considerando anche l’Iva.

Per questo motivo, su un pieno medio, l’aumento può arrivare a circa 3 euro.

Benzina e gasolio tornano a salire

Dopo settimane di diminuzione, i prezzi dei carburanti mostrano una nuova inversione di tendenza.

Il rincaro riguarda sia la benzina sia il gasolio.

Gli aumenti si notano soprattutto lungo la rete autostradale, dove i prezzi restano tradizionalmente più alti rispetto alla rete ordinaria.

I dati del 4 luglio

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sabato 4 luglio 2026 il prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale era pari a 1,820 euro al litro per la benzina.

Il giorno precedente era di 1,803 euro al litro.

Il gasolio, invece, è salito a 1,899 euro al litro, contro 1,882 euro del giorno prima.

In entrambi i casi, l’aumento registrato è stato di 17 millesimi al litro.

Prezzi più alti in autostrada

Anche in autostrada i prezzi sono aumentati.

Sempre secondo l’Osservatorio del Mimit, il 4 luglio la benzina self in autostrada costava in media 1,907 euro al litro.

Il giorno prima il prezzo medio era di 1,894 euro al litro.

Il gasolio self in autostrada è salito a 1,978 euro al litro, rispetto a 1,968 euro del giorno precedente.

Il 5 luglio nuovo aumento

Il rialzo è proseguito anche domenica 5 luglio.

Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio self service è arrivato a 1,841 euro al litro per la benzina.

Il gasolio ha raggiunto 1,922 euro al litro.

Sulla rete autostradale, invece, la benzina self è salita a 1,932 euro al litro.

Il gasolio ha superato di nuovo la soglia dei 2 euro, arrivando a 2,004 euro al litro.

Il peso dello sconto finito

Il taglio delle accise aveva ridotto il prezzo di benzina e gasolio di 6,1 centesimi al litro, compresa l’Iva.

La misura era stata introdotta durante la fase di emergenza sui carburanti e poi prorogata più volte.

Con la fine dello sconto, il prezzo alla pompa ha subito un primo contraccolpo.

Inoltre, guardando ai precedenti tagli degli sconti, ulteriori effetti sui prezzi possono manifestarsi nei giorni immediatamente successivi.

Il nodo dei prezzi alla pompa

Il rialzo arriva in una fase in cui il prezzo del greggio risulta più basso rispetto ai picchi dei mesi precedenti.

Tuttavia, i prezzi alla pompa non seguono sempre in modo immediato l’andamento del petrolio.

Su questo punto, i gestori degli impianti respingono l’idea che la speculazione ricada solo sulla rete di distribuzione.

Le rappresentanze del settore richiamano invece l’attenzione anche sul commercio illegale degli idrocarburi.

La richiesta di una riforma

Secondo le rappresentanze dei gestori, il commercio illegale di carburanti sottrarrebbe ogni anno circa 12 miliardi di euro di imposte alle casse dello Stato.

Una cifra che, secondo il settore, incide anche sul prezzo finale sostenuto da automobilisti e autotrasportatori.

Per questo motivo, i sindacati dei gestori chiedono una riforma complessiva del comparto.

Nel frattempo, però, i consumatori devono fare i conti con aumenti già visibili.

Pieno più caro per automobilisti e trasportatori

La fine dello sconto sulle accise incide direttamente sulle tasche di famiglie, lavoratori, imprese e autotrasportatori.

Il rincaro pesa soprattutto su chi usa l’auto ogni giorno per lavoro, studio o necessità familiari.

In un contesto già segnato da costi elevati, il nuovo aumento di benzina e gasolio riporta il tema carburanti al centro del dibattito economico.


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