Cucina chiusa all’ospedale di Castelvetrano
Trapani – Il caso della cucina chiusa all’ospedale di Castelvetrano arriva all’attenzione della Regione Siciliana con un’interrogazione parlamentare.
Al centro della questione c’è la situazione del presidio “Vittorio Emanuele II”, dove la cucina interna non è operativa da anni, mentre i pasti vengono preparati altrove e trasportati quotidianamente.
Cucina chiusa all’ospedale di Castelvetrano: i costi
Secondo quanto segnalato, la gestione attuale comporta una spesa di circa 22 mila euro al mese per il trasporto dei pasti da altri comuni.
La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha evidenziato come una soluzione nata come temporanea sia diventata nel tempo una modalità stabile, con costi rilevanti per l’Asp di Trapani.
Il modello organizzativo sotto osservazione
L’interrogazione punta anche a chiarire il funzionamento del sistema che fa capo al centro cottura di Marsala e coinvolge più strutture sanitarie della provincia.
Trasportare pasti per lunghe distanze, secondo quanto evidenziato, potrebbe incidere non solo sui costi ma anche sulla qualità del servizio offerto ai pazienti.
Le richieste alla Regione
La parlamentare ha chiesto al Governo regionale di fornire un quadro dettagliato delle spese sostenute negli anni e di verificare eventuali responsabilità.
Tra i punti sollevati anche un presunto accordo conciliativo che avrebbe comportato una spesa di circa 66 mila euro per un centro cottura mai utilizzato.
Critiche sulla gestione delle risorse
Nel documento si evidenzia una contraddizione tra le spese sostenute per il servizio mensa e le misure di contenimento della spesa sanitaria.
In particolare, viene richiamata l’attenzione sui tagli previsti anche per farmaci destinati a pazienti con patologie croniche, mentre restano situazioni considerate inefficienti.
Un tema che riporta al centro il dibattito sulla gestione delle risorse pubbliche nel sistema sanitario e sulla necessità di interventi strutturali.
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