Riserve naturali del Trapanese, la posizione di Quinci
Trapani – Riserve naturali del Trapanese al centro dell’intervento del presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci. Il riferimento è alle aree protette gestite dall’Ente: la Riserva dello Stagnone di Marsala, il Bosco d’Alcamo e la Foce del Fiume Belice con le dune limitrofe.
Quinci parla della necessità di una nuova fase nella gestione delle riserve, evidenziando criticità amministrative, carenze di personale, limiti finanziari e bisogno di una strategia più ampia.
“Le Riserve Naturali, così come sono, non vanno”, afferma il presidente del Libero Consorzio, sottolineando che il tema non riguarda soltanto le competenze dell’Ente, ma anche sicurezza, tutela del territorio e qualità della vita.
Le difficoltà nella gestione delle aree protette
Secondo Quinci, il Libero Consorzio intende assumersi fino in fondo la responsabilità della gestione delle tre riserve.
L’attività dell’Ente, però, sarebbe frenata da contraddizioni normative, difficoltà legate alle assunzioni e risorse finanziarie insufficienti.
Il presidente richiama la necessità di affrontare il tema in modo strutturale, superando la logica dell’emergenza e delle soluzioni provvisorie.
Uno screening per Stagnone, Bosco d’Alcamo e Foce del Belice
L’indirizzo politico del Libero Consorzio è quello di aggiornare, insieme agli uffici e con il supporto dell’esperto Roberto Fiorentino, il quadro complessivo delle tre aree protette.
L’obiettivo è avviare, nel più breve tempo possibile, uno screening dettagliato per ogni singola riserva.
Saranno valutati personale, funzioni, accordi con altri enti, rapporti con le associazioni e tutti gli elementi utili a definire una nuova impostazione gestionale.
Una nuova fase progettuale
Il lavoro dovrà consegnare un quadro chiaro e completo, utile ad aprire una nuova fase progettuale.
Per Quinci, una riserva non va soltanto amministrata. Deve essere gestita, governata e soprattutto proiettata verso una prospettiva di sviluppo.
Da qui l’idea di costruire un piano di sistema capace di mettere in rete le riserve, superando i compartimenti stagni e puntando su una visione unitaria del territorio.
Una strategia comune per il territorio
Il presidente del Libero Consorzio parla della necessità di una “strategia di vasi comunicanti”.
L’obiettivo è raccontare il patrimonio ambientale del territorio trapanese come un sistema unico, nel quale tutela, fruizione, prevenzione e sviluppo possano camminare insieme.
Il progetto e le prospettive di crescita saranno indirizzati all’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente.
Il ruolo della Regione Siciliana
Quinci chiama in causa la Regione Siciliana, chiedendo una maggiore assunzione di responsabilità sulle politiche ambientali e turistiche legate alle aree protette.
Secondo il presidente, la Regione deve chiarire come intende inserire le riserve naturali nelle proprie strategie di sviluppo.
“Serve una regia senza i limiti della logica dell’emergenza o delle soluzioni tampone”, afferma Quinci.
Una regia che, secondo il presidente, è indispensabile per potenziare gli interventi di prevenzione e difesa dei territori, costruire una vera cultura ambientale e formare una nuova sensibilità sociale.
Una proposta per le tre riserve
Quinci annuncia che porterà all’Assessorato regionale carte e documenti per proporre una regia sulle tre riserve gestite dal Libero Consorzio.
L’auspicio è che il lavoro possa diventare anche un modello per il patrimonio ambientale protetto della Sicilia.
Il tema delle risorse resta centrale, ma non è l’unico. Per il presidente servono finanziamenti, ma anche una visione politica e amministrativa capace di guardare oltre la gestione ordinaria.
La sfida è trasformare le riserve in luoghi di tutela, sviluppo, educazione ambientale e valorizzazione del territorio.
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